Banche: Riforma della Vigilanza, Procura Nazionale e informazioni ai risparmiatori

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Intervento svolto al tavolo dedicato alle banche alla Leopolda (video).

Dall’esperienza fatta in Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario, emerge che dobbiamo intervenire su tre versanti.
Il primo è la vigilanza. Penso, infatti, che si debba riformare la vigilanza perché, al di là delle responsabilità soggettive, gli strumenti a disposizione sono insufficienti. Nelle crisi che si sono verificate, c’è stato un rimpallo di responsabilità tra Consob e Banca d’Italia. Le 15 banche più importanti del Paese, inoltre, ormai sono controllate direttamente dalla BCE.
Penso, quindi, che ci sia bisogno di una riforma degli organismi di vigilanza, al fine di individuare con maggiore chiarezza anche le responsabilità.
Il secondo tema è la necessità di guardare anche la legislazione concernente gli strumenti della magistratura.
Sicuramente l’istituzione di una Procura Nazionale per i reati finanziari sarebbe molto importante: oggi, invece, spesso si scarica tutto alla Procura di Milano perché in città c’è la Borsa.
In queste settimane di audizioni in Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario, però, abbiamo anche verificato che mancano i reati. La magistratura su molti aspetti non è potuta intervenire.
Sostanzialmente, la magistratura può intervenire solo quando si è di fronte ad un fallimento e ad una situazione di insolvenza.
La corruzione da privato a privato, ad esempio, grazie ad un provvedimento approvato in questa legislatura, ora è punibile ma prima non lo era e, quindi, la magistratura non poteva intervenire.
Infine, c’è un tema decisivo per la tutela dei risparmiatori. Bisogna fare in modo che si ripristinino degli strumenti che mettano in chiaro al risparmiatore cosa sta comprando e quali sono i rischi. L’abolizione dell’obbligo di fornire il prospetto sui rischi unito al fatto che una persona non addetta del settore fa molta fatica a comprendere ciò che i prospetti informativi riportano e alla responsabilità degli operatori che vendono prodotti, spesso, ha generato situazioni gravi.


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