La riforma del settore dei giochi è un risultato storico

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Apprendiamo con grande soddisfazione la notizia della raggiunta intesa nella conferenza Stato-Regioni sul riordino del settore dei giochi.
Dopo tre anni di lavoro e di confronto tra Governo, Parlamento, Regioni ed Enti Locali si arriva a un passaggio storico che sana gli errori del passato e riduce in maniera molto significativa la domanda e l’offerta di gioco.
L’accordo (testo in PDF) è il risultato di una volontà di confronto che il Governo ha messo in campo e che non è mai venuta meno in questi anni, anche nei momenti in cui sembrava impossibile arrivare al punto in cui si è arrivati oggi.

Qui il testo dell'accordo raggiunto (file PDF)»


PREMESSA

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 936) ha disposto che, in sede di Conferenza Unificata, siano definite:

a) le caratteristiche dei punti vendita ove si raccoglie gioco pubblico;
b) i criteri per la distribuzione e concentrazione territoriale dei punti vendita ove si raccoglie gioco pubblico.

Lavoro ai giovani e lotta alla povertà, priorità di fine legislatura

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Articolo pubblicato da Huffington Post.

I prossimi mesi saranno gli ultimi di questa legislatura, certamente si discuterà molto di riforma elettorale ma, soprattutto, saranno i mesi in cui - con la Legge di Stabilità - si interverrà ulteriormente per affrontare i problemi di chi è più in difficoltà.
I dati economici di questi ultimi mesi sono positivi e indicano un’inversione di tendenza rispetto al passato.
Il Prodotto Interno Lordo ha già superato gli obbiettivi di crescita che il Governo aveva indicato per l’anno e la crescita ha portato con sé altri dati positivi: il numero degli occupati ha raggiunto i livelli del 2008 (cioè di prima della crisi), anche gli ordinativi e i risultati delle imprese si avvicinano ai livelli pre-crisi, cresce la fiducia delle imprese e, quindi, grazie anche agli incentivi del Governo, la disponibilità ad investire sul futuro, condizione necessaria per creare nuovi posti di lavoro. Cresce anche la fiducia dei consumatori e, quindi, contestualmente crescono i consumi.
Questi dati positivi, per cui abbiamo lavorato in questi anni, non significano assolutamente che tutto sia risolto o che il Paese sia in buona salute, ma che oggi ci sono le condizioni per intervenire concretamente contro le diseguaglianze, per creare nuova occupazione giovanile, combattere le povertà e chiudere con la propaganda di chi, invece, ha raccontato un’Italia condannata al declino e senza speranze.

Sui vitalizi il PD non insabbia niente

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Anche oggi da parte dei 5 Stelle piove la solita dose di falsità in salsa populista.
Cosa conta che una legge per essere tale debba essere fatta bene, sennò è a rischio di costituzionalità?
A loro preme solo poter attizzare una propaganda demagogica quanto falsa.
Il Pd non insabbierà niente, come ha precisato il presidente Zanda, che ha anche affermato che servono norme eque e in linea con la Carta fondamentale.
Fa piacere comunque tanta attesa da parte grillina di un provvedimento targato Pd.

Grave confondere scafisti e ONG: il nostro obiettivo è colpire gli scafisti

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Intervento a SkyTG24.

Le ONG hanno fatto un lavoro straordinario per salvare vite in questi anni e questo non può essere disconosciuto o strumentalizzato.
È grave che la Lega tenti di confondere gli scafisti trafficanti di schiavi con le ONG che, invece, vanno a difendere e salvare le persone dal mare.
Non sono certo le ONG che devono arrestare gli scafisti ma la guardia costiera libica o il personale di Frontex.
Non si può scaricare sulle ONG una questione che non riguarda loro. Non sono loro a dover fermare gli scafisti: le organizzazioni non governative sono nel Mediterraneo per salvare vite, non per svolgere funzioni di polizia internazionale.
L’obiettivo da porsi deve essere, quindi, quello di salvare vite e colpire gli scafisti e il traffico di esseri umani ed è quello che stiamo cercando di fare con l’azione diplomatica con la Libia.
Tutti devono, dunque, prendere atto di una situazione nuova che si è creata e che impone anche un’attenzione alla comunità internazionale rispetto ai campi profughi che si stanno formando in Libia e all’umanità del trattamento delle persone che vi arrivano.