Interrogazione sulla vicenda dello Stadio della Roma

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Sulla vicenda dello stadio della Roma, ho presentato un'interrogazione urgente insieme alla senatrice Monica Cirinnà, per chiedere al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede “quali siano le sue valutazioni sui gravissimi fatti riportati oggi dalla stampa e quali iniziative urgenti intenda adottare per contrastare questo deleterio ‘metodo’ corruttivo”.
“Oggi molti quotidiani – abbiamo scritto nell’interrogazione – riportano la notizia dell’arresto con l’accusa di associazione finalizzata alla corruzione di Luca Parnasi, proprietario dei terreni su cui dovrebbe essere edificato il nuovo stadio della Roma e della società ‘Eurnova’, incaricata dalla As Roma di predisporre i progetti di fattibilità e i progetti esecutivi del nuovo stadio. Un ruolo chiave in questa vicenda sarebbe stato ricoperto da Luca Lanzalone, avvocato e neo presidente della municipalizzata Acea, nonché consulente ‘di fatto’ della giunta Raggi nella gestione del dossier sullo stadio della Roma, il quale, secondo quanto riportato dalla stampa, in cambio di consulenze ‘mascherate’ pagate ben 100 mila euro, una casa e uno studio a Roma avrebbe stretto con Parnasi un ‘sodalizio criminale’ per perseguire interessi privati grazie, come riportato dal giudice per le indagini preliminari, Maria Paola Tomaselli in un’ordinanza, ‘agli ampi poteri e dell’ampia fiducia di cui Lanzalone gode in Campidoglio’. L’indagine avrebbe consentito di individuare un sistema riconducibile a Luca Parnasi, che ha fatto del metodo corruttivo verso esponenti istituzionali un significativo asset d’impresa’.

Sul Bonus Cultura non si comincia con un passo indietro

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“Abbiamo letto con stupore le prime dichiarazioni del ministro della Cultura Alberto Bonisoli, che sembrerebbe voler cancellare @18app. Chiediamo al ministro di venirne a discutere in commissione Cultura al Senato, non appena verrà costituita. Servono i dati definitivi per una valutazione seria, visto che a noi risulta che nel 2017, anno in cui sono stati stanziati 290 milioni, è stato un successo sia per i ragazzi e le ragazze che hanno potuto facilmente comprare libri e musica indispensabili per la loro cultura, sia per tutti gli operatori dei settori interessati. Il ministro ha detto di voler aumentare le risorse per la cultura, non può iniziare con il tagliarle, e proprio per i giovani. Non si comincia con un passo indietro.
Per questo abbiamo anche depositato un'interrogazione a firma di Malpezzi, Marcucci, Mirabelli, Valente, Iori, Rampi, Verducci, Alfieri, Astorre, Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Cerno, Cirinna', Collina, Comincini, Cucca, D'alfonso, D'arienzo, Faraone, Fedeli, Ferrari, Ferrazzi, Garavini, Giacobbe, Ginetti, Grimani, Magorno, Manca, Margiotta, Parrini, Pinotti, Pittella, Renzi, Richetti, Rojc, Sbrollini, Stefano, Sudano, Vattuone.

Dove sono finiti i soldi della Lega sequestrati dal tribunale?

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“Dove sono finiti i 48 milioni di euro sequestrati alla Lega dal tribunale di Genova? Ed ancora il partito di Salvini ha investito illegalmente milioni di euro in violazione delle leggi che regolano la materia?”. Se lo chiede il gruppo Pd del Senato che ha depositato un’interrogazione urgente, a firma dei senatori Dario Parrini, Stefano Collina, Eugenio Comincini, Alan Ferrari, Nadia Ginetti, Ernesto Magorno, Simona Malpezzi, Franco Mirabelli, Tommaso Nannicini, Gianni Pittella.
I parlamentari dem partono dalla ricostruzione pubblicata dal settimanale ‘L’Espresso’ nei giorni scorsi sui “48 milioni sequestrati dal tribunale di Genova, ne sono stati trovati solo due. L’aggiramento del sequestro sarebbe avvenuto mediante la costituzione di un’associazione senza scopo di lucro, la Onlus “Più Voci”, creata nell’autunno del 2015. Questa associazione sarebbe stata usata dalla Lega per ricevere finanziamenti da destinare a società controllate dalla stessa Lega, evitando così il deposito dei soldi sui conti correnti intestati al partito”.
“Tra i donatori della onlus – si legge nell’interrogazione dem a prima firma Dario Parrini – risulterebbe anche importanti imprenditori. Secondo la ricostruzione dell’Espresso, la Lega ha agito in palese violazione del divieto, per i partiti e per i movimenti politici di investire la propria liquidità derivante dalla disponibilità di risorse pubbliche in strumenti finanziari diversi dai titoli emessi da Stati membri dell’Unione europea”.
I parlamentari del Pd “chiedono quindi al ministro della Giustizia di appurare i fatti, compresi i possibili illeciti e il danno erariale”.

Interrogazione sugli atti vandalici all’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano

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Oggi, alla Camera dei Deputati e al Senato con gli altri parlamentari milanesi abbiamo presentato questa interrogazione a risposta scritta riguardante gli atti vandalici all’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano:

Al Ministro dell’Interno,

premesso che,

da notizie a mezzo Internet e stampa si è appreso che la mattina del 2 aprile i rappresentanti dell'Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano hanno trovato la loro sede di via degli Anemoni 6, nella periferia Ovest di Milano, letteralmente devastata, con porte divelte, la finestra rotta, armadi danneggiati, documenti buttati all’aria, e con danni pari a migliaia di euro;

ciò che desta preoccupazione è che secondo quanto dichiarato dal Consiglio direttivo dell’Istituto, poche sembrerebbero le cose e i documenti sottratti, mentre evidenti appaiono i danni economici arrecati ad un istituto la cui attività si fonda sul solo impegno dei volontari;