Rafforzare il contrasto alle infiltrazioni criminali nel gioco d'azzardo

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C'è la necessità che, nel decreto attuativo della legge delega sugli aspetti legati al gioco d’azzardo, siano rafforzate tutte le misure di contrasto al riciclaggio del denaro e alle infiltrazioni della criminalità organizzata. In particolare, serve garantire la tracciabilità di tutti i soldi, attraverso un’attenta verifica sulla provenienza dei capitali investiti nelle case gioco e, soprattutto, nei giochi online.
Inoltre, oltre a garantire l’onorabilità delle persone che aprono società che commercializzano giochi e sale da gioco, serve utilizzare anche in questo settore uno strumento utile come si è rivelato essere quello della certificazione antimafia, al fine di rendere più difficile qualunque infiltrazione della criminalità organizzata.

Contrasto al gioco d'azzardo: a che punto le leggi nazionali

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Intervento alla Scuola delle Buone Pratiche di Fa la cosa giusta!
Per quanto riguarda il tema del gioco d’azzardo, a mio avviso, si parte da una Legge Delega positiva e apprezzata, che indicata in maniera chiara gli obiettivi che deve avere la legislazione nazionale su questo tema. È una Legge Delega che, però, risulta un po’ datata: è passato troppo tempo da quando abbiamo passato la Legge Delega ad oggi e, per questo, l’impegno di Governo per i prossimi giorni è quello di presentare un Decreto per andare ad attuare quella Legge Delega. Si tratta di un Decreto che si preannuncia corposo e il Sottosegretario Baretta ha fatto sapere che ci si potrà prendere anche un tempo lungo di discussione, quindi, non soltanto il tempo ordinario di un mese che deve trascorrere tra la presentazione del testo e i lavori in Commissione, ma due mesi che consentiranno un confronto ampio con tutti i soggetti che hanno voglia di esprimersi sul merito delle questioni affrontate.
La politica, quindi, si è attardata un po’ ma ormai siamo in dirittura di arrivo. All’interno del testo presentato dal Sottosegretario Baretta ci sono, infatti, molte norme che vanno incontro alle richieste presentate dalle associazioni contro il gioco d’azzardo e la campagna “Mettiamoci in gioco”.

Disposizioni per la diffusione di società che perseguono il duplice scopo di lucro e di beneficio comune

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Adesione al DDL 1882 "Disposizioni per la diffusione di società che perseguono il duplice scopo di lucro e di beneficio comune" (file PDF).

Relazione:

La presente legge si propone di promuovere la costituzione e favorire la diffusione nel nostro ordinamento di società a duplice finalità, ossia di società che nell'esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed ogni altro portatore di interesse. Tali finalità sono contenute nell'atto costitutivo o nello statuto della società, indicate nell'ambito delle attività dell'oggetto sociale, e sono perseguite dalla società attraverso una gestione responsabile, sostenibile, trasparente e mirata a bilanciare, da un lato, gli interessi dei soci e, dall'altro, l'effettivo perseguimento di effetti positivi, o la riduzione di effetti negativi, su uno o più dei suddetti ambiti.
In sostanza, superando l'approccio «classico» del fare impresa, le società con finalità di beneficio comune introducono un salto di qualità nel modo di intendere l'impresa, tale da poter parlare di vero e proprio cambio di paradigma economico ed imprenditoriale.

Norme in materia di procreazione medicalmente assistita

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Adesione al DDL riguardanti le Norme in materia di procreazione medicalmente assistita (A.S. 1630 - file PDF).

Relazione
Con sentenza del 9 aprile 2014, n. 162, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui stabilisce il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilità o infertilità assolute ed irreversibili. La medesima sentenza ha dichiarato, altresì, l'illegittimità costituzionale: dell'articolo 9, comma 1, della legge n. 40 del 2004, limitatamente alle parole «in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3»; dell'articolo 9, comma 3, limitatamente alle parole «in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3», nonché dell'articolo 12, comma 1, che punisce con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro chiunque, a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente. La sentenza è stata pronunciata all'esito dei giudizi di legittimità costituzionale promossi dal tribunale ordinario di Milano, dal tribunale ordinario di Firenze e dal tribunale di Catania che hanno sollevato questioni sui citati articoli della legge n. 40 del 2004, in riferimento agli articoli 2, 3, 29, 31 e 32 della Costituzione e che la Consulta ha giudicato fondate.