Il decreto sicurezza è il manifesto della Lega

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Intervento in Conferenza Stampa sul Decreto Sicurezza (video).

Consideriamo il “decreto sicurezza” una legge manifesto, che non dà più sicurezza ai cittadini perché non ci sono norme per questo, anzi, rischia di peggiorare la situazione perché aumenta i margini per la clandestinità e le irregolarità.
Voglio dire con chiarezza che è il manifesto di una parte di questa maggioranza e credo che da lì derivino molte delle difficoltà che oggi sta incontrando il decreto e anche il Governo.
Questo è il manifesto della Lega, sono sufficienti pochi esempi a dimostrarlo e per mostrare cosa deve ingoiare più o meno volentieri M5S e quale incoerenza ha il Movimento 5 Stelle nel sostenere questo decreto rispetto al passato.
Faccio tre esempi: nella scorsa legislatura il PD è stato messo alla gogna sullo Ius Soli, oggi M5S vota un decreto che dice che i giovani nati in Italia, che hanno vissuto e studiato in Italia, per avere la cittadinanza italiana, quando compiranno i 18 anni dovranno aspettare altri 4 anni e non più 2 come era fino ad ora. Questo credo che sia un dato significativo.

Il decreto sicurezza è propaganda che non garantisce più sicurezza ai cittadini

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Intervento in Senato in qualità di relatore di minoranza del "decreto sicurezza" (video).

Illustro la relazione di minoranza presentata dal Gruppo Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali partendo da una considerazione.
Abbiamo fatto una lunga discussione su questo decreto.
L'abbiamo approfondito avvalendoci anche di un nutrito numero di competenze che abbiamo audito in Commissione. Nel testo finale che arriva oggi in Aula, però, di quei contributi non troviamo nulla, così come troviamo pochissimo dei contributi dati dai Gruppi Parlamentari nella discussione in Commissione.
Abbiamo ascoltato competenze che ci hanno fatto rilievi puntuali sulla costituzionalità di alcune norme, sulla inopportunità di altre e registriamo che nulla di tutto ciò è stato raccolto in questo testo.
D'altra parte, non poteva che essere così perché questo decreto è, in realtà, un manifesto politico e non una legge. Non è il tentativo di introdurre in un decreto norme che garantiscano più sicurezza ai cittadini perché non ci sono norme di questo tipo: non ci sono soldi per la videosorveglianza e per le Forze dell'ordine; non ci sono strumenti per rendere più rapidi i respingimenti. Non c'è nulla di tutto ciò.

Positiva l'approvazione dell'emendamento per garantire risorse ai Comuni per i beni confiscati alle mafie

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Voglio sottolineare il valore del mio emendamento al "Decreto Sicurezza" - approvato in Commissione Affari Costituzionali del Senato (video) - che cambia l’impostazione sulla vicenda dei beni confiscati e della loro gestione.
In apertura della discussione su questo tema avevamo detto che ci preoccupava il fatto che si creasse una separazione tra la confisca dei beni e la loro messa a disposizione della società, che era uno dei fondamenti della legge di Pio Latorre. L’idea di forzare sulla privatizzazione (cioè la vendita ai privati dei beni confiscati), infatti, rischiava e rischia tutt’ora di andare in questa direzione. Se, però, destiniamo una parte di fondi ai Comuni che comunque avranno la possibilità di utilizzare quei beni per uno o due anni, diamo loro ciò che fino ad ora è mancato, cioè le risorse.
Per questo penso che facciamo una cosa utile che permetterà l’utilizzo di molti più beni confiscati da parte dei Comuni. Inoltre, come da tempo Anci e Comuni sollecitavano, si consente di non lasciare soli i Comuni nell’utilizzo dei beni confiscati, garantendo loro la possibilità di avere le risorse. La creazione di un fondo appositamente dedicato a questo e la scelta di implementarlo con il 10% di ciò che viene recuperato vendendo i beni confiscati credo che sia un fatto comunque positivo, pur all’interno di un ragionamento che complessivamente non ci vede d’accordo.

Le legge per la legittima difesa è una resa dello Stato

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Intervento in Senato durante la discussione della legge sulla legittima difesa (video).

Riflettendo sul provvedimento in esame, mi chiedevo se, di fronte alla legittima e motivata domanda di sicurezza che viene dai cittadini, serva davvero questo disegno di legge, se davvero serva enfatizzare il tema della legittima difesa. È davvero questo che dobbiamo fare per dare più sicurezza ai cittadini?
Colleghi, stiamo enfatizzando una questione in una fase storica in cui da anni diminuiscono le rapine e gli omicidi, dando la priorità ad un tema che non è sicuramente né prioritario, né centrale, se vogliamo davvero portare avanti la lotta all'illegalità.
Ho sentito che si raccontano casi - sicuramente veri - di persone che sono venute a trovarsi in condizioni difficili, che si sono difese, che hanno subito dei disagi, che si sono sentite lasciate sole dallo Stato nel momento in cui hanno esercitato la legittima difesa. Tutto giusto, tutto vero, ma il problema è che stiamo parlando di sette processi nel 2015 per abuso di legittima difesa e di quattro processi nel 2016 per legittima difesa: stiamo parlando di questo e dobbiamo sapere di che cosa parliamo. Parliamo di questo, non di un fenomeno di massa.
Dopodiché, come diceva anche un collega poco fa, penso che le persone che subiscono delle ingiustizie non vadano lasciate sole, che è giusto anche pensare a legiferare per garantire che nessuno subisca dei torti.