Vogliamo una riforma istituzionale che rafforzi la democrazia non che la cancelli

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Intervento in Senato durante la discussione della legge per la riduzione del numero dei parlamentari (video).

In questi giorni in cui abbiamo cominciato a discutere di questo provvedimento mi sono spesso fatto una domanda, dalla quale partirò: a cosa serve, se non ad assecondare un umore che si è sollecitato e l'opinione pubblica, nonché a spiegare che si è trovato rimedio a tutti i problemi dell'Italia, colpendo il Parlamento e diminuendo il numero dei parlamentari?
In realtà, penso che una cosa vada detta: questo provvedimento non migliora nulla, in assenza di un quadro e di un contesto, come hanno già detto molti colleghi. Forse interviene un pochino sulla diminuzione dei costi, ma sicuramente non cambierà il funzionamento del Parlamento; sarà ridotta la rappresentanza dei territori di questo Paese, perché si fa un taglio netto e dritto, che dimezza, senza un ragionamento che tenda a garantire comunque la rappresentanza dei territori. Si lascia il bicameralismo perfetto, quindi non si abbrevieranno i tempi per l'approvazione delle leggi. Insomma, non migliora, nemmeno per i cittadini.

Il Ministro dell'interno garantisca la sicurezza a Milano

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Intervento in Senato (video).

Intervengo per parlare della mia città, Milano.
Qualche giorno fa, il ministro Salvini vi si è recato e pensavo che, a quattro mesi dagli impegni presi, si sarebbe occupato di spiegare come intenda intervenire in via Bolla, dove c'è una situazione di degrado e illegalità ormai inaccettabile.
Il Ministro si era impegnato a fare alcune cose, ma non sta succedendo niente e siamo arrivati al punto che i cittadini di quel quartiere hanno fatto un esposto per chiedere il sequestro di un intero condominio occupato da molte attività illegali e occupanti abusivi.
Oppure, visto che in quest'Aula non abbiamo ancora avuto la possibilità di ricevere una risposta all'interrogazione presentata in merito, speravo che, venendo, ci avrebbe finalmente spiegato cosa intenda fare per compiere l'ultimo passo - che purtroppo spetta alle Forze di polizia - dell'intervento necessario a risanare la zona di Rogoredo, in cui si trova quel famoso boschetto che è diventato la centrale di spaccio di tutta la Regione Lombardia.
Servono le Forze dell'ordine per liberarlo definitivamente, perché ormai il Comune di Milano si è impegnato a risanare tutto l'ambiente, insieme a Italia Nostra, ma il Ministro non ne ha parlato.

Togliere lo strumento di tracciabilità dei rifiuti è grave

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Intervento in Senato durante la discussione di un emendamento al Decreto Semplificazioni riguardante il SISTRI (video).

Noi pensiamo che l’abolizione del SISTRI, per quanto sicuramente strumento imperfetto di registrazione e tracciabilità, senza mettere in campo un’altra soluzione e senza lasciare nessuno strumento di tracciabilità dei rifiuti e dei loro percorsi in un momento in cui tutte le Procure dicono che proprio sul traffico dei rifiuti la mafia si sta allargando e la cronaca racconta di molti episodi di incendi di depositi di rifiuti sia legali che, soprattutto, illegali situati in capannoni, pensiamo che sia grave e lasci lo spazio a chi vuole approfittarsene.
L’emendamento che andiamo a votare purtroppo non è nelle condizioni di proporre un’alternativa al SISTRI applicabile subito.
Quello che si può fare è chiedere che a brevissimo - entro giugno - il Governo provveda ad introdurre un altro strumento di tracciabilità e di registrazione dei percorsi dei rifiuti per evitare che nella assoluta mancanza di qualunque tipo di tracciabilità, di trasparenza e di verifica possa succedere che le mafie, che già di questo si occupano e si occupano molto, vadano avanti ad occuparsene e a proliferare.

Il Decreto Semplificazione semplifica il lavoro delle mafie

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Intervento in Senato in Discussione del Decreto Semplificazione (video).

Il “Decreto Semplificazione” ha un nome altisonante, come molti altri decreti presentati, ma in realtà è diventato un insieme di norme complicate in cui sono stati introdotti compromessi, sono state anche introdotte correzioni utili a errori fatti con la Legge di Bilancio e in cui si è cercato di strizzare l’occhio all’uno e all’altro a seconda della convenienze delle forze della maggioranza.
C’è una cosa però su cui davvero questo decreto semplifica il lavoro: semplifica il lavoro delle mafie.
Lo voglio dire con grande chiarezza e non tanto per fare una battuta ma cercando di dimostrarlo.
Dopo aver alzato a 150mila euro il limite al di sotto del quale non c’è più bisogno di fare gare ma si possono assegnare appalti di opere e di servizi con l’affidamento diretto, avevano spiegato che con questo decreto avrebbero corretto, che avrebbero specificato che si trattava di una norma a tempo e valida solo per i finanziamenti andati ai piccoli e medi Comuni con l’ultima Legge di Bilancio per consentire di velocizzare quegli appalti.
E invece non è nulla di tutto questo.
Non c’è traccia delle cose che avevate detto che sarebbero state introdotte.
Si è fatto un regalo.