La vicenda Whirlpool

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Adesione ad una interrogazione del gruppo del Pd sulla vicenda Whirlpool.
L’interrogazione, dopo aver ricordato le tappe che hanno portato all’attuale situazione chiede di sapere “quali siano le iniziative concrete ed urgenti che il Governo ed in particolare il Ministro del lavoro e dello sviluppo economico intendano mettere in atto al più presto per salvaguardare da un lato uno stabilimento fondamentale per il tessuto produttivo di Napoli e dell’intero Mezzogiorno e dall’altro gli oltre 400 posti di lavoro messi in pericolo dalla chiusura decisa dalla proprietà; se e attraverso quali iniziative e quali strumenti di confronto, nei mesi successivi alla firma dell’accordo con Whirlpool, il Ministro per lo sviluppo economico ha monitorato l’andamento del piano di investimenti previsto, sul quale le sigle sindacali avevano richiamato la sua attenzione; come ha intenzione di comportarsi il Ministro interrogato di fronte alla proposta di un potenziale investitore per il sito di Napoli che a quanto sembra la proprietà di Whirlpool ha già iniziato ad individuare”.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00879 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 4 giugno 2019, nella seduta n. 117

Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali.

Premesso che:

nella giornata di venerdì 31 maggio 2019, l'azienda multinazionale Whirlpool, durante un incontro con alcune organizzazioni sindacali, convocato per un aggiornamento del piano industriale 2019-2021, ha reso nota la propria volontà di procedere alla riconversione del suo sito produttivo di Napoli e alla cessione del ramo d'azienda ad una società terza;

lo stabilimento industriale napoletano è specializzato nella produzione di lavatrici ad alta tecnologia e conta attualmente la presenza di 420 operai, il cui futuro lavorativo è ora messo seriamente a rischio, senza alcun preavviso, insieme a quello di molti lavoratori dipendenti delle aziende campane dell'indotto; questa decisione della proprietà è arrivata, in maniera unilaterale, dopo che il 25 ottobre 2018 Whirlpool aveva annunciato un piano industriale di 250 milioni di euro di investimenti da distribuire tra il 2019 e il 2021, alcuni dei quali da realizzare nello stabilimento di Napoli, ottenendo così, nell'accordo firmato dal Governo italiano presso il Ministero dello sviluppo economico, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che avevano lo scopo di supportare proprio il piano di investimenti;

a quanto è dato sapere, l'annuncio della cessione del sito è stato dato senza che né il Ministero dello sviluppo economico, con cui Whirlpool aveva firmato l'intesa nello scorso mese di ottobre, né il Governo tutto fossero informati o coinvolti in alcun modo;

considerato che:

dal mese di aprile sono giunte al Governo, da parte delle organizzazioni sindacali, richieste congiunte di confronto, rimaste del tutto inascoltate, affinché fosse riaperta l'interlocuzione con la proprietà della società multinazionale presso il Ministero competente in modo da seguire da vicino l'andamento e l'applicazione del piano di rilancio degli stabilimenti Whirlpool;

nel 2015 lo stesso gruppo multinazionale prima aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di Carinaro (Caserta), e poi, grazie ad una lunga e non semplice trattativa condotta dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dello sviluppo economico pro tempore, decise di recuperare lo stabilimento campano convertendolo in piattaforma logistica a servizio di tutto il gruppo,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di salvaguardare uno stabilimento fondamentale per il tessuto produttivo di Napoli e dell'intero Mezzogiorno e gli oltre 400 posti di lavoro messi in pericolo dalla chiusura dello stabilimento;

se e mediante quali iniziative e quali strumenti di confronto, nei mesi successivi alla firma dell'accordo con Whirlpool, abbia monitorato l'andamento del piano di investimenti annunciato;

quali iniziative intenda assumere affinché l'accordo siglato con Whirlpool venga rispettato nei termini indicati nell'ottobre 2018, compresi quelli che riguardano il sito produttivo di Napoli.

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