La Buona Scuola

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Nella discussione di queste ultime settimane sulla riforma della scuola, purtroppo, si è perso di vista il merito di un testo, come quello approvato dal Senato - che è stato modificato rispetto a quello uscita in prima lettura dalla Camera dei Deputati - che ha in sé molte novità che miglioreranno la scuola italiana.
Il sistema formativo del nostro Paese ha bisogno di cambiamenti significativi per superare i suoi limiti che lo mettono in coda alle classifiche europee e questo è un problema che riguarda complessivamente l'Italia e non solo gli operatori, i genitori o gli studenti.
Una scuola migliore serve all'Italia, questo è il senso dell'impegno messo da Governo e maggioranza parlamentare per approvare il disegno di legge “La buona scuola”.
Come tutte le riforme vere, anche questa crea resistenze e preoccupazioni in chi vede messe in discussione abitudini e certezze, ma ciò non può giustificare gli atteggiamenti di chiusura che abbiamo registrato in queste settimane, nonostante la legge al Senato sia stata ulteriormente modificata ascoltando proprio le critiche che erano venute soprattutto dal mondo della scuola.
Come dimostra il contenuto del disegno di legge, la discussione tutta ideologica che definisce la riforma come “di destra” o “incostituzionale” o “liberticida” è insensata e, troppo spesso, rappresenta più una difesa corporativa che non guarda al valore complessivo del sistema formativo.

Nuove norme per appalti puliti e impedire altri scandali

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Intervento in Senato durante la discussione del disegno di legge: Delega al Governo per una nuova regolamentazione degli appalti (video)

Il testo che stiamo discutendo in Senato è molto importante: è stato proposto dal Governo, migliorato dalla Commissione Lavori Pubblici e contiene molte norme largamente condivise.
Il nuovo testo che regolamenta gli appalti è importante per tante ragioni: innanzitutto può dare maggiori certezze al mondo economico e alle imprese ma porta anche un grande apporto in termini di trasparenza riguardo alla necessità di affrontare davvero la questione della pulizia negli appalti.
Di fronte alle inchieste che continuano a dimostrare quanto siano diffuse la corruzione e l’illegalità nel nostro Paese, la politica e le istituzioni devono saper dare risposte ai cittadini e dimostrare di essere capaci di affrontare concretamente i guasti che tormentano la nostra vita pubblica.
Anche le ultime elezioni amministrative e regionali raccontano di una diffusa disaffezione nell’opinione pubblica e di un sentimento di delusione e sfiducia che sicuramente trova origine anche negli spettacoli indecenti che emergono troppo spesso dalle cronache.
Il nostro compito non è cercare di cavalcare le inchieste per ottenere qualche voto in più. Il compito di tutti in Parlamento deve essere quello di ridare credibilità alla politica e alle istituzioni, per questo è necessario approvare norme che prevengano e colpiscano i reati e che producano trasparenza e legalità.

La legge sull'omicidio stradale

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L'Aula del Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge che introduce nel codice penale i nuovi reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali che comprendono, rispettivamente, pene da 8 a 12 anni di carcere e pene da 2 a 4 anni.
Il provvedimento - che ora dovrà essere esaminato dalla Camera dei Deputati - nel corso di questo passaggio parlamentare è stato modificato in maniera radicale. In primo luogo sono state stralciate le norme che riguardavano i casi di omicidio e di lesioni personali nautiche.
Il relatore Giuseppe Cucca (Pd) ha in poi introdotto un comma riguardante le pene accessorie. Su quest'ultimo punto il dibattito è stato molto acceso, tra favorevoli e contrari al cosiddetto “ergastolo della patente” (il ritiro a vita della patente).
La soluzione trovata è stata la revoca della patente, che può arrivare fino a 30 anni nei casi più gravi.
Nel corso dell'esame dell'Aula è stata eliminata la parte, nella fattispecie sul reato di omicidio stradale, che puniva con una pena da 7 a 10 anni anche chi commetteva il reato - per colpa - passando con il rosso, circolando contromano o effettuando manovre di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi, o sorpassando un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.
Ecco i principali contenuti del provvedimento.

Il divieto di pubblicità per il gioco d'azzardo

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Adesione al DDL A.S. 2033 "Divieto della propaganda pubblicitaria per i giochi con vincite in denaro" (file PDF).

Relazione:
Il proliferare delle sale per il gioco d'azzardo e delle apparecchiature come slot machine e videolottery negli esercizi commerciali secondari ha comportato, insieme a un considerevole gettito per l'erario statale, esternalità negative quali la diffusione delle ludopatie, il degrado urbano delle aree in cui le sale gioco si concentrano in diverse città italiane e, cosa ancor più grave, un particolare interesse da parte della criminalità organizzata rispetto al business che ne deriva.
Le fasce di popolazione maggiormente a rischio di incorrere nella ludopatia (o gioco d'azzardo patologico) sono quelle socialmente ed economicamente più deboli. Disoccupati, pensionati, persone in difficoltà economiche che versano nell'incapacità di resistere all'impulso di giocare d'azzardo o fare scommesse, con tutti i risvolti negativi facilmente immaginabili sia da un punto di vista familiare che sociale.
Spesso il soggetto che ne è affetto, per continuare a dedicarsi al gioco d'azzardo e alle scommesse, trascura lo studio o il lavoro e può arrivare a commettere furti o frodi. La ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio.
Il DMS, la classificazione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, inserisce il gioco d'azzardo patologico o ludopatia tra i disturbi comportamentali analogamente alle tossicodipendenze, mentre la decima revisione della Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD-10) colloca il gioco d'azzardo patologico nel capitolo dei disturbi delle abitudini e degli impulsi.