Il disegno di legge sulla Concorrenza

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Dopo oltre due anni all'esame del Parlamento, la legge sulla concorrenza trova la sua approvazione definitiva.
Approvato dal Governo ad aprile 2015, tra stop e rinvii, il disegno di legge ha avuto un percorso tortuoso.
Nella terza lettura alla Camera dei Deputati sono state introdotte alcune correzioni (che hanno riguardato energia, assicurazioni, telemarketing, odontoiatri e la dismissione dei distributori di benzina) confermate nel testo approvato, con il voto di fiducia, definitivamente, al Senato.

Queste, in sintesi, alcune delle principali misure contenute nella legge:

RC AUTO: La legge reintroduce il meccanismo del tacito rinnovo delle polizze in scadenza del ramo danni.
Si prevedono, inoltre, sconti per i clienti che installano la scatola nera, accettano di sottoporre il veicolo a ispezione o di collocare un dispositivo che impedisce alla persona di accendere il motore se ha bevuto troppo.
Tariffe più basse possono essere applicate anche per gli automobilisti “virtuosi” che risiedono nelle aree a più alta sinistrosità e con prezzi medi maggiori.
I criteri per applicare la scontistica saranno indicati dall'Ivass, a cui spetta anche la verifica.

Il decreto sull'obbligatorietà dei vaccini

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Lo scorso 28 luglio la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il cosiddetto “decreto vaccini”, dopo una ampia discussione avvenuta in precedenza anche al Senato. Il decreto legge - voluto per contrastare il calo della copertura vaccinale in Italia - di fatto rende possibile l’iscrizione agli asili nido e alle scuole dell’infanzia ai soli bambini vaccinati e impone sanzioni economiche per i genitori che decideranno di iscrivere i loro figli non vaccinati alla scuola dell’obbligo, quindi dalla primaria in poi.
L’obbligo delle vaccinazioni, quindi, vale nella fascia d’età 0-6 anni, ma riguarderà, con modalità diverse, anche chi deve iscriversi alle scuole elementari, medie e i primi due anni delle superiori, fino cioè ai 16 anni.
Dieci sono i vaccini obbligatori, di cui 4 “a tempo” e altri quattro “consigliati”. L’obbligo delle vaccinazioni, inoltre, viene esteso anche a medici, infermieri, insegnanti, professori e personale Ata.
Un’altra novità importante prevista dal decreto è la creazione di un'anagrafe nazionale dei vaccini.
Questi, in sintesi, sono i principali contenuti del “decreto vaccini”.

Nello specifico, le vaccinazioni che diventano obbligatorie in modo permanente sono: antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipertosse, antiHaemophilus influenzale di tipo b.

Può governare chi, pur di prendere qualche voto, mette a rischio la salute dei cittadini?

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Ora il Senato, dopo una settimana di discussione in Aula, ha migliorato e approvato il decreto sulle vaccinazioni obbligatorie.
L'Italia, in cui si è abolita l'obbligatorietà nel 1989, è oggi tra i Paesi europei con la più bassa copertura vaccinale e siamo in presenza, in molte Regioni, di una diffusione preoccupante di alcune patologie pericolose come il morbillo.
Di fronte a questi dati era ed è giusto ed è un dovere della buona politica intervenire.
Dovrebbe essere scontato lavorare tutti per vaccinare, per tutelare i più esposti e per debellare, come è stato fatto grazie ai vaccini, tante malattie infettive.
Per combattere chi invita a non vaccinarsi.
Purtroppo, invece, Lega e Movimento 5 Stelle hanno usato questo dibattito per diffondere sfiducia nella scienza, presentare i vaccini come un problema e non come una risorsa, un pericolo anziché uno strumento insostituibile di prevenzione, per far star bene le persone e proteggere i bambini.
Per spartirsi i voti dei movimenti no vax si cerca di screditare uno strumento come la profilassi vaccinale, che è stato fondamentale per salvare milioni di vite.
Per qualche voto in più sono disposti a spingere le persone a non fidarsi della scienza, strumentalizzando paure e scetticismo, assecondando teorie che spingono a non fare prevenzione e a non vaccinare i bambini.

Area Popolare alla Camera ha votato a favore del Codice Antimafia

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Leggiamo che il ministro Alfano chiede robusti cambiamenti al testo del Codice antimafia. Osserviamo che il testo al Senato è stato modificato anche con il contributo dei senatori di Area Popolare e che nel precedente passaggio alla Camera i deputati del suo partito, certo con il suo assenso, hanno votato a favore del testo. Se fossi in Alfano mi preoccuperei di non affossare un provvedimento importante per combattere le mafie che, anche con il suo contributo quando era ministro degli Interni, abbiamo costruito.