Se si rompe l'accordo salta la legge elettorale

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Intervento a RaiNews24.

Si sta votando una legge elettorale complessa, ci saranno molti voti segreti e ci sono ragioni diverse per cui alcuni possono volersi differenziare ma la cosa importante è che le maggiori forze politiche che siedono in Parlamento e che hanno fatto un accordo per arrivare a questa legge mantengano i patti.
Non credo che ci saranno franchi tiratori in numero tale da mettere in discussione la legge se ci sarà chiarezza nelle posizioni dei gruppi.
Ci fa piacere che M5S, attraverso le dichiarazioni ufficiali, confermi la propria posizione.
Se M5S deciderà di rompere l’accordo credo che lo farà alla luce del sole e si è proprio deciso di rinviare il voto conclusivo a lunedì per consentire a loro di fare una verifica tra i propri aderenti.
A mio avviso questa ulteriore consultazione di M5S per verificare nuovamente un percorso già stabilito è una cosa stravagante ma stiamo a vedere cosa produrrà.
È evidente che se si sottrae una delle grandi forze politiche che ha sostenuto questa proposta di legge e ha contribuito a costruirla salta l’accordo e a quel punto salta anche la legge elettorale.
In campo resterebbero le leggi elettorali di Camera e Senato prodotte dalla Consulta, che sono totalmente proporzionali, al Senato è prevista una soglia di sbarramento all’8% e, quindi, si produrrebbero maggioranze molto diverse tra i due rami del Parlamento con conseguenti problemi per la governabilità ma sono comunque leggi subito applicabili.


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