Basta fagocitare la rabbia della gente contro chi si occupa della cosa pubblica

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La vicenda delle impiegate della Regione Umbria uccise è un tragico insegnamento rispetto al fatto che forse bisogna smetterla di fagocitare la rabbia contro chiunque si occupi della cosa pubblica. Anche in queste settimane abbiamo sentito additare come nemici oltre ai politici anche i dipendenti pubblici, mentre molti di loro svolgono il proprio lavoro con scrupolo e con spirito di servizio.
Occorre fare più attenzione per non creare il cortocircuito tra la grave situazione del Paese, la pubblica amministrazione che funziona peggio di come dovrebbe e l’accanimento contro i dipendenti pubblici e contro chiunque rappresenti il settore pubblico perché continuare ad indicare alle persone una generica responsabilità e un generico capro espiatorio poi - quando si ha a che fare con soggetti che, anche a causa della sofferenza, sono ridotti in stati psichici problematici - può dare luogo a episodi drammatici come questo. Quando ci sono rabbia e disperazione bisognare stare attenti a come le si affrontano e ai toni che si usano. In questo senso, è bene riflettere anche sui toni utilizzati dal linguaggio della politica.
 

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