Sul reddito di cittadinanza i conti non tornano

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È evidente che c’è bisogno di un sostegno al reddito per affrontare il tema delle persone più povere. C’era però già il reddito di inclusione che funziona e, invece di costruire un nuovo sistema farraginoso e burocratico che ci metterà comunque molto tempo a entrare in moto, era sufficiente mettere maggiori risorse sul reddito di inclusione e allargarne la platea. Continuo poi a non capire come si crea occupazione per tutti in un Paese in recessione e in difficoltà e in cui si è fatta la scelta di non investire sull’economia, dove si creano i posti di lavoro. Inoltre è da chiarire a quante famiglie andranno i soldi perché i conti non tornano: i 780 euro annunciati non escono mai.
Video dell’intervento» 

Un bel l’esempio di integrazione

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Questa mattina l’associazione Villa Amantea ha annunciato che don Gino Rigoldi ne è diventato presidente onorario. Così si da più forza a un progetto che da anni da assistenza agli ultimi e che gestisce 2 sprar per minori a Trezzano e Buccinasco.
Un bel l’esempio di integrazione che mette le persone e la loro vita davanti a tutto.
Grazie ai Francesca, Patrizia e Federica, grazie ai ragazzi che col loro sorriso dimostrano che ne vale la pena. Ai sindaci che li sostengono.

M5S sostiene che chi è nato fuori dall’Italia non è un cittadino come gli altri

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Intervento a SkyTg24.

Sul reddito di cittadinanza abbiamo visto circolare molte ipotesi poi smontate, per cui aspettiamo di vedere il decreto prima di fare una valutazione.
Oggi sono state presentate ipotesi molto complicate e non si capisce perché dato che c’è già il reddito di inclusione e sarebbe sufficiente aumentarne le risorse e ampliare la platea dei beneficiari per risolvere il problema del sostegno al reddito per molti poveri.
Con la legge di bilancio, i soldi per finanziare il reddito di cittadinanza si sono ridotti in maniera molto significativa.
Per far fronte al taglio di risorse, oggi scopriamo improvvisamente dalle dichiarazioni di Di Maio, l’idea di escludere dalla platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza tutti coloro che non sono italiani, anche se sono residenti in Italia da tanto tempo e rientrano pure nelle statistiche che indicano il numero dei poveri pari a 5 milioni. M5S fa, quindi, una scelta chiara: chi è nato fuori dall’Italia non è un cittadino come gli altri, anche se lavora o ha famiglia qui e non merita le stesse cose.

La discriminazione di Lodi

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Intervento in tv a 7Gold.

La vicenda di Lodi è emblematica. Io credo che qualunque cittadino, italiano o straniero, se può pagare la mensa del figlio e non lo fa, è giusto che venga perseguito. Ma qui si tratta di una vicenda che i magistrati ritengono discriminatoria perché ai cittadini stranieri viene chiesto di compiere un atto in più, che non è semplice.
Agli italiani si chiede di fare un’autocertificazione per gli adempimenti, che poi certamente potrà essere verificata, mentre agli stranieri si dice che non possono autocertificare nulla ma devono tonare nei propri Paesi d’origine per recuperare documenti che, nel caso di zone di guerra o di Paesi molto poveri, probabilmente non esistono neanche più. Questo è un modo per escludere alcune famiglie dall’utilizzo di alcuni servizi. Questo è il tema della discussione.
Tutti devono rispettare i doveri e la legalità ma non possiamo dire che gli stranieri che arrivano in Italia devono avere maggiori doveri rispetto agli altri cittadini perché altrimenti si crea davvero un atteggiamento discriminatorio.