Sul gioco d'azzardo servono norme uguali per tutti

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Dichiarazione rilasciata a GiocoNews

Abbiamo chiesto al sottosegretario Baretta di confrontarsi a Milano (locandina incontro - pdf) con i vari soggetti che sono intervenuti sulla materia del gioco d'azzardo, per capire qual è l'orientamento del Governo e fare luce su alcune indiscrezioni che sono giunte e che non hanno conferme nella bozza di decreto.
Rendere più stringente la normativa delle sale giochi e arrivare a una riduzione delle macchine nei locali pubblici sono sicuramente due principi a cui fare riferimento.
Mi auguro che si arrivi a una legislazione chiara e non interpretabile sul gioco, che valga per tutto il territorio nazionale, garantisca la tutela dei minori e dei più deboli e riduca il numero di apparecchi da gioco con vincita in denaro, accessibili nei locali pubblici. Una normativa che, nell'autorizzare l'apertura delle sale, faccia comunque riferimento a una legislazione che garantisca l'antiriciclaggio, la tutela della legalità, lasciando alle questure e ai ministeri competenti il 'comando'.
Mi aspetto anche che si apra un confronto con i Comuni, che consenta di garantire un ruolo serio agli amministratori locali, dopo aver stabilito, però, regole uguali su tutta la Penisola.

Milleproroghe: la richiesta di sospensione sfratto per indigenti sia gratis

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Il decreto milleproroghe, che l'Aula del Senato approverà domani in via definitiva e che dunque non può essere ulteriormente modificato, riconosce 4 mesi di tempo agli affittuari morosi per indigenza per chiedere al magistrato competente la sospensione dello sfratto, in modo da permettere il passaggio da casa a casa.
E' chiaro che queste persone e queste famiglie non possono sostenere la spesa della procedura di richiesta al tribunale e per questo ho presentato un ordine del giorno.
Con l'ordine del giorno chiedo al Governo di intraprendere ogni iniziativa affinché in tutta la fase attuativa della norma le procedure siano semplificate e che l'accesso per le famiglie sia gratuito o quasi.

Testo dell'Ordine del Giorno A.S. 1779
 
Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (A.S.1779);

Il Decreto ILVA guarda al futuro della siderurgia italiana e al futuro di Taranto

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Intervento in Senato durante la discussione generale della Conversione in legge del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante disposizioni urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell'area di Taranto (1733).

Questo è un provvedimento importante, che interviene su una questione che non è locale, ma che anzi rappresenta una grande questione nazionale.
Quando parliamo di ILVA, del risanamento ambientale, della necessità di garantire la salute dei tarantini, parliamo di questo. Ciò non solo perché ormai è evidente, anche dopo il salvataggio della ThyssenKrupp a Terni, che il rilancio della siderurgia in Italia passa da qui, dalla continuità produttiva di quegli stabilimenti e dalla possibilità di innovare gli impianti, ma ILVA è una grande questione nazionale soprattutto perché è insieme interesse e dovere per tutto il Paese restituire a Taranto e ai tarantini il diritto alla salute, il risanamento ambientale e una dimensione urbana vivibile, capace di valorizzare la storia della città. Ancora, è interesse di tutto il Paese dotare la Puglia di un porto più funzionale, capace, per dimensione ed efficienza, di competere con gli standard europei.

Modifiche al Codice Antimafia per punire la corruzione e far funzionare i beni confiscati

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Intervento in Conferenza Stampa durante la presentazione dei DDL di modifica del Codice Antimafia.

I disegni di legge di modifica al Codice Antimafia che presentiamo oggi è il frutto di un lavoro condiviso da tutta la Commissione Antimafia. È frutto dei diversi passaggi che abbiamo avuto in Commissione quest’anno, dei documenti che abbiamo esaminato e, in particolare, di quello inerente la riforma per i procedimenti che riguardano i beni confiscati, che ha già votato la Commissione Antimafia e, soprattutto, che hanno votato le due Camere all’unanimità.
Voglio sottolineare che presentiamo questo contributo e questi disegni di legge in un momento in cui sono molto attuali per due ragioni. Innanzitutto perché si interviene a dare risposte su un tema come quello dei beni confiscati, su cui l’esperienza ci ha raccontato che c’è bisogno di modificare la legge attuale, c’è bisogno di migliorare le procedure e c’è bisogno di investire di più sull’uso dei beni confiscati, soprattutto sul modo in cui si gestiscono le aziende confiscate per evitare di dare un messaggio sbagliato cioè che lo Stato non sia in grado di gestire le imprese che, invece, sotto la cupola mafiosa hanno funzionato.
Credo che questo sia importante, ce lo hanno chiesto in tanti in questi mesi e mi pare che in questi testi di modifica del Codice Antimafia ci sia una risposta con cui la Commissione contribuisce in modo utile al dibattito in corso.