Togliere lo strumento di tracciabilità dei rifiuti è grave

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Intervento in Senato durante la discussione di un emendamento al Decreto Semplificazioni riguardante il SISTRI (video).

Noi pensiamo che l’abolizione del SISTRI, per quanto sicuramente strumento imperfetto di registrazione e tracciabilità, senza mettere in campo un’altra soluzione e senza lasciare nessuno strumento di tracciabilità dei rifiuti e dei loro percorsi in un momento in cui tutte le Procure dicono che proprio sul traffico dei rifiuti la mafia si sta allargando e la cronaca racconta di molti episodi di incendi di depositi di rifiuti sia legali che, soprattutto, illegali situati in capannoni, pensiamo che sia grave e lasci lo spazio a chi vuole approfittarsene.
L’emendamento che andiamo a votare purtroppo non è nelle condizioni di proporre un’alternativa al SISTRI applicabile subito.
Quello che si può fare è chiedere che a brevissimo - entro giugno - il Governo provveda ad introdurre un altro strumento di tracciabilità e di registrazione dei percorsi dei rifiuti per evitare che nella assoluta mancanza di qualunque tipo di tracciabilità, di trasparenza e di verifica possa succedere che le mafie, che già di questo si occupano e si occupano molto, vadano avanti ad occuparsene e a proliferare.

Il Decreto Semplificazione semplifica il lavoro delle mafie

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Intervento in Senato in Discussione del Decreto Semplificazione (video).

Il “Decreto Semplificazione” ha un nome altisonante, come molti altri decreti presentati, ma in realtà è diventato un insieme di norme complicate in cui sono stati introdotti compromessi, sono state anche introdotte correzioni utili a errori fatti con la Legge di Bilancio e in cui si è cercato di strizzare l’occhio all’uno e all’altro a seconda della convenienze delle forze della maggioranza.
C’è una cosa però su cui davvero questo decreto semplifica il lavoro: semplifica il lavoro delle mafie.
Lo voglio dire con grande chiarezza e non tanto per fare una battuta ma cercando di dimostrarlo.
Dopo aver alzato a 150mila euro il limite al di sotto del quale non c’è più bisogno di fare gare ma si possono assegnare appalti di opere e di servizi con l’affidamento diretto, avevano spiegato che con questo decreto avrebbero corretto, che avrebbero specificato che si trattava di una norma a tempo e valida solo per i finanziamenti andati ai piccoli e medi Comuni con l’ultima Legge di Bilancio per consentire di velocizzare quegli appalti.
E invece non è nulla di tutto questo.
Non c’è traccia delle cose che avevate detto che sarebbero state introdotte.
Si è fatto un regalo.

Il Parlamento è stato umiliato: si è impedito di discutere la Legge di Bilancio

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Intervento in Senato durante la discussione per la fiducia al Governo sulla legge di bilancio (video).

La discussione sulla fiducia ci consente di fare anche delle considerazioni che vanno oltre la triste pagina che il Governo sta scrivendo in questi giorni con la Legge di Bilancio.
Esprimo la preoccupazione, che trova conferma in quello che è successo anche oggi, per il piglio e il modo con cui entrambe le forze che compongono la maggioranza hanno interpretato questi mesi di Governo.
Hanno cambiato idea su tutto.
Hanno fatto altisonanti proclami contro l’Europa per poi farsi scrivere la finanziaria dall’Europa.
Hanno spiegato agli italiani che mai sarebbero scesi sotto il 2,4% di deficit e oggi, invece, presentano una manovra che prevede il 2%.
Ma c’è un tratto comune che unifica i leader di Lega e M5S e su cui si sono mostrati coerenti e coesi dall’inizio ed è la manifestazione costante di un fastidio crescente verso le regole del confronto democratico, una voglia di delegittimare tutte le istituzioni di garanzia, di mettere in discussione l’autonomia delle agenzie, fino alla magistratura.
Chi da questi ambiti, che sono quelli che garantiscono tutti, esprime nell’ambito del proprio ruolo idee e opinioni che contrastano con quelle della maggioranza che compone il Governo, viene denigrato, delegittimato, invitato a candidarsi.

Emendamenti alla Legge di Bilancio sul tema casa

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Ecco gli emendamenti che ho presentato alla Legge di Bilancio sul tema della casa:

Fondo Sostegno affitti

A.S. 981
Emendamento 1.235
Art. 1 

MIRABELLI, MISIANI, MANCA, MARINO, STEFANO

Dopo il comma 32, aggiungere il seguente:
«32-bis. Al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, istituito dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431, e assegnata una dotazione di 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019».
Conseguentemente, al comma 138, sostituire le parole: «9.000 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019» con le seguenti: «8.900 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019».