Perché Salvini ha fatto sequestrare il telefono ad una ragazza e ne ha fatto cancellare il video registrato

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Adesione ad un'interrogazione del gruppo PD in merito alla vicenda del telefonino sequestrato ad una ragazza che a margine di un comizio aveva chiesto l'autorizzazione per registrare un video insieme al Ministro Salvini.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00820 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

secondo quanto riportato da diversi organi di informazione, il 6 maggio 2019, il Ministro dell'interno, Salvini, in occasione di una visita a Salerno, è stato avvicinato da una ragazza che gli ha chiesto di poter registrare, con il suo telefono, un video che li riprendesse insieme;

una volta accanto a lui, la ragazza ha ricordato al Ministro dell'interno quanto dallo stesso affermato in passato sui meridionali definiti "terroni di...";

a quel punto, da quanto si può ascoltare nel video diffuso on line, il Ministro ha ordinato di cancellare la registrazione, si sente pronunciare la parola "Digos" e qualcuno, presumibilmente appartenente alle forze dell'ordine, avrebbe preso il telefono della ragazza;

a seguito delle proteste della ragazza che chiedeva la restituzione del telefono strappatole di mano, affermando con forza di non aver fatto nulla di male, ma solo di aver riportato quanto affermato in passato dal Ministro, un agente, come risulta dal video poi postato dalla stessa ragazza su "Facebook", dopo averle chiesto quale fosse il contenuto del suddetto video ed aver parlato con qualcuno "della scorta", le avrebbe restituito il telefono;

premesso che, a giudizio degli interroganti:

la ragazza non ha commesso alcun atto nei confronti del Ministro tale da giustificare una simile reazione, al limite dell'intimidazione, da parte del Ministro e delle forze dell'ordine;

la ragazza non ha insultato, né avuto atteggiamenti aggressivi nei confronti del Ministro, che, fino al momento in cui sono state pronunciate le parole che lo hanno infastidito, sorrideva davanti al telefono; le uniche situazioni giuridiche che possano giustificare limitazioni alla libertà di manifestazione del pensiero, con l'eccezione del limite del buon costume, previsto espressamente dall'articolo 21 della Costituzione, riguardano i cosiddetti diritti della personalità, quali il diritto alla riservatezza, all'onorabilità e alla reputazione, e gli interessi concernenti la sicurezza dello Stato;

da quanto riportato nel video e dagli organi di informazione, in questo caso non sembrano sussistere gli estremi di alcuna fattispecie di reato, tantomeno di alcuno dei delitti contro la personalità interna dello Stato previsti dal codice penale, né ragioni di sicurezza pubblica che potessero giustificare l'ordine di sequestrare il telefono;

infatti, anche qualora la polizia giudiziaria possa chiedere la consegna di un telefono per ragioni di sicurezza pubblica, occorre comunque che sussistano ragioni di urgenza, come la raccolta di elementi probatori, che giustifichino la richiesta perentoria;

atteso che i suddetti fatti sono lesivi della libertà personale tutelata dall'articolo 13 della Costituzione che ne sancisce l'inviolabilità,

si chiede di sapere a quale titolo il Ministro in indirizzo abbia ordinato alle forze dell'ordine la cancellazione del video e il sequestro del telefono.  

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