La vicenda di Nasrin Sotoudeh

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Adesione ad un'interrogazione del Gruppo PD sulla vicenda di Nasrin Sotoudeh.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00690 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 19 marzo 2019, nella seduta n. 99

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Premesso che:

il 12 marzo 2019, gli organi di stampa hanno dato ampio risalto alla notizia della condanna a 38 anni di carcere e a 148 frustate, in Iran, di Nasrin Sotoudeh, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani;

Nasrin Sotoudeh è stata arrestata nella sua abitazione il 13 giugno 2018. All'inizio di questa settimana è stata informata dall'ufficio per l'esecuzione delle pene di Evin, la prigione di Teheran dov'è attualmente detenuta, di essere stata giudicata colpevole di sette reati e condannata, pertanto, a 33 anni e 148 frustate;

in particolare, come riferito dall'Irna, l'agenzia di stampa della Repubblica iraniana, Sotoudeh è accusata di propaganda contro lo Stato, interruzione dell'ordine pubblico, commissione di un atto peccaminoso essendo apparsa in pubblico senza hijab e avendo incitato le donne a togliersi il velo, nonché incitamento alla corruzione e alla prostituzione e ad azioni immorali;

la condanna è determinata dall'applicazione dell'articolo 134 del codice penale iraniano che autorizza a emettere una sentenza più alta di quella massima prevista nei casi in cui l'imputato abbia più di tre imputazioni a carico. Nel caso di Nasrin Sotoudeh, il giudice Mohammad Moghiseh ha applicato il massimo della pena per ognuno dei sette capi d'accusa, 29 anni in tutto, aggiungendovi altri quattro anni e portando così la condanna a 33 anni;

Nasrin Sotoudeh, legata da una lunga militanza in difesa dei diritti umani con la premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, è anche vincitrice del premio Sakharov del Parlamento europeo nel 2012;

Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e sull'Africa del Nord di Amnesty International, ha duramente stigmatizzato la notizia della condanna, in particolare ha sottolineato come: "I governi che hanno influenza sull'Iran dovrebbero chiedere il rilascio di Nasrin Sotoudeh. La comunità internazionale, in particolare l'Unione europea, dovrebbe prendere pubblicamente una posizione forte contro questa vergognosa condanna e intervenire urgentemente per assicurare il rilascio immediato e incondizionato della detenuta";

considerato che:

dal combinato disposto di cui agli articoli 2, 3, 10 e 11 della Costituzione discende la necessità che la politica estera del Paese sia ispirata ad esigenze di protezione dei diritti umani e orientata a promuoverne il rispetto nei Paesi con i quali sussistano relazioni diplomatiche e rapporti di cooperazione;

analoghi principi ispirano l'azione esterna dell'Unione europea;

le ragioni della condanna dell'avvocato Sotoudeh e le concrete caratteristiche delle pene irrogate appaiono in netto contrasto con il rispetto della dignità umana e con il divieto di trattamenti inumani e degradanti, desumibili dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

si chiede di sapere:

quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, anche attivandosi presso l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea e i Ministri degli esteri degli altri Stati membri dell'Unione, per far fronte alla drammatica condizione dell'avvocato Sotoudeh;

se non ritenga, altresì, doveroso e urgente intraprendere le necessarie azioni per sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale in relazione alla situazione della protezione dei diritti umani in Iran, anche promuovendo, in sede europea, opportuni strumenti di condizionalità delle azioni di cooperazione attualmente in essere all'effettivo rispetto dei diritti umani, della democrazia e del pluralismo politico. 

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