Fava sbaglia su 'protocollo farfalla', basta dividere

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Credo che Claudio Fava commetta un grave errore a cercare di dividere chi, nelle istituzioni, ha il dovere e la volontà di cercare la verità. Credo che Scarpinato abbia bisogno del massimo di solidarietà e di vicinanza da parte di tutti. Chi non perde occasione per dare le pagelle agli altri, quasi fosse l'unico paladino dell'antimafia, indebolisce una battaglia che deve essere unitaria. Questo che Fava presenta come reticente è il governo che ha desecretato l'operazione Farfalla e che ha ridefinito e punito il voto di scambio, come chiesto da tanti. La Commissione Antimafia ha tutte le prerogative necessarie per chiedere chiarezza anche al Governo e i servizi segreti sono controllati dal Copasir. Il nostro impegno deve essere far funzionare gli strumenti che lo Stato ha per cercare la verità e tutelare i magistrati, non abbiamo bisogno di protagonismi inutili.

Sul Jobs Act

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Credo che i toni che sta assumendo la discussione sulla legge delega sul lavoro dentro e fuori il PD non aiutino a capire di cosa si sta discutendo e, soprattutto, rischino di dare una rappresentazione della riforma e dei suoi obiettivi lontana dalle reali volontà, più volte affermate dal governo e riportate nel testo della norma in discussione (PDF).
Quindi, innanzitutto va sgombrato il campo da equivoci e vanno ricostruiti i reali obbiettivi che la legge si propone.
Primo: Non si tolgono tutele a chi le ha. I nove milioni di lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato non saranno toccati dalla riforma, chi parla di riduzione delle tutele per chi lavora dice una cosa non vera e chi racconta di un tentativo di omogeneizzare al ribasso i diritti dei lavoratori retrocedendoli tutti in serie C fa propaganda; l'art.18 e il diritto al reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa non verrà meno per i contratti in essere.
Secondo: Al contrario l'obiettivo è estendere le tutele a chi non ne ha, ai nove milioni di lavoratori con contratti precari. La legge delega riforma gli ammortizzatori sociali estendendo a tutti i lavoratori precari l'accesso al reddito garantito dall'Aspi per chi perde lavoro.

Riforme: la politica comincia cambiando se stessa

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Intervista a cura di Gianni Russo pubblicata dal mensile ABC di settembre (file PDF).

«Una camera che riforma se stessa è una eccezione in Europa e non solo. E' un atto di responsabilità dei senatori nei confronti del Paese. Chi dice che oggi i problemi sono altri non capisce che serve dimostrare che la politica sa cambiare se stessa per chiedere agli altri di cambiare e fare le riforme e che uno Stato che funziona meglio serve per far tornare a crescere l'economia. Oggi abbiamo cominciato a fare la nostra parte!»
Senatore Mirabelli, apriamo questa nostra intervista con il virgolettato sopra trascritto, che abbiamo tratto dalla sua pagina facebook da lei postata l’8 agosto scorso, il giorno che il Senato ha dato via libera, in prima lettura, alla riforma costituzionale che tenta di abolire il bicameralismo perfetto o paritario, cioè il procedimento legislativo che assegna identici poteri ad ambedue le Camere che formano il Parlamento e che paralizza(va) il legislatore portando qualsiasi legge o riforma alle calende greche e spesso nel nulla. Lei che ha vissuto tutto quanto in prima persona ci fa un sintetico quadro dell’atmosfera in Aula durante il dibattito, oltre a quanto già emerso attraverso i media?

Riforme: dimostrazione che la politica sa cambiare se stessa

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Alle 12:20 di venerdì 8 agosto è arrivato il via libera dal Senato al disegno di legge costituzionale ddl n.1429 in prima lettura, con 183 favorevoli e 4 astenuti.
Una Camera che riforma se stessa è una eccezione in Europa e non solo. E' un atto di responsabilità dei senatori nei confronti del Paese. Chi dice che oggi i problemi sono altri non capisce che serve dimostrare che la politica sa cambiare se stessa per chiedere agli altri di cambiare e fare le riforme e che uno Stato che funziona meglio serve per far tornare a crescere l'economia. Oggi abbiamo cominciato a fare la nostra parte!