Uso terapeutico della cannabis

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Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, concernenti l’uso terapeutico della cannabis (DDL 1340)

Testo della Relazione:

Le virtù terapeutiche dei derivati della cannabis sono note da tempo. Durante i tempi più bui dell’ultima war on drugs, pazienti per diverse patologie, da quelle neurologiche a quelle oculistiche, si sono scambiati suggerimenti su dosi e modalità del consumo di marijuana necessarie al fine di alleviare le proprie sofferenze e migliorare le proprie condizioni di salute. Poi, mano a mano, il muro proibizionista si è andato sgretolando e la legittimità dell’uso terapeutico della marijuana (insieme con le strategie di riduzione del danno) è stata la prima forma di riconversione delle politiche in materia di droghe. In America, sono già ventuno gli Stati dell’Unione che consentono l’uso terapeutico dei derivati della cannabis; e anche in Italia qualche passo positivo è stato fatto. Dopo che nel 2007 il Ministro della salute Livia Turco aveva autorizzato l’utilizzo in terapia del THC, il principale principio attivo della cannabis, neanche un anno fa l’allora Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha inserito i «medicinali di origine vegetale a base di cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture)» tra le sostanze psicoattive autorizzate a fini medici. E nel frattempo alcune regioni (Puglia, Marche, Liguria, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Umbria) ne hanno disciplinato le modalità di distribuzione a carico del Servizio sanitario nazionale.

Decreto per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

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Grillo e M5S definiscono "legge truffa" quella che riguarda l'abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti, in realtà la legge abolisce davvero il finanziamento pubblico ed è giusto raccontare come stanno le cose. Qui di segui la spiegazione del Disegno di legge approvato in Parlamento:

Il disegno di legge 1213 che il Senato ha approvato in prima lettura prevede la conversione in legge del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149, sull'"abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore". Si tratta di un decreto, approvato il 13 dicembre dal Consiglio dei ministri su proposta del Premier Enrico Letta e modificato in parte dal Senato, che abolisce il finanziamento pubblico diretto e detta regole per i contributi volontari e indiretti e per la trasparenza e la democrazia interna nei partiti.

Prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico

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Presentazione del DDL 931 "Disposizioni per favorire la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico" (pdf).

Testo della relazione:
Nel nostro Paese, negli ultimi anni, il mercato dei giochi, in particolare quello del gioco d’azzardo, sia quello cosiddetto legale che quello illegale, non ha conosciuto crisi: è un settore che, nonostante l’attuale fase di congiuntura economica difficile per famiglie e imprese registra una fortissima espansione e un volume d’affari sempre in aumento. In Europa è dislocato il 34 per cento del giocato al mondo, ma l’Italia è la prima in Europa. Nel 2011 il fatturato dell’industria dei giochi è stato di 79,9 miliardi dai quali lo Stato ha guadagnato 8,8 miliardi. Gli italiani spendono 1.200 euro procapite all’anno e l’universo dei giocatori è di circa 30 milioni di persone, delle quali circa 2 milioni sono a rischio dipendenza, ed a tutt’oggi si calcolano in circa 800.000 i giocatori patologici (il doppio dei tossicodipendenti che sono circa 393.000). Sono calcolati in circa 500.000 i minorenni che vanno a scuola e già scommettono; dal 2000 al 2009 gli studenti che riferiscono di investire in giochi in cui si vincono o perdono soldi sono passati dal 39 per cento al 50 per cento. Spesso, quando si parla di patologie legate al gioco, si usa il termine «ludopatia». In realtà, è più corretto parlare di «gioco di azzardo patologico» (g.a.p.).

Albo degli Amministratori giudiziari e di beni confiscati

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Dopo le prime audizioni in Commissione Antimafia abbiamo depositato a firma Ricchiuti, Mirabelli il seguente Disegno di Legge per favorire una gestione più trasparente dei beni sequestrati e garantirne l'utilizzo per finalità pubbliche.

Proposta di Legge Ricchiuti, Mirabelli e altri A.S. 1210 (file PDF)

Istituzione dell'Albo Nazionale degli Amministratori Giudiziari e degli Amministratori dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

In una recente missione della Commissione d’inchiesta parlamentare sul fenomeno della mafia a Reggio Calabria (9 e 10 dicembre 2013) è emerso – ove ve ne fosse stato ancora bisogno – quanto sia importante, nel contrasto alle mafie e alla criminalità, il momento dell’amministrazione, della gestione e della destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla associazioni malavitose.