I risultati, il futuro. Mille giorni e oltre di riforme per l’Italia

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Intervento svolto all'incontro "I risultati, il futuro. Mille giorni e oltre di riforme per l’Italia".

Il Partito Democratico è al Governo ormai dal 4 anni; siamo stati protagonisti di un’importante stagione di riforme e abbiamo bisogno di raccontare le molte cose fatte.
In questi anni abbiamo lavorato per fare il bene del Paese.
Siamo già in grado di dire che consegneremo al prossimo Governo – e auspichiamo di essere ancora noi a guidarlo – un Paese sicuramente migliore di quello che abbiamo trovato nel 2013, quando la legislatura è iniziata.
I dati che stanno uscendo in questi giorni mostrano chiaramente che i processi di riforma che abbiamo messo in campo stanno producendo risultati concreti per il Paese. Il Prodotto Interno Lordo finalmente è in linea con il resto dei Paesi europei, la disoccupazione che cala, la produzione industriale ha ripreso in modo significativo, siamo ritornati ad avere lo stesso numero di posti di lavoro del 2008, quindi, prima della crisi. Oggi, quindi, c’è un Paese che può guardare con un po’ più di speranza e fiducia al futuro, sapendo che non tutti i problemi sono stati risolti.
È importante che raccontiamo le cose che abbiamo fatto in questi anni di Governo e che ne siamo anche un po’ orgogliosi.
I nostri avversari stanno riuscendo a far prevalere una narrazione secondo cui l’Italia sta vivendo un declino inarrestabile. Salvini o il Movimento Cinque Stelle raccontano di un Paese senza speranza, in cui aumenta la disoccupazione e le aziende chiudono e tutta una serie di dati che non esistono.
La narrazione di un Paese disperato tende, però, a prevalere e nascondendo tutti i dati positivi reali che ci sono. Questo tipo di narrazione non solo non fa bene a noi che abbiamo governato e non possiamo accettare l’idea di essere rappresentati come quelli che hanno portato l’Italia al declino, perché non è vero, ma non fa bene neanche all’Italia stessa perché è evidente che abbiamo bisogno di un Paese che recuperi fiducia in se stesso e nel futuro per poter crescere e poter dire agli italiani – che sono tra i più grandi risparmiatori d’Europa – che possono tranquillamente investire sul futuro della nostra economia.
C’è poi un’altra narrazione che diffondono i nostri avversari, che è quella di dire che abbiamo fatto scelte “di destra” e una politica in continuità con il passato. Questa è un’altra cosa non vera.
Sulla questione della continuità, in particolare, occorre far notare che siamo passati da finanziarie che non mettevano nulla in favore dello sviluppo e delle riforme ma neanche dell’aiuto e dell’assistenza ai più deboli a finanziarie molto più significative.
Si sono poi messe in campo una serie di norme utili al Paese, che hanno prodotto risultati.
La scelta degli 80 euro di cui si è discusso a lungo, ad esempio, è stata quella di ridurre il cuneo fiscale e di abbassare il costo del lavoro per le aziende, lasciando più soldi nelle tasche dei lavoratori, dopo che per anni se ne è parlato senza mai averlo fatto. Sicuramente quel provvedimento aveva molti limiti, uno di questi è il fatto che restano escluse le fasce più deboli come gli incapienti, ma non può essere letto in continuità con il passato perché è stata la prima volta che si è scelto di abbassare le tasse sul lavoro per lasciare più soldi nelle tasche dei lavoratori.
Non è stato un intervento in continuità neanche quello relativo ai bonus ambientali.
L’Italia ha già raggiunto i parametri previsti dal Trattato Europa 2020 sulla riduzione delle emissioni e sulla green economy perché abbiamo preso una serie di provvedimenti che hanno attivato cicli positivi e hanno dato lavoro.
Altre svolte importanti sono state la riforma della Pubblica Amministrazione, la riforma degli ammortizzatori sociali.
A mio avviso si tratta di scelte di sinistra, come - ad esempio – è di sinistra ciò che è stato fatto sui diritti civili.
La Legge sulle Unioni Civili, in particolare, è stata fatta con una maggioranza in cui c’è una parte che ha un pensiero molto distante da noi su questo tema ma il risultato è stato ottenuto.
Abbiamo fatto una legge sul fine-vita.
Abbiamo fatto una serie di leggi per aiutare le persone nella loro vita, cosa che raramente si sono fatte in passato e dobbiamo rivendicarle con maggiore forza.
C’è anche chi sostiene che i risultati che arrivano sono esclusivamente frutto di una congiuntura favorevole ma non è così. Se oggi abbiamo un maggior numero di posti di lavoro è perché abbiamo aiutato le imprese a crearli ma non con interventi a pioggia, come si faceva in passato, ma puntando su quelle che assumono o che investono nell’innovazione.
Abbiamo fatto, quindi, scelte non scontate e importanti che dobbiamo rivendicare.
Abbiamo fatto molto e ne parliamo troppo poco anche su un terreno come quello della legalità.
I nostri competitor si riempiono la bocca della parola “onestà” ma il PD, in questa legislatura, ha fatto cose importanti sul fronte della legalità e M5S non ne ha votata neanche una, così come non le ha votate Salvini che fa “l’uomo d’ordine”.
Abbiamo introdotto le modifiche al reato di voto di scambio in modo da punire anche il voto in cambio di favori e non più solo il voto in cambio di denaro.
Abbiamo fatto la Legge Anticorruzione dando all’Autorità Nazionale Anti-Corruzione, presieduta da Raffaele Cantone molti più poteri in modo che potesse intervenire preventivamente sugli appalti.
Abbiamo aggiornato il Codice degli Appalti per mettere in sicurezza gli appalti pubblici.
Recentemente abbiamo approvato una legge che riforma completamente il Codice Antimafia, raccogliendo tutti i problemi e tutte le osservazioni su ciò che non aveva funzionato nella gestione dei beni confiscati in questi anni e costruendo - insieme alle associazioni, alla magistratura e a chi in questi anni si è trovato di fronte alla necessità di gestire i beni confiscati alle mafie - una legge ritenuta da tutti molto positiva.
Anche sul tema della legalità, quindi, il PD ha fatto molto (con il voto contrario o al massimo l’astensione di M5S).
Dobbiamo, quindi, essere orgogliosi di ciò che abbiamo fatto ed essere meno disponibili ad accettare una narrazione che parla di “Governi che hanno portato l’Italia al declino” o di “Governi del malaffare” in cui la legalità è stata sacrificata ad altre cose perché non è vero.
Dobbiamo ribellarci alla lettura negativa che si dà di questi anni di Governo.
Ci sono altre cose da fare, come dare sostegno all’occupazione giovanile e implementare le risorse per il reddito di inclusione al fine di poter aiutare ancora più persone, e lo faremo nella prossima Legge di Bilancio.
In merito alla questione del contrasto alla povertà, vorrei far notare che per anni abbiamo avuto decine di prime pagine dei quotidiani in cui si continuava a spiegare che il numero dei poveri in Italia continuava ad aumentare. Il giorno in cui abbiamo votato la legge per istituire il reddito di inclusione e contrastare la povertà, mettendo subito risorse a disposizione di 800mila famiglie per aiutarle ad uscire da questa situazioni, non c’è stato alcun giornale che lo abbia messo in prima pagina, a parte Avvenire.
Dobbiamo, quindi, cominciare noi a fare questo lavoro e spiegare, a chi ci racconta che questo Paese è stato consegnato al declino, che racconta una bugia.
Questo è un Paese che consegneremo a chi governerà dopo – e speriamo di essere ancora noi – molto migliore di come lo abbiamo trovato.


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