La riforma dei giochi va nell'interesse dei più deboli

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Intervento alla Festa dell'Unità a Paderno Dugnano.

Il gioco d’azzardo, dopo che Tremonti liberalizzò la presenza delle macchine con premi in denaro su tutto il territorio nazionale, non ha avuto un quadro normativo adeguato nel nostro Paese. In questa legislatura ci eravamo ripromessi di costruire un riordino del settore che diminuisse domanda e offerta di gioco. Ci abbiamo lavorato per tre anni in un confronto non sempre semplice con Associazioni, Enti Locali, gestori, concessionari e ora è stato approvato un accordo in Conferenza Stato-Regioni che produrrà il riordino tanto auspicato. Manca solo il decreto del Governo per recepirlo.
In Commissione Antimafia erano stati prodotti un documento e una relazione sul gioco e le infiltrazioni criminali ed erano state fornite indicazioni affinché la riforma del settore introducesse diverse norme per impedire il riciclaggio, le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle società di gestione e nei concessionari, le verifiche sui capitali.
Quella riforma finalmente adesso è arrivata con l’accordo della Conferenza Stato-Regioni e credo che sia una grande soddisfazione anche se è andata poco sui giornali.
Assicuro, comunque, che è stata fatta una norma importante, soprattutto nell’interesse dei più deboli che la liberalizzazione selvaggia delle macchinette aveva danneggiato in questi anni.


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