A proposito della Presidenza della Commissione Affari Costituzionali

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Bersani ha dato seguito alle sue continue minacce alla maggioranza. I due commissari di MDP hanno infatti stretto un accordo con Forza Italia e M5S per impedire qualsiasi legge elettorale, con anche solo qualche parvenza di maggioritario. Il PD, con l'attenta regia del capogruppo Zanda ha votato in modo compatto il proprio candidato. Il dissennato comportamento di MDP è responsabile di una situazione molto complessa per maggioranza e governo. In odio a Renzi e al PD, sperando di sopravvivere, hanno deciso di seguire Berlusconi e Grillo.
Bersani si è anche adattato alla post verità. MDP dice di sostenere il Governo, ma in Senato ha nuovamente votato contro la maggioranza. Questa volta persino concordando con Grillo e Berlusconi un candidato in contrapposizione con quello indicato dal PD. Non so con quale coraggio MDP dica che la colpa è di Renzi, che secondo loro, vorrebbe così far cadere il Governo.

La prima legge nazionale di contrasto alla povertà

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Le statistiche più recenti raccontano della presenza, nel nostro Paese, di circa un milione e mezzo di famiglie (quattro milioni e mezzo di persone) che sono sotto la soglia della povertà.
Sono persone che non riescono ad accedere al cosiddetto “paniere” delle cose necessarie per assicurare una vita dignitosa.
Gli interventi per aiutare queste persone in difficoltà sono stati da sempre demandati alle istituzioni locali, come Regioni e Comuni. Quelle stesse istituzioni che, in questi anni, hanno sofferto la riduzione di risorse e di personale prodotta dalla crisi della finanza pubblica e dalla necessità di rispettare il Patto di Stabilità.
Per questo, per affrontare più efficacemente il problema e dare un aiuto reale a chi si trova in uno stato di bisogno estremo, il Parlamento, su proposta del Governo, ha approvato la prima legge nazionale contro la povertà.
Un intervento significativo, che non è ancora risolutivo ma che sicuramente costituisce una svolta positiva nel modo di intervenire sull'indigenza, come confermato anche da tutte le associazioni che si occupano di dare aiuto ai poveri.

Solidarietà a Don Ciotti e al Vescovo di Locri

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Le scritte "Più lavoro meno sbirri" e "Don Ciotti sbirro” apparse sui muri dell'Arcivescovato di Locri, a poche ore dal duro discorso contro le mafie del Presidente Mattarella in Calabria in occasione della celebrazione della XXIII Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie, rappresentano il tentativo evidente della ‘ndrangheta di ribadire la propria forza e il proprio radicamento in quel territorio.
Quelle scritte offendono lo Stato e appaiono minacciose nei confronti di Don Luigi Ciotti e dello stesso Vescovo di Locri che proprio ieri ha denunciato il tentativo delle mafie di utilizzare le manifestazioni religiose per affermare il proprio controllo.
Una iniziativa così esplicita e così diretta da parte della ‘ndrangheta merita una risposta forte da parte dello Stato e di tutta la società civile.
A don Ciotti e al Vescovo di Locri non facciamo mancare vicinanza e solidarietà.

Per noi libertà è un bene prezioso

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Il M5S è abituato a costruire casi sulle bugie, ma la verità è che non c’è alcun rapporto tra il voto su Lotti e quello su Minzolini. Quest’ultimo caso è controverso e dunque il gruppo Pd ha deciso per la libertà di voto, come è nostra consuetudine e come è giusto che sia. Ci sono dunque senatori dem che hanno votato per la decadenza, senatori dem che hanno votato contro la decadenza e infine senatori dem che si sono astenuti e questa per noi non è una notizia, ma la conseguenza dell’applicazione della libertà, un bene per noi prezioso.