No a liquidità internazionale per il Poker online

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Leggo in questi giorni di proposte di utilizzo della liquidità internazionale nel poker online. Penso sia inopportuno che, in un momento in cui siamo impegnati a limitare la distribuzione dei giochi e l’offerta di azzardo cercando di arginarne gli effetti devastanti sulla salute dei cittadini, si pensi addirittura ad aprire a forme di liquidità internazionale per il gioco on line.
Tra l’altro i giocatori verrebbero esposti a rischi sempre maggiori in un sistema non controllato e ciò è del tutto inopportuno.
Da poco e dopo un lungo lavoro si è raggiunto un ottimo accordo in conferenza Stato-Regioni che ha l’obbiettivo di ridurre domanda e offerta di gioco d’azzardo. In questo senso anche per il gioco on line vanno previste meno offerta e forme di cautela e di controllo robuste sui capitali e sullo scambio di flussi finanziari, a maggior ragione se da e verso l’estero.
In Parlamento non si sente alcun bisogno di un ulteriore ampliamento dell’offerta del gioco via internet, anzi tutti abbiamo lavorato nella direzione opposta.
Nei prossimi giorni presenterò un'interrogazione per chiedere un intervento immediato del Ministro Padoan per impedire la prosecuzione di questo progetto, che non solo apre ulteriormente il mercato dell’on line ma può diventare uno strumento per il riciclaggio.

Testo dell'interrogazione:

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Premesso che:

l’apertura alla liquidità internazionale sul poker online non è prevista né quindi tanto meno imposta da alcuna fonte normativa in Italia, né di natura legislativa né di natura regolamentare, e che quindi la scelta di apertura a tale possibilità di gioco tra giocatori di nazionalità diverse appare essere frutto di una scelta autonoma e discrezionale;

le autorità di regolazione del gioco online italiana, francese, spagnola e portoghese hanno siglato lo scorso 6 luglio un accordo per la liquidità internazionale sul poker online e nel comunicato stampa pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si può leggere che le autorità di tali Paesi si impegnano a fare del loro meglio per la partenza della liquidità internazionale entro fine anno;

considerato che:

sulla base della valutazione sovranazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo pubblicata dalla Commissione Europea il 26 giugno 2017, il gioco online è considerato esposto in maniera significativa ai rischi di riciclaggio;

la liquidità internazionale autorizzando la riunione intorno ad un tavolo virtuale di giocatori di nazionalità diverse per partecipare in maniera condivisa allo stesso gioco espone, di fatto, a maggiori rischi di frode o di riciclaggio;

il quadro europeo disegnato dalla IV direttiva, recentemente attuata in Italia , lascia ai singoli Stati membri un ampio margine nelle scelte di regolazione attenenti al settore dei giochi e in particolare nella scelta dei giochi sottoposti alla normativa antiriciclaggio; e che quindi il livello di tutela dei giocatori italiani si troverebbe potenzialmente ridotto dall’introduzione di una tale modalità di gioco;

considerando, inoltre, che:

le scelte attuali del Governo, sollecitate dal Parlamento, si propongono di ridurre l’offerta di gioco presente in Italia;

anche il recente accordo raggiunto in Conferenza unificata si muove in tale direzione e, pertanto, l’offerta di gioco, a terra o online appare ancor più inopportuna;

per sapere:

se il Governo non ritenga di dover intraprendere iniziative per evitare l’utilizzo della liquidità internazionale sul poker online nel nostro Paese, in considerazione dei rischi connessi ad una ulteriore apertura del mercato on line che potrebbe diventare uno strumento per il riciclaggio nell’ambito di operazioni transnazionali.

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