Ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi

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Adesione al DDL A.S. 898 Ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty-ATT), adottato a New York dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (scheda sul sito del Senato).

Relazione
In data 3 giugno 2013 si è aperto alla firma il Trattato internazionale sul commercio delle armi convenzionali (Arms Trade Treaty-ATT), di seguito denominato ATT o Trattato, con l'adesione nel primo giorno di ben 67 Stati tra cui l'Italia; ad oggi sono già 72 i Paesi che hanno già sottoscritto il Trattato. Il Trattato entrerà in vigore al deposito della 50º ratifica.
L'ATT intende rendere il commercio legale di armi convenzionali maggiormente responsabile, imponendo elevati standard internazionali comuni su importazioni, esportazioni e trasferimenti. Sono previste altresì, insieme ad una adeguata valutazione dei trasferimenti di armi, anche misure volte a prevenire il dirottamento delle armi convenzionali dagli Stati esportatori e importatori.
L'ATT è il frutto di un lungo e complesso impegno negoziale avviato in ambito ONU nel 2006 e culminato in due conferenze diplomatiche -- nel luglio 2012 e nel marzo 2013 -- che hanno portato all'adozione di un testo in linea anche con le nostre priorità nazionali, riguardando uno dei settori più delicati nell'ambito delle relazioni internazionali.

Disposizioni per la promozione della soggettività femminile e per il contrasto al femminicidio

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Le senatrici e i senatori del Partito Democratico hanno presentato un disegno di legge per la promozione della soggettività femminile e per il contrasto al femminicidio (DDL n.724) che preveda misure di sostegno per i centri antiviolenza, il potenziamento del numero verde dedicato, pool di intervento territoriali in coordinamento con le forze di polizia e strumenti affinché si possa dare una corretta impostazione culturale a partire dalla scuola.

Testo della Relazione

È necessaria una nuova legge organica per la promozione della soggettività femminile e il contrasto al femminicidio, che abbia un approccio integrale e multidisciplinare e che sia formulata anche secondo le più recenti convenzioni internazionali e le raccomandazioni del comitato CEDAW.
 
Un disegno di legge in linea con le raccomandazioni del comitato CEDAW

Proposta di Legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale

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Per iniziativa dei senatori del Partito Democratico è stata presentata una proposta di Legge contro le discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale (DDL 404) per chiedere di estendere agli atti di discriminazione e ai delitti motivati dall'odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali la protezione già garantita ai crimini d’odio fondati su motivazioni razziali, etniche, nazionali o religiose dalla «legge Mancino». 

Testo della Relazione

Il principio generale di non discriminazione ha valore universale, riguarda ogni persona e come tale, è affermato nelle norme di diritto internazionale fin dalla Dichiarazione universale dei diritti umani adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. La Costituzione della Repubblica italiana all'articolo 3, primo comma, afferma la pari dignità sociale di tutti i cittadini senza distinzione di condizioni personali e sociali.

Istituzione di una Commissione di inchiesta sui siti di interesse nazionale

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Proposta di Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti di interesse nazionale (Doc. XXII n. 9)
 
La presente proposta di inchiesta parlamentare è volta ad istituire, per la durata di 24 mesi una Commissione parlamentare di inchiesta sulla messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati.
L’obiettivo perseguito è quello di vigilare e controllare le operazioni legate alla bonifica dei siti di interesse nazionale contaminati attraverso una Commissione di inchiesta ad hoc che si occuperà di raccogliere la documentazione necessaria e di effettuare studi e ricerche, sulla messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ricomprendendo in questi ultimi le aree minerarie dimesse, al fine di assicurare la salvaguardia e la tutela della salute pubblica, nonché dei valori naturali, ambientali e paesaggistici.