Il Governo agisca sull'inquinamento da contaminazione da PFAS in Veneto

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La relazione dei Noe parla chiaro: l’inquinamento da Pfas in Veneto era conosciuto da tempo, ma per oltre 10 anni l’informazione è stata tenuta nei cassetti. Quello che emerge è pazzescamente grave.
Il più drammatico inquinamento delle acque della storia italiana (quattro province coinvolte, 350 mila persone interessate) poteva essere reso pubblico e affrontato tredici anni fa. Nel 2006. Invece non se ne fece nulla. Dagli atti emerge che nel 2011 "la Provincia di Vicenza avrebbe potuto condividere un documento conclusivo dell’indagine condotta dal Progetto Giada e richiedere espressamente all’Agenzia Arpav una verifica approfondita dello stabilimento Miteni". Perché non se ne è fatto nulla?.
La Provincia di Vicenza, a guida leghista, sembra che già nel 2006 sapesse che qualcosa veniva taciuto sull’inquinamento e sulle cave. Ora, se venisse confermato, questo silenzio si trasformerebbe in una gravissima responsabilità. Questo enorme inquinamento diventato un’emergenza sanitaria è andato a toccare per anni e anni migliaia di persone direttamente (attraverso l’acqua potabile) e indirettamente attraverso i vegetali e gli animali abbeverati con le acque di falda e superficiali della zona. I riflessi sulla salute non hanno fatto sconti nemmeno ai bambini. Un’intera popolazione segnata. La situazione delle falde continua ad aggravarsi. Il sospetto è che se si va a cercare si potrebbero trovare altre sostanze pericolose usate dalle molte aziende del territorio. Anche queste sostanze, che Miteni non ha mai prodotto, sono state rilasciate in ambiente in migliaia di tonnellate per decenni.
Il Governo deve trovare la forza di stabilire dei limiti, in supplenza ai ritardi che l’Europa ha su questo argomento.
Per questo il Gruppo PD ha presentato una mozione a cui ho aderito.