E' una bella giornata per la lotta alla mafia

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Oggi è una bella giornata per la lotta alla mafia, l'approvazione della riforma del Codice Antimafia dà più forza al contrasto della criminalità organizzata, colpisce l'indissolubile rapporto tra mafie e corruzione e risponde alle tante domande che in questi anni abbiamo riscontrato per il miglioramento della gestione dei beni confiscati.
E' un provvedimento al quale il Parlamento e la Commissione Antimafia hanno lavorato per gran parte di questa legislatura, con l'apporto di tante associazioni e che ha ricevuto il contributo decisivo dei magistrati che si occupano delle misure di prevenzione patrimoniali.
Voglio tranquillizzare chi continua inspiegabilmente a presentarlo come un provvedimento liberticida, gli unici che devono temere questa legge sono i mafiosi e i corrotti.
E' un provvedimento costruito dalla buona politica per tutti i cittadini onesti di questo Paese.

Sulle banche la nostra mission è tutelare i risparmiatori, non fare polemiche demagogiche

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Intervento a Gr Parlamento (video).

Il Parlamento ha già fatto molte cose sulle banche; è stata anche fatta la riforma di un comparto del sistema bancario, come il credito cooperativo.
La mission prioritaria della commissione di inchiesta sul sistema bancario dovrà essere quella di valutare i fatti, capire cosa non ha funzionato e lavorare per garantire e aumentare le tutele ai cittadini risparmiatori e correntisti e anche ai piccoli investitori.
Il Movimento 5 Stelle ha la memoria un po’ corta e dimentica che la prima legge per istituire una commissione di inchiesta sulle banche è stata proposta al Senato dal senatore Marcucci del PD. Non mi risultano essere mai state calendarizzate proposte di altri su questo tema.

Nessuna rinuncia allo Ius Soli

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La Lega eviti di millantare vittorie che non esistono. La legge sullo ius soli è e resta una priorità del Pd e per questo non possiamo esporre una normativa così importante alla mancanza in aula della maggioranza necessaria per approvarla.
Nelle prossime settimane non ci stancheremo di lavorare perché si creino le condizioni affinché il Senato approvi definitivamente questa normativa, subito dopo il Documento di Economia e Finanza.
Da parte nostra non c’è alcuna rinuncia, ma la valutazione in merito al miglior iter possibile per dare al Paese una legge di civiltà.

La riforma dei giochi va nell'interesse dei più deboli

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Intervento alla Festa dell'Unità a Paderno Dugnano.

Il gioco d’azzardo, dopo che Tremonti liberalizzò la presenza delle macchine con premi in denaro su tutto il territorio nazionale, non ha avuto un quadro normativo adeguato nel nostro Paese. In questa legislatura ci eravamo ripromessi di costruire un riordino del settore che diminuisse domanda e offerta di gioco. Ci abbiamo lavorato per tre anni in un confronto non sempre semplice con Associazioni, Enti Locali, gestori, concessionari e ora è stato approvato un accordo in Conferenza Stato-Regioni che produrrà il riordino tanto auspicato. Manca solo il decreto del Governo per recepirlo.
In Commissione Antimafia erano stati prodotti un documento e una relazione sul gioco e le infiltrazioni criminali ed erano state fornite indicazioni affinché la riforma del settore introducesse diverse norme per impedire il riciclaggio, le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle società di gestione e nei concessionari, le verifiche sui capitali.
Quella riforma finalmente adesso è arrivata con l’accordo della Conferenza Stato-Regioni e credo che sia una grande soddisfazione anche se è andata poco sui giornali.
Assicuro, comunque, che è stata fatta una norma importante, soprattutto nell’interesse dei più deboli che la liberalizzazione selvaggia delle macchinette aveva danneggiato in questi anni.