Interrogazione sulle assunzioni nei Comuni

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Adesione ad un'interrogazione del gruppo PD sulle assunzioni nei Comuni.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-01187 - Pubblicato il 16 ottobre 2019, nella seduta n. 156

Al Ministro per la pubblica amministrazione.

Premesso che:

l'art. 33 del decreto-legge n. 34 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, il cosiddetto decreto crescita, ha introdotto nuove regole in materia di assunzioni nei Comuni, con la finalità di accrescere le facoltà assunzionali degli enti che presentino un rapporto virtuoso fra spese complessive per il personale ed entrate riferite ai primi tre titoli del rendiconto;

considerato che:


i Comuni, sulla base di quanto stabilito dal decreto, dovrebbero poter procedere ad assunzioni a tempo indeterminato nel limite di una spesa complessiva per il personale (al lordo degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione) non superiore ad un determinato valore soglia. Dette assunzioni dovrebbero avvenire in coerenza con piani triennali di fabbisogno di personale e nel rispetto dell'equilibrio di bilancio asseverato dall'organo di revisione;

il valore soglia, che costituisce il limite di spesa per le assunzioni di personale, è definito dal decreto come percentuale "differenziata per fascia demografica" delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto dell'anno precedente, al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità;

tenuto conto che:

le fasce demografiche, i relativi valori soglia (prossimi al valore medio per fascia demografica) e le relative percentuali massime annuali di incremento del personale in servizio sono stabiliti con decreto del Ministro della pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri dell'economia e dell'interno, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città;

il decreto crescita rimette quindi l'effettiva applicazione della norma ad un decreto del Ministro della pubblica amministrazione, che avrebbe dovuto essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto crescita;

considerato che recentemente, interrogata sulla stessa questione alla Camera dei deputati, il Ministro della pubblica amministrazione ha affermato che l'elaborazione dei provvedimenti dei decreti attuativi è attualmente in fase avanzata. Ha inoltre manifestato l'intenzione di riprendere in mano le fila del dialogo, sia istituzionale che con i rappresentanti degli enti locali, proprio per rispondere a queste esigenze;

tenuto conto che:

l'articolo 77 della Costituzione assegna al Governo il potere di adottare in casi straordinari di necessità e di urgenza, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, da sottoporre poi alle Camere per la conversione in legge. L'immediata vigenza delle norme contenute nei decreti legge è quindi strumentale alla necessità di provvedere senza indugio a risolvere questioni come quella relativa all'impossibilità di assumere personale da parte dei Comuni;

è quindi paradossale che la piena ed immediata effettività di tali norme di cui è stata giustamente affermata l'urgenza in sede di adozione, sia di fatto sospesa e ritardata dalla mancata emanazione dei decreti attuativi che avrebbero dovuto, invece, essere pronti già nel mese di luglio scorso, si chiede di sapere:

in quale data verranno emanati i decreti attuativi mancanti che dovrebbero rendere effettive le previsioni del decreto crescita, dando finalmente certezze ai Comuni su come e quando potranno esercitare le proprie facoltà assunzionali;

quali iniziative il Governo abbia adottato per accelerare l'iter al fine di attuare la norma, di cui al citato articolo 33 del decreto-legge n. 34 del 2019, considerata l'importanza che la norma riveste per le regioni ed i comuni virtuosi in cronica situazione di sottorganico.

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