Da Centinaio parole pericolose

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Credo sia urgente che la Lega e il capogruppo al Senato Centinaio chiariscano con urgenza le parole usate ieri in alcune interviste televisive dopo quanto accaduto in Senato sullo ius soli.
Parlare di ‘battaglia anche fisica’ minacciando in qualche modo una legittima discussione parlamentare che riguarda una legge di civiltà, esistente in tantissimi paesi europei, è pericoloso. Al limite dell’incendiario.
Mi auguro che arrivi presto una precisazione da parte della Lega: parole di questa natura, da chi siede nelle aule parlamentari, non sono accettabili.

M5S inaffidabile

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Intervento a SkyTG24

Quello che è avvenuto oggi è un fatto politico: mi pare evidente che c’è un gruppo parlamentare che ha fatto un accordo con gli altri grandi gruppi per portare avanti una legge elettorale e ha dimostrato di essere inaffidabile, di non reggere le tensioni interne e di non saper stare nelle istituzioni. Quando un intero gruppo vota in modo diverso da come si è concordato, su un tema che non è secondario perché riguarda le autonomie e una parte del territorio italiano, si assume una responsabilità gravissima e deve prendersi la responsabilità di aver fatto saltare l’accordo che si era faticosamente costruito rinunciando ognuno a qualcosa. Il PD aveva già rinunciato a molto perché era orientato ad una legge di impianto maggioritario.
È evidente, quindi, che oggi si è operato uno strappo sia sul metodo che sul merito perché la norma che è stata cambiata non può essere accettata da una parte significativa del Parlamento.

Se si rompe l'accordo salta la legge elettorale

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Intervento a RaiNews24.

Si sta votando una legge elettorale complessa, ci saranno molti voti segreti e ci sono ragioni diverse per cui alcuni possono volersi differenziare ma la cosa importante è che le maggiori forze politiche che siedono in Parlamento e che hanno fatto un accordo per arrivare a questa legge mantengano i patti.
Non credo che ci saranno franchi tiratori in numero tale da mettere in discussione la legge se ci sarà chiarezza nelle posizioni dei gruppi.
Ci fa piacere che M5S, attraverso le dichiarazioni ufficiali, confermi la propria posizione.
Se M5S deciderà di rompere l’accordo credo che lo farà alla luce del sole e si è proprio deciso di rinviare il voto conclusivo a lunedì per consentire a loro di fare una verifica tra i propri aderenti.
A mio avviso questa ulteriore consultazione di M5S per verificare nuovamente un percorso già stabilito è una cosa stravagante ma stiamo a vedere cosa produrrà.
È evidente che se si sottrae una delle grandi forze politiche che ha sostenuto questa proposta di legge e ha contribuito a costruirla salta l’accordo e a quel punto salta anche la legge elettorale.

Sulla legge elettorale il Pd ha risposto al Quirinale con un accordo ampio

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Il Pd è da sempre per una legge elettorale maggioritaria, che consenta di sapere con chiarezza, la sera del voto, chi ha vinto le elezioni e quindi chi governerà. Purtroppo abbiamo verificato che in Parlamento c’è quasi solo il Pd che vuole questo, mentre tutte le altre forze politiche chiedono una legge proporzionale. Ad oggi lo sbarramento al 5 per cento è l’unico modo per semplificare il sistema. E le preferenze nell’impianto complessivo non hanno alcun senso. Il Presidente della Repubblica ha chiesto al Parlamento di armonizzare la legge elettorale e lo si sta facendo, l’impegno del Pd è farlo nel miglior modo possibile, in modo serio. Dopo che si è spiegato per anni che le regole si scrivono insieme ed è sbagliato approvarle a colpi di maggioranza, ora che lo si sta facendo cercando l’accordo di tutti non si capisce proprio perché non vada bene neanche così.