Mozione sulle legge europea per il copyright

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Adesione ad una mozione del gruppo PD riguardante l'applicazione della legge europea per il copyright.

Testo della Mozione:

Atto n. 1-00138 - Pubblicato il 5 giugno 2019, nella seduta n. 118

Il Senato,

premesso che:

in data 26 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato a maggioranza, con 348 voti favorevoli, la direttiva 2016/0280 (COD), direttiva sul copyright, con l'obiettivo di armonizzare il quadro comunitario del diritto d'autore nell'ambito delle tecnologie digitali e in particolar modo di internet;

successivamente, in data 15 aprile 2019 il Consiglio dell'Unione europea ha confermato quanto approvato dal Parlamento europeo, dando il via libera alla direttiva sul copyright, con il voto favorevole di 19 Stati membri, inclusi Francia, Germania e Spagna, mentre l'Italia ha votato contro il provvedimento insieme alla Finlandia, al Lussemburgo, ai Paesi Bassi, alla Polonia e alla Svezia;

con la pubblicazione della direttiva citata nella Gazzetta ufficiale della UE in data 17 maggio 2019, gli Stati membri sono tenuti entro 24 mesi a recepire e dare attuazione alla nuova normativa nelle legislazioni nazionali;

considerato che:

la direttiva sul copyright approvata in sede europea è stata concepita per apportare vantaggi tangibili ai cittadini, a tutti i settori creativi, alla stampa, ai ricercatori, agli educatori e agli istituti di tutela del patrimonio culturale. Essa tutela la libertà di espressione e prevede solide garanzie a favore degli utenti, precisando che ovunque in Europa è esplicitamente consentito l'uso di opere esistenti a fini di citazione, critica, rassegna, caricatura e parodia. Al contempo, garantisce il giusto equilibrio tra gli interessi di tutti i soggetti coinvolti, introduce obblighi proporzionati a carico delle piattaforme on line e rafforza la posizione degli autori nell'ambito delle negoziazioni con le grandi piattaforme, che traggono ampi benefici dai loro contenuti;

i vantaggi attesi dall'entrata in vigore delle disposizioni contenute nella direttiva sul copyright riguarderanno, in particolare, gli scrittori, i giornalisti, i cantanti, i musicisti e gli attori, per i quali sarà più semplice negoziare accordi più vantaggiosi con i loro produttori o editori. Le nuove norme consentiranno inoltre alle organizzazioni di ricerca, alle università, alle scuole, alle biblioteche e ai musei di utilizzare una maggiore quantità di contenuti on line; inoltre, a partire dal 1° aprile 2018, i cittadini europei che acquistano o si abbonano a film, trasmissioni sportive, musica, e-book e giochi nel proprio Stato membro d'origine potranno accedere a questi contenuti anche quando sono in viaggio o soggiornano temporaneamente in un altro Paese della UE;

rilevato che:

la direttiva prevede, fra le altre misure, che le piattaforme on line: a) non potranno chiedere il pagamento agli utenti per usufruire dei contenuti pubblicati in rete; b) qualora detti contenuti comportassero degli introiti, le piattaforme dovranno riconoscere un pagamento al reale proprietario del contenuto che ha reso possibile l'incasso, imponendo per tale via ai giganti del web l'obbligo di condividere i loro ricavi con artisti, giornalisti, interpreti, sceneggiatori, editori di notizie, dando loro la possibilità di ottenere accordi di licenza equi e ricavare una remunerazione più giusta delle loro opere sfruttate in forma digitale, con la riserva, nel caso dei giornalisti, in automatico agli editori il diritto di negoziare accordi per loro conto sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie. Gli artisti, poi, potranno "esigere" dalle piattaforme una remunerazione supplementare da chi sfrutta le loro opere quando il compenso corrisposto originariamente è considerato "sproporzionatamente" basso rispetto ai benefici che ne derivano; c) sono direttamente responsabili dei contenuti caricati sui loro siti, compresi gli aggregatori di notizie;

in particolare, l'articolo 15 della direttiva riconosce un giusto compenso a editori e giornalisti per l'utilizzo da parte dei motori di ricerca delle loro notizie e la sottoscrizione di una licenza da parte delle piattaforme come "Youtube" per caricare contenuti audio e video, mentre l'articolo 17 della direttiva dà alle piattaforme, come "Facebook" e "Youtube", la responsabilità del controllo sui contenuti pubblicati prevedendo una verifica preventiva attraverso filtri automatici;

tra le altre novità previste dalla direttiva si segnalano: a) l'esclusione delle piccole e micro piattaforme, delle piattaforme di nuova costituzione (start up), dei blog e degli account personali dal campo di applicazione della direttiva; b) la condivisione libera dei link, mentre gli snippet (foto e parziale contenuto di articoli o altro materiale normalmente protetto da copyright) resteranno coperti da copyright, con l'obbligo per le piattaforme di pagare i diritti agli editori per il loro uso senza caricare, ovviamente, il pagamento sull'utente finale; c) l'eliminazione di filtri preventivi sui contenuti e una cooperazione tra piattaforme e detentori dei diritti d'autore "concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright", con l'obbligo per le piattaforme di prevedere meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un'ingiusta eliminazione di un contenuto o un'ingiusta pubblicazione di un contenuto; d) l'esclusione dall'obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright per il caricamento di contenuti su enciclopedie on line che non hanno fini commerciali come "Wikipedia" o su piattaforme per la condivisione di software open source, come "GitHub";

considerato che:

fino all'adozione di tale direttiva le aziende on line si sono mostrate poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti. Le loro piattaforme infatti non erano ritenute responsabili dei contenuti caricati dai loro utenti e, pertanto, l'unico obbligo imposto all'azienda on line era la rimozione, solo su richiesta del titolare, dei contenuti pubblicati in violazione alle norme sui diritti d'autore. Tale richiesta di rimozione, tuttavia, è stata attivata soltanto in rari casi in ragione del fatto che gli oneri a carico del richiedente risultavano ben superiori ai ricavi attesi;

l'approvazione di questa direttiva rappresenta una grande vittoria per l'Europa che sostiene la cultura e la creatività contro l'oligopolio dei giganti del web. Essa tende a trovare un equilibrio tra la tutela della diversità culturale e informativa, la costituzione europea e la sostenibilità economica delle imprese che investono nella produzione dei contenuti. Un'informazione di qualità richiede investimenti sulle risorse umane e il lavoro intellettuale e creativo va riconosciuto, a difesa della libertà e della democrazia;

le preoccupazioni sollevate da alcuni settori dell'opinione pubblica intorno a un provvedimento descritto come "liberticida" risultano del tutto infondate, in quanto la direttiva esclude la tutela d'autore in essa prevista per gli articoli d'attualità con testo molto breve e consente la disponibilità e la condivisione in rete di citazioni, critiche, parodie, recensioni, meme e gif. Il campo di applicazione della direttiva, inoltre, è esplicitamente escluso per le enciclopedie on line che non hanno carattere commerciale, per le piattaforme software open source e per i contenuti utilizzati per l'insegnamento e la ricerca scientifica;

l'Italia è uno dei principali produttori mondiali di contenuti culturali e creativi ed essi sono un'eccellenza da salvaguardare e tutelare con cura, anche attraverso un rapido recepimento della direttiva sul copyright,

impegna il Governo ad adottare, con urgenza, tutte le misure necessarie e indifferibili per dare concreta ed efficace attuazione alla direttiva UE sul copyright (direttiva 2016/0280 (COD)), difendendo per tale via il patrimonio di conoscenza generato dai nostri artisti e giornalisti, senza compromettere la libera circolazione delle idee, che è caposaldo democratico della rete fin dalla sua nascita.


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