Ripristinare i fondi per il Museo nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah

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Adesione ad un'interrogazione per chiedere il ripristino dei fondi per il Museo nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah.

Testo dell'Interrogazione:

Atto n. 3-00655 (con carattere d'urgenza) Pubblicato il 5 marzo 2019, nella seduta n. 96

Al Ministro per i beni e le attività culturali.

Premesso che:

il Museo nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah (MEIS) è stato istituito con la legge del n. 91 del 2003, poi emendata dalla legge n. 296 del 2006, "quale testimonianza delle vicende che hanno caratterizzato la bimillenaria presenza ebraica in Italia";
un tale riconoscimento legislativo era finalizzato a valorizzare il contributo che le tradizioni civili e culturali ebraiche hanno portato alla storia e al tessuto del Paese, sia pure nell'alternanza di periodi di convivenza e interazione feconda e altri di persecuzioni e di chiusura nei ghetti, fino a culminare nella tragedia della Shoah;

il MEIS è soprattutto un luogo di incontro e di scambio, un progetto di valore internazionale apprezzato in Italia e all'estero, un laboratorio di idee e di riflessioni aperto a tutti, che stimola il dibattito sull'ebraismo e sul valore del dialogo tra culture, con il sostegno trasversale peraltro di tutti gli schieramenti politici;

considerato inoltre che, secondo quanto risulta agli interroganti:

risulta da fonti di stampa un taglio, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, di 25 milioni di euro destinati all'ampliamento del museo, per ragioni riconducibili a responsabilità degli uffici dello stesso Ministero;

in particolare, si lamenta la responsabilità del segretariato regionale del Ministero nell'accumularsi di un ritardo temporale nell'impegno dei fondi, tale da mettere a repentaglio il quarto lotto destinato al completamento dei lavori;

atteso infine che:

appare del tutto inopportuno lasciare interrotta la realizzazione di un'opera frutto di un notevole investimento economico e ideale; fatto che in sé recherebbe grave pregiudizio alla città di Ferrara, ma anche al nostro Paese in generale, che ha assolutamente bisogno di un sistema museale all'altezza della comunità scientifica e dell'opinione pubblica europea, per la quale notoriamente il profilo architettonico di un museo è elemento essenziale della sua identità, riconoscibilità ed anche capacità di attrazione;

considerare la cultura come una voce di spesa da tagliare e non un asset strategico per lo sviluppo territoriale denoterebbe mancanza di visione e di intelligenza politica dei processi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover intervenire sollecitamente perché i fondi appena cancellati, a causa di colpa grave imputabile unicamente agli uffici dello stesso Ministero, vengano ripristinati al più presto consentendo il completamento dell'opera.

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