Interrogazione sulla gestione delle scorte

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Nei giorni scorsi la Prefettura di Caserta ha deciso di togliere la protezione a Benedetto Zoccola, vittima superstite della criminalità organizzata per aver contribuito all’arresto e alla condanna dei capi della camorra mondragonese. Zoccola ha subito due attentati dinamitardi per cui ha riportato danni fisici seri e permanenti. Continua a vivere a Mondragone con la sua famiglia e a 100 metri dalla sua casa vive, agli arresti domiciliari, una donna da lui denunciata. Togliergli la vigilanza fissa di fronte all’abitazione e l’auto blindata, di cui non dispone già da un po’, significa metterlo seriamente in pericolo di vita. Per questo ho presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno.
La donna che vive accanto alla sua casa e che lui ha denunciato è oltretutto figlia di un noto delinquente della zona, uscito da un paio di mesi dal carcere per reati associativi dopo aver scontato una pena di 27 anni. Nel mese di dicembre 2017 è stata recapitata a Benedetto Zoccola, con mittente falso, una lettera nella quale un detenuto spiegava che gli esecutori dell’attentato bomba subito da Zoccola sono liberi e vivono nel suo stesso paese.

Il Governo spieghi chi ha dato gli ordini alla nave Asso28

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"Il Governo risponda su quanto accaduto con la nave italiana Asso 28, rientrata nel porto di Tripoli dopo aver partecipato al soccorso in mare di alcuni migranti. Tripoli è un 'porto non sicuro' e quindi non si possono sbarcare lì migranti che possono avere diritto alla protezione internazionale". E' quanto chiede un'interrogazione dei senatori dem Laura Garavini, Franco Mirabelli e Alan Ferrari, al ministro delle Infrastrutture e trasporti Toninelli. "Il Ministro dica chiaramente - si chiede nell'interrogazione - chi ha dato indicazione di rivolgersi alla Libia invece che a un altro 'porto sicuro' del Mediterraneo. Esiste il fondato sospetto che siano state violate le norme di ordinaria solidarietà e siano stati favoriti i persecutori dei migranti nei Paesi di provenienza. Gli unici che fanno realmente affari sulla pelle di chi fugge da guerre e carestie".

Nuova interrogazione al Ministro della Giustizia

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I ministri 5stelle vogliono trasformare il Senato in una tribuna della loro propaganda.
E’ inammissibile che vengano in aula per il question time e non rispondano alle domande dell’opposizione ma offendano i senatori delle opposizioni.
Questo è ciò che ha fatto Bonafede, al Question Time, invece di rispondere all'interrogazione inerente i suoi rapporti con Lanzalone e per questo abbiamo presentato una nuova interrogazione.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00153Pubblicato il 2 agosto 2018, nella seduta n. 30