Intervento al Senato sui fatti di Niguarda

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Intervengo per esprimere il cordoglio e lo sgomento che credo siano condivisi da tutti in quest'Aula di fronte ai tragici fatti di sabato a Milano che hanno portato alla morte di tre innocenti come Alessandro Carolé, Daniele Carella ed Ermanno Masini che si è spento questa mattina dopo una vita dedicata al volontariato.
Alle famiglie delle vittime e alla loro memoria dobbiamo non solo vicinanza, affetto e solidarietà ma anche il rispetto per una tragedia umana che non può e non deve essere né strumentalizzata né sfruttata per la battaglia politica. E alla comunità del quartiere di Niguarda, sconvolta da quanto è avvenuto e che sta vivendo con compostezza questo dolore, la politica e le istituzioni devono mostrare la responsabilità di aprire una riflessione che dia risposte concrete alle paure e alle insicurezze che vicende come questa fanno emergere. Non fa il proprio dovere, non dimostra responsabilità, né senso delle istituzioni chi pensa - e purtroppo ha pensato - di fronte ad una enorme e imprevedibile tragedia segnata dalla follia di farne strumento di battaglia politica, di cercare di guadagnare qualche consenso speculando sul dolore e sulla rabbia dei cittadini, indicando capri espiatori e cercando di far ricadere sulle spalle di chi è immigrato e di chi lavora per l'integrazione il gesto di un pazzo. Così si alimenta solo l'intolleranza e si produce ulteriore insicurezza, così si mostra il volto di una politica che, invece che dividere, dovrebbe unirsi per dare ai cittadini il senso che la sicurezza è un obbiettivo condiviso da tutti, che è un diritto per cui tutti ci battiamo senza distinzioni. Dobbiamo rassicurare dicendo forte che non esiste una sicurezza di destra o di sinistra ma un diritto fondamentale dei cittadini per cui siamo tutti impegnati e dobbiamo dimostrare che la politica torna a pensare ai bisogni concreti per risolverli e non per alimentare continuamente protagonismi e divisioni.

Al lavoro sulle prime misure contro la crisi e per le riforme costituzionali

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Zona9Intervista a Franco Mirabelli (senatore della Repubblica) - Zona Nove - aprile 2013
Iniziamo da questo mese una nuova rubrica che intende avvicinare i cittadini ai luoghi istituzionali. Come operano i parlamentari eletti sul territorio? Come far pervenire loro le nostre istanze, i nostri suggerimenti e le nostre critiche? Pensiamo che sia utile anche questo spazio.
Quali sono state le sue prime esperienze di senatore? Come è andata, in particolare, l’elezione di Pietro Grasso a presidente del Senato?
Entrare al Senato le prime volte è stato per me emozionante. Al di là della crisi della politica e delle istituzioni e della sfiducia che purtroppo circonda il Parlamento e che sicuramente è responsabilità di una politica sempre più chiusa, autoreferenziale apparsa, in tempo di crisi, troppo distante ai cittadini e dai cittadini.
Sedere in Senato è un grande onore e soprattutto una grande responsabilità: sei nel luogo che più di altri rappresenta la democrazia, i valori della nostra Repubblica per cui tanti si sono battuti mettendo in gioco la propria vita e lì hanno lavorato per il Paese i padri della Patria. Le prime sedute le abbiamo dedicate all’elezione del presidente del Senato. Il Pd aveva cercato un accordo con le altre forze politiche per eleggere alle camere due presidenti che potessero rappresentare tutti. Purtroppo il Movimento Cinque Stelle e il raggruppamento di Monti si sono resi indisponibili a ogni scelta comune. Per non rinunciare alla scelta di eleggere persone che potessero rappresentare insieme autorevolezza, apertura, discontinuità col passato e sensibilità sociale,abbiamo proposto ed eletto Laura Boldrini e Pietro Grasso. Non solo.Abbiamo anche eletto con i nostri voti, senza scambi, al Senato un Questore e alla Camera un Vicepresidente di M5S a testimoniare ulteriormente la nostra idea per cui quando si parla di istituzioni si parla di un patrimonio comune che non può essere ridotto a una sola parte anche se maggioritaria. Pietro Grasso è stato eletto anche coi voti di alcuni senatori di Cinque Stelle e la sua Presidenza, lo ha fatto capire subito, sarà segnata da un forte impegno per la legalità, il valore a cui si è ispirato da Magistrato e che si è già tradotto in una proposta di legge sulla corruzione coerente con l'impegno che molti di noi avevano assunto in campagna elettorale firmando l'appello di Libera e Don Ciotti.
Negli ultimi giorni, pur nell’incertezza politica, stiamo lavorando per approvare provvedimenti importanti come quelli che prorogano la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari visti i ritardi delle Regioni nel predisporre soluzioni alternative e, soprattutto, quelli che possono aiutare la nostra economia consentendo, in tempi brevi, alle aziende di ricevere i pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, che ritardano ormai da molti mesi, e ai Comuni di poter investire un po' di soldi grazie all'allentamento del patto di stabilità.

8 Punti per un governo di cambiamento

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il risultato elettorale ha fatto emergere con chiarezza quanto forti siano le ripercussioni della crisi più grave dal dopoguerra a oggi e quanto perentoria sia la richiesta di cambiamento.

 Le primarie aperte per la premiership, con oltre tre milioni di votanti, e le primarie per la scelta dei parlamentari che hanno eletto moltissimi giovani e donne sono state il un primo passo per dare una risposta nel segno della partecipazione, del civismo e del rinnovamento. 
 Il centrosinistra non ha ottenuto alle elezioni la possibilità di formare da solo il governo del Paese, ma è maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato.
Tocca dunque a noi la responsabilità di fare una proposta che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini.

Per questa ragione il PD propone un programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che vogliamo per l'Italia. Proposte di fronte alle quali ciascuno si assumerà la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.
Sono progetti sui quali è bene che vi sia un pubblico dibattito, alla luce del sole ed è utile il contributo e la partecipazione di tutti.
8 - ISTRUZIONE E RICERCA.

E' importante essere parte attiva del dibattito su queste proposte per un governo del cambiamento all'altezza della crisi sociale e politica che l'Italia sta attraversando.