Il PD lavora sui contenuti, no a diktat di M5S sui nomi

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Il Pd con molta serietà da giorni lavora sui contenuti e sul merito dei problemi: scuola, lavoro, economia, ambiente. Continueremo a farlo convinti che all'Italia serva un governo di svolta.
Vogliamo capire se il M5S sta facendo lo stesso.
Non ci possono essere diktat o ultimatum sui nomi.
Prima vengono le soluzioni ai problemi del Paese.

Abbiamo dimostrato che Salvini non è invincibile

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Oggi abbiamo portato a casa un risultato importante impedendo la mozione di sfiducia della Lega e calendarizzando le comunicazioni di Conte che alla fine andrà a dimettersi.
Da oggi non è più Salvini che detta i tempi e i modi e si è rimesso al centro il Parlamento.
Oggi si è dimostrato che Salvini non è invincibile.
Ha fatto un comizio che mostrava le sue difficoltà e la proposta sulla riduzione dei parlamentari è una gigantesca presa in giro e i 5stelle lo sanno.
Dire che si vota ora la riduzione dei parlamentari e poi si vota a ottobre significherebbe, secondo lui, far entrare in vigore la legge nella legislatura successiva nel 2024, ma non è neanche così.
Aggiungiamo il fatto che oggi è anche fallito il suo disegno di accordo con Forza Italia per costringerla a fare a meno del simbolo.
Direi che e' stata una buona giornata anche perché mi pare ci siano tutte le condizioni per lasciare le nostre divisioni alle spalle riconoscendo tutti il ruolo di Nicola Zingaretti e della Direzione nella conduzione della fase.

Non forzare i tempi: questa fase sia rimessa al Parlamento

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Abbiamo concordato tutti sul lavorare perché la gestione di questa fase sia rimessa al Parlamento e non a Salvini. E quando la crisi ci sarà, al Presidente della Repubblica. E' fondamentale che sia il Parlamento a discutere e a decidere. C'è una legittima volontà del Presidente del Consiglio di essere audito prima di qualsiasi voto di sfiducia. Per quanto riguarda le scelte del gruppo, voteremo un calendario per mettere al primo posto la volontà del Presidente del Consiglio di relazionare al Parlamento.
Se si andrà in Aula domani lo deciderà la conferenza dei capigruppo. Non siamo d'accordo di andare domani in Aula perché significherebbe creare un precedente per cui il Senato si può convocare con sole 24 ore di preavviso. Troppo poco preavviso tra assemblea, capigruppo e riunione dell'Aula. Ma in ogni caso il Pd ci sarà.

Mattarella conferma le ragioni di contrarietà al Decreto Sicurezza

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Il Presidente Mattarella con la sua lettera conferma le ragioni della nostra contrarietà al decreto sicurezza bis.
Non si può e non si deve ostacolare chi salva vite in mare, non si può condannare con pene eccessive chi lo fa.
Il garante massimo della Costituzione usa parole chiare.
Lega e 5stelle hanno insieme la responsabilità di un provvedimento che lede diritti sacrosanti e riduce le libertà.
Speriamo, che come è successo per il primo decreto sicurezza, sia la Corte Costituzionale a cancellare le norme più disumane.