Giornata nazionale della memoria delle vittime innocenti delle mafie

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Adesione al Disegno di Legge volto all'Istituzione della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie" (DDL A.S. 1894 - file PDF)

Relazione:

Dal 1996, il 21 marzo di ogni anno, Libera - coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità - celebra la Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Come cita Libera, «il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace».
Il 21 marzo 2015 si è svolta a Bologna la XX Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. In questa occasione sono state ricordate le vittime di cui si conoscono i nomi e le storie (dal 1893) e le vittime di cui non si ha conoscenza.

Tutela del patrimonio naturale

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Adesione al DDL 1875 "Modifiche agli articoli 9 e 117 della Costituzione in materia di tutela del patrimonio naturale" (file PDF)

Relazione:
Il presente disegno di legge, già assegnato alla 1ª Commissione Affari Costituzionali nella passata legislatura, quando era stato presentato dal senatore Alberto Maritati, si colloca nel solco del più ampio processo di riforma, delineato dalla proposta di legge «revisione della Parte II della Costituzione» approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 1º marzo 2015 e ora all'esame del Senato, volto ad adeguare l'architettura istituzionale della nostra Repubblica rispetto alle mutate condizioni del contesto politico, economico e sociale.
La Costituzione italiana è stata scritta in un momento storico delicato, il Paese era appena uscito da un lungo periodo di dittatura e di guerra che avevano provocato grandi lacerazioni interne. Il riconoscimento dei valori fondanti della neonata Repubblica non poteva, allora, non risentire di quelle esperienze. I princìpi fondamentali enunciati nella prima parte della Costituzione sono ancora validi, ma ad essi oggi se ne affiancano altri, di cui, allora, non veniva percepita appieno l'importanza, ma che attualmente sono invece patrimonio comune e riconosciuto della nostra cultura. Essi sono meritevoli, quindi, di essere sanciti tra i princìpi fondamentali della nostra Costituzione.

Combattere la corruzione si può: da Governo e Parlamento si sono fatti molti passi avanti

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La corruzione è un male diffuso nel nostro Paese che rende più permeabili l'economia e la società alla criminalità organizzata e coinvolge politica, apparati pubblici, imprese e sottrae risorse ai cittadini, alle aziende sane, ai giovani, a chi fa innovazione. Combattere corruzione e mafie è una priorità su cui si gioca una buona parte del futuro dell'Italia. Capisco che faccia gioco a molti raccontare di istituzioni immobili, imbelli, incapaci di combattere, ma non è così: contro la corruzione, in questa legislatura, Governo e Parlamento hanno già fatto cose importanti e questa legge è un ulteriore passo avanti.
L'introduzione dei reati di voto di scambio e di autoriciclaggio l'istituzione dell'Autorità nazionale anticorruzione e il suo affidamento a Raffaele Cantone: questi sono fatti prodotti anche dal Parlamento, da rivendicare. Se non valorizziamo ciò che facciamo, ma scegliamo di lamentarci e basta, diffondiamo l'idea che in questo Paese la corruzione è una patologia incurabile e che siamo condannati a conviverci, ma non è così. Anche questa legge è un altro passo nella direzione giusta. Ne serviranno altri, come la riforma della legge sugli appalti e della prescrizione, ma con questa legge si risponde ai guasti creati dall'abolizione di fatto del falso in bilancio, reintroducendo il reato e anche la procedibilità d'ufficio, si interviene sulle pene per i corrotti, i corruttori, i concussi e i concussori, si incentiva chi denuncia con uno sconto di pena, si danno ulteriori poteri all'Autorità nazionale anticorruzione, si inaspriscono le pene previste dall'articolo 416 bis sull'associazione mafiosa per punire davvero i boss. E si dimostra ancora una volta che contro le mafie e contro la corruzione il Parlamento e le istituzioni sono uniti e determinati e questo è ciò che fa più paura alla criminalità organizzata.

Convegno sul decreto sul gioco d'azzardo

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Abbiamo chiesto al sottosegretario Baretta di confrontarsi - in un convegno che si è svolto il 16 marzo a Milano - con i vari soggetti che sono intervenuti sulla materia del gioco d'azzardo, per capire qual è l'orientamento del Governo e fare luce su alcune indiscrezioni che sono giunte e che non hanno conferme nella bozza di decreto.
Rendere più stringente la normativa delle sale giochi e arrivare a una riduzione delle macchine nei locali pubblici sono sicuramente due principi a cui fare riferimento.
Mi auguro che si arrivi a una legislazione chiara e non interpretabile sul gioco, che valga per tutto il territorio nazionale, garantisca la tutela dei minori e dei più deboli e riduca il numero di apparecchi da gioco con vincita in denaro, accessibili nei locali pubblici. Una normativa che, nell'autorizzare l'apertura delle sale, faccia comunque riferimento a una legislazione che garantisca l'antiriciclaggio, la tutela della legalità, lasciando alle questure e ai ministeri competenti il 'comando'. Serve, poi, una legge restrittiva rispetto alla pubblicità del gioco che tuteli minori e soggetti deboli. Probabilmente non è sufficiente proibire gli spot radio in determinati orari ma serve farlo anche durante le trasmissioni sportive e quelle per le famiglie.
Mi aspetto anche che si apra un confronto con i Comuni, che consenta di garantire un ruolo serio agli amministratori locali, dopo aver stabilito, però, regole uguali su tutta la Penisola.