Il rilancio delle attività industriali della Regione Puglia

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Adesione ad un'interrogazione del gruppo PD sul rilancio delle attività industriali della Regione Puglia, della salvaguardia dei livelli occupazionali, del sostegno dei programmi di investimento e dello sviluppo imprenditoriale delle aree colpite da crisi industriale e di settore.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00787 (in Commissione) - Pubblicato il 17 aprile 2019, nella seduta n. 109

Ai Ministri dello sviluppo economico e per la coesione territoriale e il Mezzogiorno.

Premesso che:

con circolare ministeriale del 25 gennaio 2019, il Ministero dello sviluppo economico ha attivato la misura anti crisi in attuazione dell'accordo di programma sottoscritto il 4 gennaio 2018 tra Ministero dello sviluppo economico, Regione Puglia e Invitalia con obiettivo il rilancio del settore tessile, abbigliamento e calzature (Tac), informando i Comuni Pit 9, destinatari delle risorse, sulla tempistica delle domande per accedere agli aiuti da presentare ad Invitalia dalle ore 12 del 29 marzo e sino alle ore 12 del 28 maggio 2019;

la circolare citata seguiva di circa un anno il via libera, datato 7 febbraio 2018, da parte della Corte dei conti allo sblocco delle risorse attivato dal Ministero dello sviluppo economico nella XVII Legislatura, avviato con un tavolo istituzionale di confronto con la delegazione istituzionale della Regione Puglia il 25 luglio 2017, presieduto dalla prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo nel suo ruolo di viceministro dello sviluppo economico;

l'obiettivo del tavolo era riattivare le risorse disponibili e mai utilizzate finalizzate al rilancio delle aree industriali di Brindisi e del Salento e definire le modalità di utilizzo delle risorse finanziare addizionali da destinare alla Puglia;

la dotazione complessiva delle risorse, definita dal Ministero, ammontava a circa 55 milioni di euro, di cui 43 milioni derivanti da precedenti stanziamenti rinvenienti dalla legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria per il 2005) e del decreto-legge n. 35 del 2005, recante "Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80 del 2005, 12 milioni rinvenienti da risorse nazionali e comunitarie per le aree industriali di crisi non complessa e circa 800 milioni di quota parte da imputare, come da norma, al cofinanziamento regionale;

rilevato che, a quanto risulta agli interroganti:

successivamente alla pubblicazione della circolare ministeriale del 25 gennaio 2019 sul territorio salentino, e specificamente per voce delle imprese dell'area Pit 9, sono emerse difficoltà relative all'attivazione delle domande di aiuto;

in particolar modo, in riferimento al dettato del decreto-legge n. 120 del 1989, recante "Misure di sostegno e di reindustrializzazione in attuazione del piano di risanamento della siderurgia", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 181 del 1989, e ai tetti di investimento ivi indicati, che contemplano una oscillazione da un minimo di un milione e 500 mila euro a un massimo di 3 milioni di euro;

considerato che:

i settori cui le risorse sono destinate, e che rappresentano un pezzo importante del made in Italy prodotto nel Mezzogiorno d'Italia, hanno vissuto una crisi fortissima, e nonostante ciò sono stati capaci di mettere in piedi una strategia di riposizionamento: imprese che non si sono arrese e che, se ben supportate, potranno dare un impulso fortissimo alla ripresa economica, anche finalizzate alla conquista di nuovi mercati;

le modalità di attuazione della legge n. 181 del 1989 sono già state oggetto di recente interrogazione al Ministro dello sviluppo economico (3-00754), da parte degli interroganti, relativamente allo stato di avanzamento dei programmi previsti nelle aree di crisi complessa e non complessa, con l'indicazione di almeno tre vulnus: procedure troppo complesse tali da scoraggiarne la fruizione, tempi troppo lunghi delle istruttorie da parte di Invitalia, soglia minima inefficace soprattutto in alcune aree del Paese;

nell'accordo di programma sottoscritto il 4 gennaio 2018 si indicavano anche ulteriori modalità di utilizzo delle risorse a disposizione delle imprese: tramite le normative regionali previste per la stipula di contratti di programma, di programmi integrati di agevolazione (PIA) per piccole e medie imprese, o mediante il regolamento della Regione Puglia n. 17/2014 sugli "Aiuti agli investimenti iniziali alle micro, piccole e medie imprese",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle difficoltà esposte e se non ritengano necessaria la convocazione di un tavolo istituzionale con la Regione Puglia e le rappresentanze delle parti imprenditoriali e sociali volto ad intraprendere un percorso utile ad evitare una nulla o scarsa partecipazione al bando con il conseguente disimpegno delle risorse così faticosamente recuperate;

in che modo intendano intervenire, considerate le difficoltà rilevate dalle imprese nell'accedere agli aiuti previsti dalla legge n. 181 del 1989, per rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la piena fruizione dello strumento e dunque un effettivo rilancio delle attività industriali, della salvaguardia dei livelli occupazionali, del sostegno dei programmi di investimento e dello sviluppo imprenditoriale delle aree colpite da crisi industriale e di settore.

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