Proveremo a fare anche lo Ius Soli

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Ci avrei scommesso: se fossimo partiti dallo Ius Soli avrebbero spiegato che rinunciavamo al testamento biologico e visto che invece partiamo da lì dicono che avremmo dovuto fare prima lo Ius Soli.
Comunque fai sbagli, quando c’è un pregiudizio che continua nonostante il tanto fatto sulle libertà e i diritti civili: dalle Unioni Civili al Dopo di Noi.
Ma forse è proprio perché qualcuno non vuole riconoscere o vuole nascondere questi risultati che spiegano bene chi ha fatto cosa e smentiscono la narrazione del 'Pd che non è di sinistra' Proveremo a fare anche lo Ius Soli!
Ma chiederei anche di considerare che ad oggi non ci sono i voti per approvarlo e non è un tema irrilevante.

Banche: Riforma della Vigilanza, Procura Nazionale e informazioni ai risparmiatori

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Intervento svolto al tavolo dedicato alle banche alla Leopolda (video).

Dall’esperienza fatta in Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario, emerge che dobbiamo intervenire su tre versanti.
Il primo è la vigilanza. Penso, infatti, che si debba riformare la vigilanza perché, al di là delle responsabilità soggettive, gli strumenti a disposizione sono insufficienti. Nelle crisi che si sono verificate, c’è stato un rimpallo di responsabilità tra Consob e Banca d’Italia. Le 15 banche più importanti del Paese, inoltre, ormai sono controllate direttamente dalla BCE.
Penso, quindi, che ci sia bisogno di una riforma degli organismi di vigilanza, al fine di individuare con maggiore chiarezza anche le responsabilità.
Il secondo tema è la necessità di guardare anche la legislazione concernente gli strumenti della magistratura.
Sicuramente l’istituzione di una Procura Nazionale per i reati finanziari sarebbe molto importante: oggi, invece, spesso si scarica tutto alla Procura di Milano perché in città c’è la Borsa.

Fuori dal Patto di Stabilità le spese per i beni confiscati

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Come Pd in Commissione Antimafia abbiamo presentato un emendamento alla legge di bilancio per escludere dal patto di stabilità tutte le spese sostenute dai Comuni e dagli Enti pubblici per l'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Dopo aver semplificato le procedure sui beni confiscati, ora dotiamo gli enti degli strumenti economici per agire concretamente.
L'emendamento prevede l'esclusione dal patto di stabilità delle spese sostenute per i progetti, le ristrutturazioni, il miglioramento, l'adeguamento, il risanamento, la bonifica, il ripristino di aree e immobili sequestrati alla criminalità organizzata e assegnati dall'Agenzia nazionale ai Comuni e agli Enti pubblici per consentirne l'utilizzo abitativo o sociale. Entro il 1 marzo i soggetti dovranno comunicare l'impegno di spesa alla Presidenza del Consiglio, il fondo sarà dotato di 50 milioni per il 2018.

Sul caso di Cateno De Luca in Sicilia ingannati gli elettori

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Il caso di Cateno De Luca è l’ennesima dimostrazione che c’è una responsabilità dei partiti e di chi fa le liste che non può essere scaricata sull’Antimafia e sulle disquisizioni colte sul valore del Codice di autoregolamentazione. In realtà De Luca era già stato rinviato a giudizio per tentata concussione ed era prevista per domani la sentenza di quel processo, in cui il pm aveva chiesto 5 anni di condanna. Scegliere di mettere in lista una persona che, se condannata, il giorno dopo le elezioni sarebbe incorsa nelle disposizioni della legge Severino e quindi non avrebbe più potuto essere consigliere regionale significa come minimo ingannare gli elettori.
L’arresto di ieri si aggiunge quindi ad una vicenda giudiziaria che non poteva non essere nota e che colpevolmente si è voluta trascurare.

Video dell'intervista a Radio Radio»