Da Capuozzo come da M5S non una parola sulla camorra

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Il ritiro delle dimissioni da parte della sindaca di Quarto dimostra, contrariamente a ciò che hanno sostenuto Fico e Gaetti, che quella vicenda è tutt’altro che chiusa. Rosa Capuozzo resta sindaco, nonostante in queste settimane siano diventate evidenti le contraddizioni nelle sue dichiarazioni e la scarsa trasparenza sul suo operato, a iniziare dalla vicenda della gestione dello stadio. Colpisce davvero il fatto che, così come hanno fatto in commissione Antimafia i Cinque Stelle, anche Rosa Capuozzo nelle dichiarazioni di oggi non abbia detto una parola sulle infiltrazioni della camorra a Quarto o preso un solo impegno sulla legalità.

Giochi: con la Legge di Stabilità, un passo avanti in legalità e certezze

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Intervista di Affari & Finanza (file PDF).

Sono 127mila le persone impiegate negli apparecchi di intrattenimento, 50mila le famiglie che lavorano solo nell’ippica, 146mila nella restante filiera del gioco. Senza contare gli addetti nella distribuzione (tabaccai, esercenti ecc.) e il conseguente indotto. Dati che mostrano come questo settore abbia un lato che merita considerazione soprattutto in un momento in cui si richiedono cambiamenti importanti all’industria del gioco.
Onorevole Mirabelli, lei è membro della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle mafie e, in tema di lavoro, si è spesso soffermato sui cambiamenti apportati dal Jobs Act, che idea si è fatto dell’industria del gioco e del suo mercato del lavoro?
Sono numeri importanti che dimostrano una certa valenza industriale del settore di cui il Governo e il Parlamento devono essere ben consapevoli.

Fico inquietante per come liquida la vicenda Quarto

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Il dato più inquietante che emerge da questa audizione è la totale sottovalutazione della gravità e della pericolosità delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel Movimento 5 stelle, che con tutta evidenza non ha anticorpi. Altro che bar del Pd, Fico, Nuti e Gaetti, in evidente difficoltà, invece che affrontare la questione organizzano un teatrino e cercano di delegittimare i commissari dell’Antimafia.
Non solo Roberto Fico si è presentato in Antimafia con un atteggiamento arrogante e presuntuoso ma ha anche fornito una versione dei fatti completamente discordante con quella della sindaca Rosa Capuozzo. Nei fatti ha accusato la stampa e il Pd di aver costruito un "caso Quarto" per lui inesistente. In sostanza non sapeva e, secondo lui, non era tenuto a sapere delle infiltrazioni della camorra nel paese napoletano. Non era al corrente di chi era De Robbio. Soprattutto non ha spiegato perché, di fronte alla richiesta fatta dalla sindaca dell’espulsione di De Robbio per le pressioni da lui esercitate per incontrare imprenditori su una vicenda notoriamente appetibile dalla camorra come quella dello stadio, l’abbia negata. In più, da presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha detto che la televisione è un mezzo pericoloso.

In piazza perché vengano riconosciuti i diritti ad ogni coppia

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Partecipo alla manifestazione "SvegliatiItalia" in piazza della Scala a Milano. Per la prima volta da anni non sarò alla manifestazione al Parco Nord in ricordo degli operai deportati dai nazisti. Ma per me oggi è importante esserci a #SvegliatiItalia, per testimoniare l'impegno per i diritti civili che da giovedì in Senato guiderà le mie scelte. È davvero ora che anche il nostro Paese riconosca ciò che è riconosciuto in tutte le democrazie evolute: il diritto di ogni coppia di vivere liberamente il proprio amore e serenamente la propria unione senza discriminazioni.

Mario Mauro difende democrazia a Roma, ma va con Forza Nuova a Milano

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Leggiamo su alcuni quotidiani e sul sito di Mario Mauro della sua prevista presenza, domenica 24 gennaio a Milano, al convegno sulla Siria promosso da Forza Nuova, al quale parteciperanno esponenti di Alba dorata e di altri movimenti della destra neofascita europea.
Ci auguriamo una ferma e netta smentita da parte del senatore Mauro.
Sarebbe, oltre che gravissimo, anche paradossale se, dopo averci dato lezioni di democrazia, diritti e libertà nella discussione di questi mesi sulla riforma costituzionale che ha definito liberticida, Mauro partecipasse ad un incontro con chi è per definizione antidemocratico e nega i diritti alle minoranze di qualunque natura.

Nessuno slittamento della legge sulle Unioni Civili

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Non c’è stato alcuno slittamento dell’esame del disegno di legge Cirinnà da parte dell’Aula del Senato, ma solo un’armonizzazione del calendario rispetto alle tante esigenze parlamentari. Non è qualche giorno che può fare la differenza dal momento che siamo ad un passo dal raggiungimento di un traguardo storico e intendiamo mantenere l’impegno assunto con gli italiani di dare al Paese una legge sulle unioni civili.
E’ giusto che su alcuni temi ci sia libertà di coscienza ma non ci sarà alcuno stralcio dal testo della stepchild adoption, un istituto che serve a garantire il diritto dei minori alla continuità affettiva e che per questo fa parte dei nuovi diritti riconosciuti alle coppie omosessuali. Continuiamo a lavorare sul disegno di legge Cirinnà, una proposta equilibrata che rappresenta un punto di mediazione largamente condiviso dai senatori del Pd.

Basta delegittimare l’Antimafia per coprire la vicenda di Quarto

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E’ evidente il fastidio che il Movimento 5 Stelle prova di fronte all’indagine che la commissione Antimafia sta compiendo su Quarto. Per nascondere l’inchiesta e l’omertosa audizione dell’onorevole Roberto Fico è in corso un incredibile tentativo di delegittimare la Commissione Antimafia, di cui lo stesso Grillo diventa protagonista.
Prima chiedono di audire un ministro al giorno, ora si accaniscono su Delrio senza che vi sia la minima ragione per pensare a un suo qualsiasi coinvolgimento su questioni legate alla criminalità organizzata. Dopo il teatrino di ieri con Fico adesso le insensate richieste di audizione. E’ ora di smetterla e rispettare le istituzioni. Infine segnalo che la settimana prossima audiremo il sindaco del sesto municipio di Roma a dimostrazione che la commissione lavora sui casi in esame senza guardare in faccia nessuno, mentre Grillo pensa di essere al di sopra della legge.

Grillo vuole delegittimare l'Antimafia per l'indagine su Quarto

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E’ evidente il fastidio che il Movimento 5 stelle prova di fronte all’indagine che la Commissione Antimafia sta compiendo su Quarto. Per nascondere l’inchiesta che domani vedrà l’audizione dell’onorevole Roberto Fico è in corso un incredibile tentativo di delegittimare la Commissione Antimafia, di cui lo stesso Grillo diventa protagonista. Chiedere ogni giorno di audire qualche ministro, senza alcun argomento valido e per le vicende più varie spesso risalenti a diversi anni fa, dimostra soltanto che Grillo e i 5 Stelle vogliono alimentare confusione e, se fossi sul loro blog, direi "mandare in vacca" il lavoro della Commissione Antimafia.

Su Quarto, il direttorio M5S sapeva e ha cercato di nascondere

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Dopo le dimissioni della sindaca di Quarto e le sue dichiarazioni di oggi, è sempre più evidente ciò che, anche in seguito alla sua audizione in Commissione Antimafia, era già chiaro: Fico e Di Maio sapevano ciò che stava succedendo e fino all’intervento della magistratura hanno cercato di nascondere le infiltrazioni della criminalità organizzata che erano lampanti.
I parlamentari Cinque stelle devono spiegare il loro tardivo intervento, in una situazione, come quella di Quarto, in cui la presenza della camorra è una triste realtà. Abbiamo parlato di colpevoli sottovalutazioni da parte del direttorio, le parole di Rosa Capuozzo confermano che avevamo ragione e il M5s deve assumersi fino in fondo questa responsabilità politica.

Grillo disperato, attacca Bianco per coprire Quarto

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Capisco la necessità di Grillo di nascondere i suoi problemi a Quarto, ma ciò che in seduta pubblica in Antimafia è stato detto ieri dal sindaco Bianco non ha nulla a che vedere con la faziosa ricostruzione del M5S. Enzo Bianco ieri è stato audito su sua richiesta per chiarire la propria versione su una specifica vicenda risalente al periodo precedente alla sua elezione a sindaco, che ha chiarito. Nella seduta, in cui l’impegno antimafia di Enzo Bianco è stato da tutti riconosciuto, il sindaco ha accettato di rispondere ad altre domande tra cui quella che faceva riferimento ad una relazione dell’antimafia siciliana su possibili infiltrazioni nel consiglio comunale di Catania. Su questa domanda Bianco si è riservato di rispondere dopo aver preso visione della relazione, non avendola ricevuta. Usare questa vicenda per cercare di mettere in dubbio l’impegno decennale e indiscutibile di Enzo Bianco, conferma che il M5s è, dopo la vicenda Quarto, disperato.

I grillini vittime di loro stessi e del loro uso politico della lotta contro la mafia

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Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

Il rapporto tra mafia e politica e le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle pubbliche amministrazioni sono certamente questioni prioritarie da affrontare per chiunque voglia liberare il nostro Paese dalla piaga delle mafie. La storia e l'evoluzione che le organizzazioni criminali hanno avuto in questi anni ci raccontano che non tutto si riduce più al tentativo di controllare gli appalti pubblici. Anzi, al Nord l'interesse principale delle mafie sembra essere quello di infiltrarsi e condizionare l'economia legale, conquistare posizioni nei mercati, assumere il controllo di grandi aziende in grado di attrarre commesse e appalti che possano alimentare l'attività di una economia mafiosa fatta di tante aziende che ricevono subappalti.