Liberare le istituzioni dagli amministratori collusi

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L'operazione di questa mattina che ha dato un colpo straordinario alla 'ndrangheta del clan Grande-Aracri conferma la capacità dello Stato e della Magistratura di contrastare la criminalità organizzata. Da tempo sottolineiamo la gravità della situazione delle presenze mafiose al Nord e la necessità di mettere in sicurezza gli appalti pubblici. Allo stesso modo denunciamo il tentativo della criminalità organizzata di infiltrarsi nell'economia legale e di condizionare le amministrazioni pubbliche. Il lavoro degli inquirenti ha fatto emergere in Emilia e nel mantovano collusioni di amministratori e funzionari pubblici e la necessità di rafforzare ulteriormente le misure di contrasto e di prevenzione, come i controlli sulle imprese. Accanto all'eccezionale capacità di indagine e di intervento che sempre più sta dimostrando la Direzione nazionale Antimafia, serve un ulteriore sforzo della politica per migliorare ulteriormente la legislazione e destinare più mezzi per sconfiggere le mafie. Ma è anche necessario liberare le istituzioni dagli amministratori collusi.

Le riforme, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Patto del Nazareno

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Oggi comincia una settimana tanto importante per il Governo, per le riforme ma, soprattutto, per il Paese: tra oggi e domani approveremo la nuova legge elettorale e da giovedì cominceremo a votare per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Sono due passaggi decisivi per dare nuovo impulso alla stagione di riforme indispensabili per l'Italia che abbiamo avviato e ci siamo impegnati a concretizzare. La legge elettorale garantisce ai cittadini di conoscere la sera del voto (al primo o, se nessuno raggiungerà il 40% dei voti, al secondo turno) chi ha vinto le elezioni e sarà messo nelle condizioni di governare, contando sulla maggioranza dei seggi in Parlamento. Contrariamente a come era stato votato alla Camera dei Deputati, la legge che approveremo al Senato consente alle forze che superano il 3% di essere rappresentate in Parlamento, attribuisce il premio di maggioranza alle liste e non alle coalizioni (per evitare coalizioni troppo eterogenee) e chiude definitivamente la stagione delle liste bloccate. La scelta dei candidati avverrà con un sistema che indicando sulla scheda il nome del candidato della lista che sarà eletto in quel collegio segue la logica del sistema uninominale e, allo stesso tempo, consentendo all'elettore di scrivere il nome di una donna e di un uomo sulla scheda, utilizza le preferenze e introduce le preferenze di genere. Non solo, la rappresentanza di genere sarà garantita anche dall'obbligo della presenza trai capilista di almeno il 40% di candidati per genere.

Il blitz contro la camorra nella Sanità impone la riforma partiti

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Il blitz contro il clan dei Casalesi che conferma il loro peso nella sanità campana deve far riflettere la politica. Serve una riforma radicale dei partiti, che consenta di respingere qualsiasi tipo di infiltrazione con il malaffare. E' un intervento urgente, anche per il Pd, che deve andare di pari passo con la riforma della legge elettorale e della Costituzione.

Napolitano, un punto di riferimento per tutti

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Grazie Presidente, ti aspettiamo con affetto un Senato.
Giorgio Napolitano si è dimesso da Presidente della Repubblica. Dopo nove anni lascia un incarico che ha svolto molto bene in una delle fasi più difficili della nostra storia restando un punto di riferimento per tutti anche quando gli scontri e le divisioni della politica, insieme alla crisi, sembravano travolgere ogni speranza e spezzare il rapporto tra cittadini e istituzioni democratiche.
Al Presidente deve andare il ringraziamento di tutti, la riconoscenza per la passione e il sacrificio personale con cui si è messo al servizio del Paese, il merito di aver testardamente richiamato la politica a tornare a svolgere la propria funzione di servizio al Paese aprendo una stagione di riforme.
Grazie Presidente.