Nessun blocco alla riforma del Codice Antimafia

pubblicato il .

Sull'iter del Codice Antimafia leggo affermazioni che non corrispondono a verità. Il lavoro svolto positivamente qui in Senato, con il concorso di tutta la maggioranza e d'intesa anche con i colleghi della Camera che dovrà approvare queste norme successivamente, ci permetterà di chiudere oggi in Commissione giustizia un percorso che porterà il provvedimento nell'aula di Palazzo Madama il 13 giugno. Di questo percorso e del merito delle modifiche approvate in commissione Giustizia il PD è pienamente soddisfatto. Per questo ci impegneremo per una rapida approvazione da parte dell'aula che consenta alla Camera, nelle prossime settimane, la più celere e definitiva approvazione.

Il reato voto di scambio c’è grazie al PD

pubblicato il .

Le dichiarazioni del senatore grillino Giarrusso sono incredibili. La realtà è molto diversa da quella che lui racconta, evidentemente ossessionato da Renzi e arrabbiato perché il Pd in questi anni con i suoi governi ha approvato norme importanti ed efficaci contro le mafie. Come l’esponente del M5s sa bene, prima di questa legge e del governo Renzi, il reato di voto di scambio politico-mafioso non esisteva. C’è stato chiesto da centinaia di associazioni nel corso della passata campagna elettorale ed è anche per questo che lo abbiamo introdotto. E’ quindi merito del governo Renzi se il voto di scambio politico-mafioso, voti in cambio di favori, è punito dal nostro ordinamento. Questa è la verità.
Se poi Giarrusso ritiene di doversi sostituire ai giudici faccia pure, ma il reato c’è. È chiaro, colpisce il voto di scambio e ha permesso alla magistratura in questi anni di condannare tanti mafiosi.

Giochi: Beccalossi smetta di fare propaganda

pubblicato il .

Ancora una volta la Regione Lombardia boicotta la riforma del gioco. Abbiamo l'occasione di ridurre drasticamente le sale gioco, regolamentarle, togliere le slot da bar, ristoranti e tabaccai, quindi ridurre domanda e offerta di gioco. L'assessore Beccalossi si dimostra ancora una volta più interessata a fare propaganda politica, piuttosto che a risolvere i problemi che dice di avere a cuore. Non chiudere questo accordo in Conferenza Stato-Regioni, rinunciando di fatto a riformare il sistema in questa legislatura, sarebbe grave ed è una responsabilità che, ormai è chiaro, ricadrebbe tutta intera sul centrodestra lombardo.

Evitiamo ritardi nell'approvazione del nuovo Codice Antimafia

pubblicato il .

Meglio evitare ritardi nell'approvazione del nuovo Codice Antimafia, all'esame del Senato e già approvato dalla Camera, che prevede anche il potenziamento dell'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati.
Riguardo alle notizie in base alle quali la commissione Giustizia del Senato intende estendere le cosiddette misure di prevenzione, personali e patrimoniali, anche agli indagati per reati di corruzione, stalking e a chi partecipa ad organizzazioni terroristiche, ricordo che la questione della confisca va affrontata sapendo che non ci sono pareri univoci neppure dalle procure. E' un tema che va affrontato approfondendolo, non semplificandolo e non sull'onda di una suggestione. Penso che l'affrontare questi temi possa significare un ulteriore ritardo per l'approvazione del Codice antimafia: meglio allora scegliere un canale parallelo. Non vorrei arrivassimo a fine legislatura senza né Codice Antimafia né confisca dei beni a stalker e terroristi.

A proposito della Presidenza della Commissione Affari Costituzionali

pubblicato il .

Bersani ha dato seguito alle sue continue minacce alla maggioranza. I due commissari di MDP hanno infatti stretto un accordo con Forza Italia e M5S per impedire qualsiasi legge elettorale, con anche solo qualche parvenza di maggioritario. Il PD, con l'attenta regia del capogruppo Zanda ha votato in modo compatto il proprio candidato. Il dissennato comportamento di MDP è responsabile di una situazione molto complessa per maggioranza e governo. In odio a Renzi e al PD, sperando di sopravvivere, hanno deciso di seguire Berlusconi e Grillo.
Bersani si è anche adattato alla post verità. MDP dice di sostenere il Governo, ma in Senato ha nuovamente votato contro la maggioranza. Questa volta persino concordando con Grillo e Berlusconi un candidato in contrapposizione con quello indicato dal PD. Non so con quale coraggio MDP dica che la colpa è di Renzi, che secondo loro, vorrebbe così far cadere il Governo.

Solidarietà a Don Ciotti e al Vescovo di Locri

pubblicato il .

Le scritte "Più lavoro meno sbirri" e "Don Ciotti sbirro” apparse sui muri dell'Arcivescovato di Locri, a poche ore dal duro discorso contro le mafie del Presidente Mattarella in Calabria in occasione della celebrazione della XXIII Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie, rappresentano il tentativo evidente della ‘ndrangheta di ribadire la propria forza e il proprio radicamento in quel territorio.
Quelle scritte offendono lo Stato e appaiono minacciose nei confronti di Don Luigi Ciotti e dello stesso Vescovo di Locri che proprio ieri ha denunciato il tentativo delle mafie di utilizzare le manifestazioni religiose per affermare il proprio controllo.
Una iniziativa così esplicita e così diretta da parte della ‘ndrangheta merita una risposta forte da parte dello Stato e di tutta la società civile.
A don Ciotti e al Vescovo di Locri non facciamo mancare vicinanza e solidarietà.

Basta teatrino sulla legge elettorale: si guardi al merito delle proposte

pubblicato il .

Gli stessi che ci hanno spiegato per mesi che abbiamo sbagliato tutto perché la riforma elettorale e quella costituzionale non si devono fare a colpi di maggioranza, ora, di fronte alla possibilità di un accordo largo sulla legge elettorale, si stracciano le vesti evocando inciuci e patti inconfessabili.
Direi che sarebbe ora di guardare al merito delle proposte e alla loro sostenibilità, risparmiandoci e risparmiando all'Italia, per qualche settimana almeno, il teatrino e la propaganda.
E' legittimo che ognuno si faccia i propri calcoli ma coerenza e serietà son sempre utili!

Riforma della legittima difesa

pubblicato il .

Intervento svolto in tv a TgCOM24.

In questi giorni si discute molto delle norme riguardanti la legge sulla legittima difesa votate alla Camera dei Deputati. Innanzitutto, occorre chiarire che il testo in discussione non era una nuova proposta di legge ma si è intervenuti per modificare alcuni aspetti delle norme già vigenti in materia. La legge sulla legittima difesa, infatti, è stata approvata nel 2006.
Nell’esperienza concreta, tuttavia, si erano verificate alcune anomalie nell’applicazione della legge del 2006 e, per questo, si è deciso di intervenire nuovamente, con l’intento di fornire ai magistrati suggerimenti e normative più stringenti a tutela delle persone che si difendono.
All’interno di questi suggerimenti c’è anche la scelta di considerare il fatto che un’aggressione notturna implica una maggior fragilità da parte del soggetto aggredito e di questo aspetto si chiede al magistrato di tenerne conto quando si troverà a valutare la proporzionalità della reazione di difesa all’esito della vicenda.
Rispetto al testo del 2006, infatti, le nuove norme approvate dalla Camera dei Deputati mantengono comunque il criterio della proporzionalità alla base della legittima difesa, cioè il fatto che la reazione di chi si difende deve essere proporzionale rispetto al rischio subito e la valutazione sull’accaduto spetta al magistrato che si occupa del caso.

La regolamentazione del settore dei giochi

pubblicato il .

Incontro con gli studenti dell’IIS Montale di Cinisello Balsamo.

Il tema è molto complesso. Provo a fare un quadro delle normative e di come funziona il rapporto tra lo Stato e il gioco con premi in denaro, unitamente a ciò che si sta facendo in Parlamento.
Tutte le forze politiche e tutte le istituzioni, infatti, si sono accorte che su questo tema è necessario produrre molti cambiamenti perché la situazione attuale non è più sostenibile visto l’aumento delle persone che rischiano di rovinarsi a causa del gioco e, di fronte a questo, lo Stato non può rimanere a guardare.
In Italia si può giocare solo se lo Stato dà una concessione per aprire dei punti gioco (a fronte del pagamento delle imposte e di altri obblighi). Questo procedimento si chiama “riserva statale”, in quanto è lo Stato che si riserva di decidere chi e con quali modalità può operare nel settore del gioco con vincite in denaro.
Nel corso degli anni, sono state fatte una serie di norme per il settore che, però, si sono susseguite senza una grande coerenza e che, di conseguenza, hanno prodotto svariati problemi.
Questo ha portato ad un’esplosione della domanda e dell’offerta di gioco.

La prima legge nazionale di contrasto alla povertà

pubblicato il .

Le statistiche più recenti raccontano della presenza, nel nostro Paese, di circa un milione e mezzo di famiglie (quattro milioni e mezzo di persone) che sono sotto la soglia della povertà.
Sono persone che non riescono ad accedere al cosiddetto “paniere” delle cose necessarie per assicurare una vita dignitosa.
Gli interventi per aiutare queste persone in difficoltà sono stati da sempre demandati alle istituzioni locali, come Regioni e Comuni. Quelle stesse istituzioni che, in questi anni, hanno sofferto la riduzione di risorse e di personale prodotta dalla crisi della finanza pubblica e dalla necessità di rispettare il Patto di Stabilità.
Per questo, per affrontare più efficacemente il problema e dare un aiuto reale a chi si trova in uno stato di bisogno estremo, il Parlamento, su proposta del Governo, ha approvato la prima legge nazionale contro la povertà.
Un intervento significativo, che non è ancora risolutivo ma che sicuramente costituisce una svolta positiva nel modo di intervenire sull'indigenza, come confermato anche da tutte le associazioni che si occupano di dare aiuto ai poveri.

Per noi libertà è un bene prezioso

pubblicato il .

Il M5S è abituato a costruire casi sulle bugie, ma la verità è che non c’è alcun rapporto tra il voto su Lotti e quello su Minzolini. Quest’ultimo caso è controverso e dunque il gruppo Pd ha deciso per la libertà di voto, come è nostra consuetudine e come è giusto che sia. Ci sono dunque senatori dem che hanno votato per la decadenza, senatori dem che hanno votato contro la decadenza e infine senatori dem che si sono astenuti e questa per noi non è una notizia, ma la conseguenza dell’applicazione della libertà, un bene per noi prezioso.