Chi mette in discussione la nostra collocazione e le nostre alleanze internazionali indebolisce l’Italia

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Intervento svolto in Senato durante la discussione sull’informativa sulla situazione in Siria (video).

Vogliamo ribadire innanzitutto, in occasione di questo dibattito, il nostro pieno sostegno e la condivisione del Partito Democratico delle scelte fatte dal Governo italiano in queste giornate difficili.
Voglio subito ringraziare il presidente Gentiloni per la chiarezza con cui ha illustrato in questa Aula le ragioni e la sostanza delle scelte fatte.
In primo luogo, vi è la solidarietà nei confronti degli alleati che, di fronte all'inaccettabile utilizzo delle armi chimiche da parte del regime siriano, hanno reagito bombardando obiettivi definiti.
È stato un intervento sanzionatorio che, per stessa dichiarazione di USA, Francia e Gran Bretagna, resta circoscritto a questo obiettivo. In secondo luogo, contrarietà a ogni ulteriore escalation militare.
Terzo, l'impegno a dare forza alle iniziative di pace, chiedendo a tutti Paesi di assumersi la responsabilità di favorire una soluzione pacifica dei conflitti, lavorando già a partire dalla conferenza di Bruxelles prevista per il 24 e il 25 aprile e soprattutto dal sostegno al lavoro dell'inviato dell'ONU Staffan de Mistura.

Dove sono finiti i soldi della Lega sequestrati dal tribunale?

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“Dove sono finiti i 48 milioni di euro sequestrati alla Lega dal tribunale di Genova? Ed ancora il partito di Salvini ha investito illegalmente milioni di euro in violazione delle leggi che regolano la materia?”. Se lo chiede il gruppo Pd del Senato che ha depositato un’interrogazione urgente, a firma dei senatori Dario Parrini, Stefano Collina, Eugenio Comincini, Alan Ferrari, Nadia Ginetti, Ernesto Magorno, Simona Malpezzi, Franco Mirabelli, Tommaso Nannicini, Gianni Pittella.
I parlamentari dem partono dalla ricostruzione pubblicata dal settimanale ‘L’Espresso’ nei giorni scorsi sui “48 milioni sequestrati dal tribunale di Genova, ne sono stati trovati solo due. L’aggiramento del sequestro sarebbe avvenuto mediante la costituzione di un’associazione senza scopo di lucro, la Onlus “Più Voci”, creata nell’autunno del 2015. Questa associazione sarebbe stata usata dalla Lega per ricevere finanziamenti da destinare a società controllate dalla stessa Lega, evitando così il deposito dei soldi sui conti correnti intestati al partito”.
“Tra i donatori della onlus – si legge nell’interrogazione dem a prima firma Dario Parrini – risulterebbe anche importanti imprenditori. Secondo la ricostruzione dell’Espresso, la Lega ha agito in palese violazione del divieto, per i partiti e per i movimenti politici di investire la propria liquidità derivante dalla disponibilità di risorse pubbliche in strumenti finanziari diversi dai titoli emessi da Stati membri dell’Unione europea”.
I parlamentari del Pd “chiedono quindi al ministro della Giustizia di appurare i fatti, compresi i possibili illeciti e il danno erariale”.

Interrogazione sugli atti vandalici all’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano

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Oggi, alla Camera dei Deputati e al Senato con gli altri parlamentari milanesi abbiamo presentato questa interrogazione a risposta scritta riguardante gli atti vandalici all’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano:

Al Ministro dell’Interno,

premesso che,

da notizie a mezzo Internet e stampa si è appreso che la mattina del 2 aprile i rappresentanti dell'Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano hanno trovato la loro sede di via degli Anemoni 6, nella periferia Ovest di Milano, letteralmente devastata, con porte divelte, la finestra rotta, armadi danneggiati, documenti buttati all’aria, e con danni pari a migliaia di euro;

ciò che desta preoccupazione è che secondo quanto dichiarato dal Consiglio direttivo dell’Istituto, poche sembrerebbero le cose e i documenti sottratti, mentre evidenti appaiono i danni economici arrecati ad un istituto la cui attività si fonda sul solo impegno dei volontari;

Chi si candida a governare deve garantire rispetto delle leggi e trasparenza

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Articolo pubblicato da Democratica.

L’Espresso, nel numero che è in edicola dal 3 aprile, ha pubblicato un’inchiesta sulle risorse economiche della Lega.
In sintesi, il Tribunale di Genova, all’epoca della sentenza che aveva condannato Umberto Bossi ad una pena di 2 anni e mezzo per truffa ai danni dello Stato, ha disposto il sequestro del patrimonio della Lega, che allora ammontava a 48 milioni di euro.
Lo stesso Tribunale, però, ad oggi sarebbe riuscito a reperire soltanto poco più di due milioni di euro.
Secondo la ricostruzione fatta dall’Espresso, il sequestro del patrimonio leghista sarebbe stato aggirato mediante la costituzione di un’associazione senza scopo di lucro chiamata “Più Voci”, creata da tre commercialisti tra cui lo stesso tesoriere della Lega.
Grazie a questa associazione, inoltre, sarebbero stati acquisiti finanziamenti poi girati a società controllate dalla Lega stessa, tra cui Media Padania, Editoriale Nord, Pontida Fin, Fin Group, in violazione della legge che stabilisce che i finanziamenti ai partiti non possono essere investiti se non in titoli di Stato dei Paesi dell’UE.