Al lavoro per il futuro. Il PD e l’impegno per il Paese

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Intervento all'incontro "Al lavoro per il futuro. Il PD e l’impegno per il Paese" con Franco Mirabelli, Beppe Sala e Dario Franceschini (video).

Per introdurre il tema dell’incontro "Al lavoro per il futuro. Il PD e l’impegno per il Paese", vorrei dare alcune suggestioni.
La prima suggestione riguarda proprio la scelta del titolo dell’incontro organizzato da Associazione Democratici per Milano che implica il cominciare a lavorare, al di là della pur necessaria analisi della sconfitta elettorale e della giusta attenzione a come dobbiamo metterci in campo per fare l’opposizione al nuovo Governo e all’analisi della pericolosità dello stesso.
Il tema, dunque, è il PD: come ricostruiamo o rifondiamo il partito? Sicuramente, bisogna prendere atto del fatto che si è interrotto un rapporto tra gran parte del Paese e il centrosinistra; in particolare, si è rotto il rapporto con una parte importante di cittadini che la sinistra aveva sempre rappresentato. Occorre, quindi, iniziare a ragionare sul cosa dobbiamo fare e il come dobbiamo ricostruire e quali sono i fondamenti da cui ripartire.
Il ciclo di incontri che ha messo in campo Associazione Democratici per Milano nei lunedì estivi ha indicato alcune cose. In uno degli incontri abbiamo incontrato le forze sociali, le Acli, le Cooperative, la CGIL ed è chiaro che serve riaprire un’interlocuzione con chi può dare un contributo a ricostruire un campo che vorrei definire “democratico” ed “europeista”, utile a dare una risposta a questa destra.
Su questa strada va anche la proposta che ha approvato l’Assemblea Nazionale del PD, cioè avviare un percorso congressuale con un’iniziativa in programma ad ottobre che si terrà proprio a Milano e che sarà incentrata sull’ascoltare e ragionare con le rappresentanze sociali, il mondo della ricerca e chi vuole dare un contributo a ricostruire il nostro campo.
La seconda iniziativa organizzata dall’Associazione Democratici per Milano è stata incentrata sul partito: quale partito abbiamo bisogno di mettere in campo per ricostruire il rapporto con i territori, in particolare con quelli dove c’è maggior disagio e dove, evidentemente, qualcosa non ha funzionato in questi anni e c’è stato un problema di proposta politica?
Adesso cerchiamo di capire quali sono le coordinate che dobbiamo cominciare a costruire per mettere in campo un centrosinistra che ci consenta di ritornare in sintonia con quella parte di cittadini.

Un’altra suggestione riguarda il fatto che in questi mesi si è parlato spesso di “modello Milano” e di come si può valorizzare un’esperienza come quella del Governo milanese, sia dal punto di vista della capacità del centrosinistra e della Giunta milanese di stare in sintonia con una parte importante della città - come testimoniano anche i risultati elettorali - sia dal fatto che Milano è sempre di più una locomotiva rispetto a molti settori del Paese.
Dobbiamo, dunque, riflettere sul “modello Milano” in questo senso e non schiaccerei il ragionamento in termini di “quali alleanze”.
Il Segretario Martina, nel suo intervento in Assemblea Nazionale, ha posto l’accento sulla questione dell’ascolto e della responsabilità e a Milano, in questi anni, si è impostata una capacità di ascolto maggiore, di responsabilità e di accompagnamento di processi positivi che la società è riuscita a esprimere anche da parte della politica. Penso, quindi, che il “modello Milano” sia un po’ anche questo e da qui abbiamo bisogno di imparare a pensare a una politica che si senta meno autosufficiente e più capace di farsi interprete dei rapporti con la società e che la società esprime oltre che con i problemi e con la capacità di ascoltare.

Articolo di Repubblica con la sintesi dell'evento»


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