Presentazione di un disegno di legge per il riordino del settore giochi

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Intervento alla conferenza stampa di presentazione del Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" (Video).
 
Abbiamo convocato una conferenza stampa per illustrare il Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" che abbiamo presentato in Senato a firma mia e di altri colleghi senatori del PD.
Si tratta di un progetto di legge di riordino complessivo del settore dei giochi in Italia.
Abbiamo scelto di presentarlo ora che alla Camera dei Deputati è in discussione il Decreto Dignità che si occupa anche del gioco, molto parzialmente, per dare il senso della necessità di un intervento serio sul settore che non si può continuare ad aggiornare sulla base di interventi spot e parziali, soprattutto per quanto riguarda il gioco con premi in denaro, come è stato anche nella precedente legislatura.
Siamo convinti che serva un riordino complessivo del settore, nell’interesse di tutti i cittadini ma anche della filiera industriale che guarda al gioco, al fine di dare a tutti certezze.
È evidente che per noi l’obiettivo è quello di ridurre la domanda e l’offerta di gioco nel nostro Paese e questo vuol dire sicuramente intervenire sulla pubblicità ma anche sulle regole, garantendo una qualità diversa dell’offerta di gioco e poi significa intervenire per ridurre i volumi e i punti vendita del gioco.
Queste, infatti, sono le condizioni reali per ridurre domanda e offerta di gioco.

Il ricordo di Borsellino e della strage di Via D'Amelio

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Intervento in Senato (video).

Credo sia non solo dovuto, ma giusto, anche dopo 26 anni, ricordare nelle Camere il sacrificio del giudice Borsellino e della sua scorta. Lei ha già citato tutti i componenti della scorta che hanno perso la vita, ma mi consenta di ricordare in particolare Manuela Loi, che è stata la prima donna in servizio in una scorta in questo Paese e purtroppo è stata anche la prima donna che ha perso la vita in servizio, facendo la scorta del giudice Borsellino.
In questi giorni, in queste settimane, sono stati fatti molti ragionamenti, si è discusso molto della sentenza dell'ultimo processo sulla strage di Capaci. Io voglio dire che quel processo - oggi possiamo dirlo - mette fine ad anni di inchieste, di depistaggi verificati, di falsi testimoni, di prove nascoste. Oggi siamo a una verità giudiziaria, probabilmente non basta ma oggi siamo a una verità giudiziaria.
Borsellino e Falcone sono stati servitori dello Stato, come gli agenti delle loro scorte, vittime di una stagione stragista in cui la mafia - ricordiamolo però - dopo il maxiprocesso, dopo che non si aspettava che tutti i suoi vertici sarebbero stati condannati in via definitiva (di questo attribuendo la responsabilità a Falcone), e mentre si stava costruendo la Direzione nazionale antimafia, che Falcone aveva voluto e che Borsellino, dopo la morte di Falcone, si apprestava a dirigere, ha attaccato lo Stato e le istituzioni nel momento in cui lo Stato dimostrava di volerla combattere.

Il Ministro della Giustizia intervenga sulla vicenda del Beccaria

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Intervento in Senato (Video).

Intervengo in Senato in merito alla rivolta che è scoppiata stata sabato sera presso l’Istituto di pena minorile Beccaria di Milano.
È stato l’ennesimo episodio di violenza e di protesta.
Sono stati incendiati materassi e lenzuola; c’è stato un principio di incendio e sono stati portati al Pronto Soccorso 5 ragazzi detenuti e 3 agenti penitenziari.
Questo è l’ennesimo episodio di violenza che si è verificato nell’Istituto di pena, che da 15 anni non ha un Direttore e da 8 anni vive in una condizione di precarietà, perché la struttura è continuamente interessata da lavori di ristrutturazione.
Il Beccaria è l’unico istituto minorile di Milano e vi sono ospitati solo 25 ragazzi perché in quegli spazi non ce ne possono stare di più. Questo vuol dire che molti di loro, progressivamente, vedono interrompere il loro percorso dentro il Beccaria per essere spostati, senza colpa, lontano da Milano e dalle loro famiglie.

Il Ministro della Giustizia risponda sulla questione dei finanziamenti della Lega sollevata dall'Espresso

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Intervento in Senato (video).

Intervengo per sollecitare la risposta all'atto di sindacato ispettivo 4-00042, che abbiamo trasformato in un'interrogazione a risposta orale. In quell'atto ispettivo noi chiediamo al Ministro della giustizia di esprimere le proprie valutazioni su quanto riportato da alcuni organi di stampa e che è stato oggetto di un'inchiesta del settimanale «L'Espresso». Questi articoli prefigurano la possibilità che una serie di finanziamenti, provenienti tra gli altri da Esselunga e dal costruttore Parnasi, siano stati fatti ad associazioni legate alla Lega Nord, per evitare che un finanziamento diretto alla Lega, sui conti della Lega stessa, rientrasse nel provvedimento di sequestro di 48 milioni di euro disposto dal tribunale di Genova, per riportare ai cittadini ciò che è stato tolto loro per attività estranee alla finalità per cui quei soldi erano stati stanziati.
Noi insistiamo per capire se è vero che, prosciugati i conti della Lega, per evitare il sequestro, vi siano stati fondi significativi, come risulterebbe da quelle inchieste, dirottati su altri canali per essere comunque utilizzati.