Controlli penali e sulla patente per gli autisti, anche dopo l'assunzione

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Colmare una lacuna nell'ordinamento, che prevede per le aziende di autotrasporto pubblico il controllo delle pendenze penali e sulla patente degli autisti dipendenti solo al momento dell'assunzione e non lungo tutto il corso del rapporto di lavoro. E' quanto chiedo con un'interrogazione al Governo, all'indomani della sfiorata strage dei bambini di Crema su uno scuolabus ad opera del cittadino italiano di origini senegalesi Ousseynou Sy.
L'interrogazione, rivolta al ministro dell'Interno Salvini e dei Trasporti Toninelli, è stata sottoscritta anche dai senatori dem Alfieri, Comincini e Malpezzi.
Per poter guidare uno scuolabus sono ovviamente necessari alcuni requisiti: l'età minima di 21 anni, il possesso della patente di categoria D, accompagnata dalla Carta di qualificazione del conducente (CQC) che abilita all'autotrasporto professionale di persone. Deve essere inoltre verificata l'idoneità fisica e psicoattitudinale allo svolgimento del pubblico servizio di trasporto, e il personale deve essere sottoposto a visite mediche, cliniche e piscologiche per l'intera vita lavorativa.
La società Autoguidovie ha dichiarato di non essere a conoscenza né dell'esistenza della condanna a carico di Ousseynou Sy ad un anno, con sospensione della pena, per abusi sessuali ai danni di un minore, né della sospensione della sua patente per guida in stato di ebbrezza.
A norma di legge, infatti, la società ha domandato il certificato penale al momento dell'assunzione nel 2004, ma non ha effettuato verifiche successive sul casellario giudiziario, che non erano richieste, né ha saputo dalla Motorizzazione civile della sospensione della patente.
Ci troviamo dunque di fronte ad un vuoto legislativo che nel caso specifico poteva avere conseguenze drammatiche.


Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00729 - Pubblicato il 21 marzo 2019, nella seduta n. 101

MIRABELLI , ALFIERI , COMINCINI , MALPEZZI

Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

il 20 marzo 2019 è stata evitata per un soffio una terribile tragedia, grazie alla prontezza di alcuni bambini e al tempestivo intervento delle forze dell'ordine, quando l'autista di uno scuolabus ha minacciato di uccidere i 51 alunni che stava trasportando, dando alle fiamme il mezzo;

l'uomo, Ousseynou Sy, cittadino italiano di origine senegalese, autista della società di trasporto pubblico locale Autoguidovie, è stato arrestato con l'accusa di sequestro e strage con l'aggravante del terrorismo; il tentativo sventato dall'operazione dei Carabinieri era stato accompagnato da minacce deliranti di vendetta per le morti di migranti nel Mediterraneo;

alle prime verifiche effettuate è stato scoperto, senza che la società Autoguidovie ne fosse a conoscenza, che all'uomo arrestato era stata sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza ed era stata comminata la condanna ad un anno, con sospensione della pena, per abusi sessuali ai danni di un minore;

considerato che:

per poter guidare uno scuolabus sono ovviamente necessari alcuni requisiti: l'età minima di 21 anni, il possesso della patente di categoria D, che abilita alla guida di mezzi pesanti, accompagnata dalla carta di qualificazione del conducente (CQC) per il trasporto di persone, che abilita all'autotrasporto professionale di persone. Deve essere, inoltre, verificata l'idoneità fisica e psicoattitudinale allo svolgimento del pubblico servizio di trasporto, e il personale deve essere sottoposto a visite mediche, cliniche e psicologiche per l'intera vita lavorativa, tese ad accertare il mantenimento dei requisiti richiesti;

la società Autoguidovie ha dichiarato di non essere a conoscenza, né dell'esistenza della condanna a carico dell'uomo, né della sospensione della sua patente. A norma di legge, ha domandato il certificato penale al momento dell'assunzione nel 2004, quando è subentrata al precedente gestore del servizio, ma non ha effettuato verifiche successive sul casellario giudiziario, che non erano richieste per legge. Allo stesso modo, non è venuto a conoscenza della sospensione della patente, né dall'uomo, com'è ovvio, né dalla Motorizzazione civile, che non era tenuta a comunicarlo;

in conseguenza di questi avvenimenti, quindi, è stata messa in piena luce una grave lacuna dell'ordinamento, che solo fortuitamente, e grazie alla rapidità di azione e alla competenza delle forze dell'ordine, non ha avuto le conseguenze drammatiche che poteva avere,

si chiede di sapere quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di colmare la lacuna legislativa risultante nella mancanza di norme adeguate che obblighino le imprese di autotrasporto a verificare che gli autisti alle proprie dipendenze abbiano e mantengano, per tutta la durata del loro impiego, tutti i requisiti necessari allo svolgimento delle delicate mansioni loro affidate.


Intervista a Radio Radio»



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