Approvata la Legge Europea contenente norme che intervengono positivamente nella vita dei cittadini

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L'Aula del Senato ha approvato in via definitiva la Legge europea 2014 - di cui sono stato relatore sia in 14° Commissione (Politiche dell'Unione Europea) che in Aula - con 123 voti a favore, 43 contrari e 41 astenuti. E' una legge che adegua l'ordinamento nazionale a quello comunitario e che permetterà di chiudere procedure di infrazione. Il provvedimento, infatti, contiene disposizioni abrogative o modificative per porre rimedio ai casi di non corretto recepimento della normativa europea, che hanno dato luogo a procedure di pre-infrazione e di infrazione.
La Legge Europea 2014, ovviamente, non risolve i problemi dell'Europa in merito alle grandi questioni dell'integrazione, dello sviluppo, del futuro o dell'austerità ma è una legge importante perché aiuta a migliorare la nostra legislazione e interviene direttamente su questioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese di questo Paese.

Testo della Relazione svolta in Senato del DDL (1962) Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014:

Il disegno di legge all’esame dell’Assemblea reca la Legge Europea 2014, già approvata dalla Camera dei Deputati con alcune modificazioni rispetto al testo originario presentato dal Governo.

DDL per il riordino del settore dei giochi

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La proposta di legge del riordino del settore giochi depositata in Senato (testo scaricabile in PDF) si propone, nonostante la scadenza della delega fiscale, di dare comunque attuazione ai principi e ai criteri lì contenuti in materia di gioco. Con questo DDL, infatti, vogliamo sottolineare la necessità di coprire al più presto un vuoto legislativo in modo coerente coi principi contenuti nella delega fiscale.
La finalità della norma è prioritariamente quella di tutelare l'interesse generale, la sicurezza e la salute pubblica e la tutela delle fasce deboli. In particolare questo disegno di legge propone di intervenire per limitare e controllare la tutela delle persone più esposte alla presenza di macchine da gioco negli esercizi pubblici.
Cambia in senso restrittivo il regime autorizzativo delle sale giochi.
Vieta ogni forma di pubblicità.
Conferma la riserva statale e propone un modello organizzativo che definisce i regimi concessori e autorizzativi anche con l'obbiettivo di garantire l'uniformità delle regole su tutto il territorio nazionale. Insieme si afferma il principio di leale collaborazione tra le istituzioni consentendo, attraverso intese e accordi, alle Regioni e ai Comuni di intervenire nel processo autorizzativo e nella pianificazione della dislocazione locale di sale da gioco e di punti vendita in cui si esercita come attività principale l'offerta di scommesse su eventi sportivi e non, e in materia di installazione degli apparecchi idonei per il gioco lecito.

Decreto Giochi: i principi contenuti nella delega sono ancora validi e si riparte da lì

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Intervista pubblicata da PressGiochi.

“Serve un riordino complessivo dei giochi; non si può intervenire con ‘operazioni spot’ sia per quanto riguarda la tassazione, la pubblicità e la tutela della salute. Credo che i principi contenuti nella delega siano ancora validi e da lì si riparte, per questo presentiamo una proposta di legge al Senato coerente con la delega, che si avvantaggia del lavoro fatto dal sottosegretario Baretta per preparare il decreto”.
Franco Mirabelli, senatore del Pd e firmatario del progetto di legge presentato al Senato descrive a Pressgiochi.it gli interventi riproposti nel progetto per il riordino del settore del gaming.
“La ragione per cui il decreto giochi non è approdato in Consiglio dei Ministri forse è riconducibile al fatto che sono arrivati a scadenza sette decreti contemporaneamente; questo ha contribuito a dedicare poco tempo alla possibilità di presentare il decreto sui giochi, che è stato frutto di un lungo lavoro e rappresenta un buona sintesi sia delle istanze provenienti dalle ragioni e dei comuni sia delle sollecitazioni venute da una parte del mondo cattolico, soprattutto per quanto riguarda la pubblicità e la tutela dei minori.
Nel testo ci sono tutti gli articoli fondamentali del decreto giochi – continua Mirabelli – e si interviene su tutte le parti perché continuiamo a pensare che i giochi debbano essere una riserva statale e come tale vada normata attraverso una legge di riordino complessivo del settore, che proveremo a fare attraverso questa pdl.

La riforma del Codice Antimafia

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All’inizio di questa legislatura è stato evidente sia al Governo che al Parlamento che vi era la necessità di intervenire sulla legislazione antimafia, soprattutto per quanto riguarda le misure di prevenzione (quindi, sequestro, confisca e gestione dei beni confiscati). Molte, infatti, sono state le disfunzioni che abbiamo riscontrato e molti sono i fatti che ci hanno spinto a sottolineare la necessità di modificare sia le procedure ma anche il ruolo dell’Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Da una prima verifica, infatti, emerge che l’Agenzia, pur essendo stata istituita di recente, deve essere cambiata su molti aspetti.
Con la normativa vigente, siamo di fronte ad una difficoltà reale di garantire uno dei punti fondamentali della cosiddetta “Legge La Torre-Rognoni” (Legge 13-9-1982, n. 646) e cioè che i beni confiscati diventino patrimonio della collettività.
In particolar modo, per ciò che concerne le aziende, la normativa attuale non garantisce di intervenire su di esse in tempi utili per salvaguardare l’occupazione e garantire a molte delle imprese confiscate di proseguire la loro attività o, comunque, per i lavoratori, di ritrovare una collocazione nel caso in cui l’azienda venisse messa in liquidazione. Questa questione è fondamentale perché è evidente che si dà un segnale molto negativo nel momento in cui, soprattutto nel Meridione, il messaggio che passa è che le aziende funzionano quando sono in mano alla mafia mentre chiudono quando subentrano lo Stato e le Istituzioni.