Dal nuovo Presidente del Consiglio un discorso senza traccia di futuro

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Intervento in Senato durante la discussione della fiducia al nuovo Governo (video).

In una Repubblica Parlamentare è nelle Aule del Senato e della Camera dei Deputati che il Governo ottiene la fiducia.
In Senato si sta votando la fiducia ad un Presidente del Consiglio che non è stato eletto dai cittadini, ad una coalizione che non è stata scelta dai cittadini e ad un Governo in cui ci sono molti tecnici.
Fino a qualche mese fa in queste Aule, le forze politiche dell’attuale maggioranza consideravano Governi siffatti “abusivi”.
Non lo erano allora e non lo sono neanche adesso.
Oggi come allora, la legittimazione viene dal Parlamento.
Non faremo opposizione mettendo in discussione la legittimità di questo Governo, non perché lo chiede il Presidente del Consiglio ma per rispetto delle istituzioni e per rispetto dei cittadini.

Chi mette in discussione la nostra collocazione e le nostre alleanze internazionali indebolisce l’Italia

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Intervento svolto in Senato durante la discussione sull’informativa sulla situazione in Siria (video).

Vogliamo ribadire innanzitutto, in occasione di questo dibattito, il nostro pieno sostegno e la condivisione del Partito Democratico delle scelte fatte dal Governo italiano in queste giornate difficili.
Voglio subito ringraziare il presidente Gentiloni per la chiarezza con cui ha illustrato in questa Aula le ragioni e la sostanza delle scelte fatte.
In primo luogo, vi è la solidarietà nei confronti degli alleati che, di fronte all'inaccettabile utilizzo delle armi chimiche da parte del regime siriano, hanno reagito bombardando obiettivi definiti.
È stato un intervento sanzionatorio che, per stessa dichiarazione di USA, Francia e Gran Bretagna, resta circoscritto a questo obiettivo. In secondo luogo, contrarietà a ogni ulteriore escalation militare.
Terzo, l'impegno a dare forza alle iniziative di pace, chiedendo a tutti Paesi di assumersi la responsabilità di favorire una soluzione pacifica dei conflitti, lavorando già a partire dalla conferenza di Bruxelles prevista per il 24 e il 25 aprile e soprattutto dal sostegno al lavoro dell'inviato dell'ONU Staffan de Mistura.

Fondi della Lega: interrogazione sull'associazione "Più voci"

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Dopo che il settimanale L’Espresso ha sollevato nei mesi scorsi il caso dell’Associazione ‘Più voci’ che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, sarebbe stata usata dalla Lega per ricevere finanziamenti da destinare a società controllate dalla Lega stessa, al fine di evitare il passaggio di fondi sui conti correnti intestati al partito, i senatori del Pd Antonio Misiani, Franco Mirabelli, Monica Cirinnà e Alessandro Alfieri hanno rivolto su questo tema una interrogazione al Ministro dell’interno e al Ministro della Giustizia.
Nell’interrogazione, in cui si mette in evidenza come ‘Più voci’ sia stata costituita da Giulio Centemero, tesoriere della Lega e da Alberto Di Rubbia e Andrea Manzoni, figure molto vicine a Matteo Salvini e come, sempre secondo le ricostruzioni de L’Espresso, sul conto dell’associazione siano transitati bonifici di diverse provenienze, anche a nome del costruttore Parnasi, coinvolto ora nell’inchiesta sullo Stadio della Roma, che sarebbero serviti a finanziare attività di comunicazione politica di emittenti e testate di proprietà della Lega, si chiede al governo si chiede di sapere: “se il Governo non ravvisi in una tale gestione delle risorse del partito, quantomeno opaca, gli estremi di ipotesi di reato; se il Governo non ritenga palesemente inopportuno il fatto che Manzoni e Di Rubba nei loro attuali ruoli, rispettivamente, di direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati e di revisore contabile del Gruppo parlamentare della Lega del Senato, ricoprano incarichi che comportano la gestione di finanziamenti privati, nella maggior parte dei casi di ignota provenienza; quali siano le valutazioni del Governo in merito al doppio ruolo di Manzoni quale direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati e amministratore unico della Fin Group, nonché cofondatore dell’associazione “Più voci” le cui finalità non propriamente trasparenti sono state dimostrate in premessa; quali iniziative urgenti il Governo ritenga doveroso adottare al fine di garantire una gestione del denaro pubblico assolutamente trasparente e rispettosa della normativa vigente in materia”.