Il Ministro della Giustizia intervenga sulla vicenda del Beccaria

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Intervento in Senato (Video).

Intervengo in Senato in merito alla rivolta che è scoppiata stata sabato sera presso l’Istituto di pena minorile Beccaria di Milano.
È stato l’ennesimo episodio di violenza e di protesta.
Sono stati incendiati materassi e lenzuola; c’è stato un principio di incendio e sono stati portati al Pronto Soccorso 5 ragazzi detenuti e 3 agenti penitenziari.
Questo è l’ennesimo episodio di violenza che si è verificato nell’Istituto di pena, che da 15 anni non ha un Direttore e da 8 anni vive in una condizione di precarietà, perché la struttura è continuamente interessata da lavori di ristrutturazione.
Il Beccaria è l’unico istituto minorile di Milano e vi sono ospitati solo 25 ragazzi perché in quegli spazi non ce ne possono stare di più. Questo vuol dire che molti di loro, progressivamente, vedono interrompere il loro percorso dentro il Beccaria per essere spostati, senza colpa, lontano da Milano e dalle loro famiglie.

Il Ministro della Giustizia risponda sulla questione dei finanziamenti della Lega sollevata dall'Espresso

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Intervento in Senato (video).

Intervengo per sollecitare la risposta all'atto di sindacato ispettivo 4-00042, che abbiamo trasformato in un'interrogazione a risposta orale. In quell'atto ispettivo noi chiediamo al Ministro della giustizia di esprimere le proprie valutazioni su quanto riportato da alcuni organi di stampa e che è stato oggetto di un'inchiesta del settimanale «L'Espresso». Questi articoli prefigurano la possibilità che una serie di finanziamenti, provenienti tra gli altri da Esselunga e dal costruttore Parnasi, siano stati fatti ad associazioni legate alla Lega Nord, per evitare che un finanziamento diretto alla Lega, sui conti della Lega stessa, rientrasse nel provvedimento di sequestro di 48 milioni di euro disposto dal tribunale di Genova, per riportare ai cittadini ciò che è stato tolto loro per attività estranee alla finalità per cui quei soldi erano stati stanziati.
Noi insistiamo per capire se è vero che, prosciugati i conti della Lega, per evitare il sequestro, vi siano stati fondi significativi, come risulterebbe da quelle inchieste, dirottati su altri canali per essere comunque utilizzati.

Dal nuovo Presidente del Consiglio un discorso senza traccia di futuro

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Intervento in Senato durante la discussione della fiducia al nuovo Governo (video).

In una Repubblica Parlamentare è nelle Aule del Senato e della Camera dei Deputati che il Governo ottiene la fiducia.
In Senato si sta votando la fiducia ad un Presidente del Consiglio che non è stato eletto dai cittadini, ad una coalizione che non è stata scelta dai cittadini e ad un Governo in cui ci sono molti tecnici.
Fino a qualche mese fa in queste Aule, le forze politiche dell’attuale maggioranza consideravano Governi siffatti “abusivi”.
Non lo erano allora e non lo sono neanche adesso.
Oggi come allora, la legittimazione viene dal Parlamento.
Non faremo opposizione mettendo in discussione la legittimità di questo Governo, non perché lo chiede il Presidente del Consiglio ma per rispetto delle istituzioni e per rispetto dei cittadini.

Chi mette in discussione la nostra collocazione e le nostre alleanze internazionali indebolisce l’Italia

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Intervento svolto in Senato durante la discussione sull’informativa sulla situazione in Siria (video).

Vogliamo ribadire innanzitutto, in occasione di questo dibattito, il nostro pieno sostegno e la condivisione del Partito Democratico delle scelte fatte dal Governo italiano in queste giornate difficili.
Voglio subito ringraziare il presidente Gentiloni per la chiarezza con cui ha illustrato in questa Aula le ragioni e la sostanza delle scelte fatte.
In primo luogo, vi è la solidarietà nei confronti degli alleati che, di fronte all'inaccettabile utilizzo delle armi chimiche da parte del regime siriano, hanno reagito bombardando obiettivi definiti.
È stato un intervento sanzionatorio che, per stessa dichiarazione di USA, Francia e Gran Bretagna, resta circoscritto a questo obiettivo. In secondo luogo, contrarietà a ogni ulteriore escalation militare.
Terzo, l'impegno a dare forza alle iniziative di pace, chiedendo a tutti Paesi di assumersi la responsabilità di favorire una soluzione pacifica dei conflitti, lavorando già a partire dalla conferenza di Bruxelles prevista per il 24 e il 25 aprile e soprattutto dal sostegno al lavoro dell'inviato dell'ONU Staffan de Mistura.