Il settore Giochi e la Legge di Stabilità

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Sicuramente in materia di giochi è presto per fare previsioni su quello che succederà. Ma credo che la Conferenza Unificata continuerà a lavorare sul tema, nonostante la situazione che si è creata con la vittoria del No al Referendum Costituzionale, e in legge di Stabilità 2016 presenteremo degli emendamenti che si richiamano all'ipotesi di accordo tra Stato e Regioni in discussione, così da anticipare al 2017 la prevista riduzione del 30 percento delle Awp, per poi progressivamente togliere le macchinette dai locali dove non c'è prevalenza di finalità di gioco.
Noi, quindi, presenteremo degli emendamenti, poi tutto dipenderà dalle scelte del presidente Mattarella, su chi dovrà gestire la legge di Stabilità. Quanto alla Conferenza, le condizioni di merito per raggiungere un accordo sui giochi ci sono.

Fonte: GiocoNews

DDL Parchi: 50% royalties al fondo parchi, 50% ad area

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L'Aula del Senato ha concluso l'esame degli emendamenti e dei 26 articoli del Ddl di riforma sulle aree protette. Le dichiarazioni di voto e il voto sono previsti per domani. Diverse le modifiche approvate tra cui, all'articolo 8, gli emendamenti di Vilma Moronese (M5S) e di Loredana De Petris (Misto-Sel) che innalzano dal 30 al 50% la percentuale delle royalties che dovranno essere girate dagli enti gestori ad un fondo ad hoc sulle aree protette e l'emendamento a prima firma Franco Mirabelli (Pd) che destina prioritariamente il restante 50% al finanziamento di politiche e piani per la conservazione e la tutela della biodiversita' nell'area parco. Con altri emendamenti allo stesso articolo a prima firma Giovanni Piccoli (Fi) e' previsto il concerto del Mise per la determinazione definitiva di alcune delle royalties previste.

Questo l'emendamento approvato: 8.149 (testo 2) MIRABELLI, VACCARI
Al comma 1, capoverso «1-quinquiesdecies», dopo il primo periodo inserire il seguente: «Il restante 50 per cento delle entrate è destinato prioritariamente dagli enti gestori al finanziamento di politiche e piani per la conservazione e la tutela della biodiversità nell'area parco».

Novità sul riordino del settore dei giochi

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Intervento svolto alla presentazione del libro "Giocati dall'azzardo".

Sul gioco ci sono spesso discussioni troppo ideologiche che mirano più a suscitare bassi istinti piuttosto che a capire quali sono i bisogni e le cose da fare.
Dobbiamo ricordare che, in Italia, Tremonti fece la scelta di moltiplicare i punti di gioco, uscendo dagli spazi appositi e portando le macchinette nei locali pubblici come bar e tabaccherie, basandosi sul principio - rivelatosi sbagliato - di combattere l’illegalità in questo modo. Ovviamente, l’obiettivo di contrastare l’illegalità non si è verificato anche perché nel frattempo le mafie si sono infiltrate tra i gestori e si sono comunque dedicate al settore del gioco, utilizzando anche canali pubblici per riciclare il denaro.
Le inchieste hanno poi dimostrato che l’ipotesi di Tremonti di combattere l’illegalità liberalizzando in quel modo il gioco, quindi, era errata e il documento che il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta porterà alla Conferenza Stato-Regioni parte da questa considerazione: non è vero che legalizzando tutto si può togliere di mezzo la criminalità.

L'associazione Intralot-azzurri è inopportuna

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E’ vero che la Federazione Italiana Gioco Calcio è dotata di autonomia decisionale, ma è anche vero che è federata al CONI, il quale è partecipato al 100% dal ministero dell’Economia e che le Nazionali rappresentano l’Italia intera. La valutazione sull’opportunità della sponsorizzazione Premium degli Azzurri da parte di Intralot, multinazionale di scommesse e giochi online, anche d’azzardo, non può limitarsi a considerare solo gli aspetti legali. Apprezziamo che il sottosegretario Rossi abbia escluso la presenza del marchio Intralot sulle maglie azzurre, ma non basta e siamo tutti ben consci del fatto che il valore, sia economico che simbolico, di questa partnership vada ben oltre il divieto di pubblicità televisiva del gioco d’azzardo, che non viene per fortuna aggirato. Tuttavia il sottosegretario Baretta e il viceministro Bubbico erano stati chiari sulla scelta della FIGC. E’ per questo che chiediamo alla FIGC e al CONI di rescindere il contratto di sponsorizzazione, come chiede il coro unanime di proteste che si è sollevato dal mondo sportivo e istituzionale. Non si tratta in questo caso di vietare la pubblicità sui giochi, come qualcuno chiede in modo strumentale, ma di evitare messaggi ambigui e fuorvianti per tramite delle Nazionali più seguite nel Paese.

No a Intralot sponsor, Figc faccia dietrofront

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La Federazione italiana gioco calcio ha diffuso oggi la notizia che Intralot, il network multinazionale di scommesse e giochi online, sarà niente meno che Premium Sponsor delle nostre Nazionali di calcio. Si tratta di un accordo inaccettabile e per questo chiediamo alla FIGC di ripensare questa scelta scellerata e di fare dietrofront.
In conferenza stampa il direttore generale della FIGC Michele Uva ha motivato la decisione con l'affinità di valori con Intralot, sottolineando l'intenzione di creare un percorso socio-educativo per combattere la ludopatia. Dal nostro punto di vista, è come allearsi con il lupo per educarlo a non mangiare Cappuccetto Rosso. Intralot è una multinazionale di scommesse non solo calcistiche e giochi anche d'azzardo online, ha come obiettivo quello di accrescere il numero dei giocatori e il giro di tutti i giochi che fornisce. Inoltre l'azienda si è da poco fusa con Gamenet, una società che di fatto gestisce in quota maggioritaria il gioco d'azzardo legale in Italia.

Approvata la legge contro gli sprechi alimentari

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Articolo pubblicato su Zona Nove di Settembre (PDF).

In questa legislatura sono state fatte riforme importanti, attese da tempo, che hanno disegnato cambiamenti necessari per rendere le istituzioni più efficienti e più in grado di affrontare i problemi concreti delle persone: dalla riforma del mercato del lavoro, a quella della Pubblica Amministrazione, a quelle in materia di giustizia fino alla riforma costituzionale su cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi tra qualche settimana. Accanto ad esse, il Parlamento ha introdotto leggi che intervengono su materie non affrontate prima e che disegnano nuovi diritti: le unioni civili e la legge sul "dopo di noi" per esempio. Tra queste norme innovative rientra a pieno titolo la legge contro gli sprechi alimentari, definitivamente approvata col voto al Senato il primo di agosto.
Tutti gli studi mettono in evidenza dati e contraddizioni enormi. Mentre una parte del Pianeta non riesce a soddisfare i bisogni primari e a garantire i più elementari bisogni alimentari, si calcola che da un terzo alla metà dei prodotti alimentari vengano sprecati e che almeno l'80% di essi sarebbero ancora consumabili se vi fosse un sistema che li recupera.

Le proposte contenute nella Legge di Bilancio

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Quella che il Governo ha presentato e che il Parlamento si sta preparando a discutere è una legge finanziaria importante per la vita di tante persone ma anche per il futuro del Paese.
Innanzitutto, ora c’è bisogno di far fronte alle necessità che hanno creato i tremendi terremoti avvenuti nel Centro Italia: assistere da subito le popolazioni colpite garantendo loro un tetto, creare le condizioni per la rapida ricostruzione degli edifici pubblici e privati e delle attività produttive, ma anche prevedere interventi in tutte le aree a rischio che consentano di adeguare le costruzioni alle normative antisismiche, anche quelle già esistenti.
Per rispondere a queste esigenze, nei prossimi giorni in Senato si voterà il decreto già fatto dal Governo che blocca gli oneri fiscali o finanziari che gravano sulle vittime del terremoto, stabilisce le modalità per la ricostruzione, definisce le linee di finanziamento sia per gli edifici pubblici che per quelli privati e le norme poste a garanzia della trasparenza, per evitare corruzione e sprechi di denaro.

Garavaglia irresponsabile per il mancato accordo il Conferenza Stato-Regioni

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“Le condizioni per un accordo ci sono sia con gli enti locali che con le regioni. Probabilmente la volontà dell’assessore Massimo Garavaglia e della Regione Lombardia è quella di non voler chiudere l’intesa anche a prescindere dai contenuti. E’ un atteggiamento irresponsabile. Mi pare che da tempo la Lombardia stia dando questo messaggio ed è una posizione più politica che fondata sul merito”. Così al VELINO il senatore Pd Franco Mirabelli, capogruppo dem in commissione Antimafia e primo firmatario del ddl di riordino dei giochi, in merito ai continui mancati accordi in Conferenza Unificata sulla regolamentazione del settore del gioco.
“C’è la possibilità di chiudere un’intesa che riduce il numero delle slot e regolamenta ulteriormente il comparto diminuendo l’offerta e la domanda. E può essere messo tutto nella legge di Bilancio. – afferma Mirabelli - Se Garavaglia continua a tenere questa posizione di rifiuto si assume una grave responsabilità. Spero che da qui a dicembre si creino le condizioni per inserire nella Finanziaria la proposta del governo”.

Sì a modifiche all'Italicum ma senza toccarne i principi

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Sì a modifiche della legge elettorale. No a chi volesse attaccare i capisaldi dell'Italicum. Non vi sono preclusioni a eventuali cambiamenti, ma alcuni paletti restano ed è importante avviare già adesso la discussione, ricordando agli italiani che il 4 dicembre si voterà sulle riforme costituzionali, non sulla legge elettorale e nemmeno a favore o contro il Governo.
L'Italicum si può modificare, peraltro, alla Camera è stata approvata una mozione di maggioranza che apre alle sedi istituzionali il dibattito. Quanto al merito, si può discutere, ma non si devono mettere in dubbio i principi fondamentali: resta la necessità il giorno dopo le elezioni di sapere chi le ha vinte, chi dovrà governare e, dunque, in Parlamento avere i numeri necessari per la stabilità e per portare avanti il proprio programma. Non penso, quindi, che si possa tornare al proporzionale e che si possa lasciare alle segreterie dei partiti o agli accordi di Palazzo la definizione della maggioranza. Né ritengo si possa riprodurre una situazione come quella attuale per cui nessuno ha i numeri e diventa necessario ricorrere ad accordi che depotenziano la volontà popolare.

Aprirà, come abbiamo chiesto, il teatro dell'IPM Beccaria di Milano

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Gli impegni presi dal responsabile del Dipartimento per la Giustizia Minorile Cascini e dal Sottosegretario Migliore sull’IPM Beccaria di Milano sono un'ottima notizia. Il lavoro fatto in questi mesi da Don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto, e da alcuni di noi ha ricevuto ascolto dal Governo. Soprattutto l'impegno ufficializzato ad aprire all'esterno il Teatro dell'Istituto Beccaria che, superando le resistenze di questi anni, può diventare per i ragazzi e gli educatori un momento importante di rapporto con la città e di aiuto.
Da tempo, con la compagnia teatrale guidata da Beppe e Lisa, insistiamo per raggiungere questo obbiettivo, attraverso un continuo e paziente lavoro di sensibilizzazione che ho cercato di rappresentare in Parlamento con interventi e interrogazioni.
Adesso manca l'ultimo miglio per concretizzare l'impegno preso ad aprire la nuova porta entro dicembre.
Questa è una di quelle giornate belle in cui la politica è utile e concreta e recupera senso.

Riordino del settore e riduzione di domanda e offerta dei giochi

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Intervento alla presentazione del "Libro bianco dei giochi pubblici" (video).

Se, in seguito all’accordo che si dovrà trovare nella Conferenza Stato-Regioni, si riuscisse a recuperare con un decreto tutto il lavoro svolto sul settore del gioco, sarà sicuramente un fatto positivo. Il testo potrà, poi, essere oggetto di un ulteriore lavoro in Parlamento, affinché venga integrato con altre norme utili, pure se non segnalate direttamente dalla Conferenza Stato-Regioni. Tra queste, ad esempio, potrebbe esserci anche una serie di proposte sul tema della legalità che sono emerse dal lavoro appena concluso della Commissione Antimafia.
In ogni caso, il disegno di legge riguardante il riordino del settore dei giochi presentato a mia firma è stato incardinato nella Commissione Finanze del Senato e siamo, comunque, pronti a partire con le audizioni; per il cui svolgimento era anche già stata stilata la lista di associazioni, concessionari e altri attori del settore. E il lavoro svolto in Parlamento fin qui ha prodotto già una serie di idee che potrebbero anche andare a modificare in meglio ciò che è contenuto nel testo del disegno di legge presentato.