Gli effetti per l'Italia dei dazi americani

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Adesione ad un'interrogazione riguardante gli effetti per l'Italia dei dazi commerciali americani.

Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00202 - Pubblicato il 12 settembre 2018, nella seduta n. 35
A firma di Marcucci, Malpezzi, Mirabelli, Valente, Pittella, Bellanova, Fedeli, Ginetti, Ferrari, Richetti, Rossomando 

Testo dell'interrogazione:

Al Ministro per gli affari europei.

Premesso che:

il sistema economico italiano e, più in generale, quello europeo si trovano ad affrontare problematiche commerciali mai vissute in passato a seguito dell'attivazione di politiche protezionistiche da parte dell'amministrazione Trump nei confronti di taluni prodotti europei destinati al mercato degli Stati Uniti d'America;

i dazi commerciali USA, a partire da quelli sulle importazioni di acciaio e di alluminio, a cui hanno fatto seguito dazi all'importazione da parte dell'Unione europea su prodotti simbolo dell'export USA, preoccupano profondamente il mondo delle imprese italiane ed europee, che si trovano ad operare in un nuovo e più rischioso scenario commerciale internazionale;

l'8 marzo 2018, gli Stati Uniti hanno adottato un aumento delle tariffe doganali sulle importazioni di determinati prodotti di acciaio e di alluminio, con effetto a decorrere dal 23 marzo 2018; il 22 marzo, la data di entrata in vigore del provvedimento, è stata prorogata al 1° maggio e, successivamente, al 1° giugno 2018, con durata illimitata;

l'Unione europea ha risposto a tale iniziativa con l'adozione di due regolamenti comunitari (regolamenti (UE) 2018/724 del 16 maggio 2018, e 2018/886 del 20 giugno 2018) per imporre dazi supplementari in due fasi: nella prima fase, si applicano dazi supplementari ad valorem del 10 per cento e del 25 per cento;

nella seconda fase, si applicano altri dazi ad valorem del 10 per cento, 25 per cento, 35 per cento e 50 per cento a decorrere dal 1° giugno 2021;

su tali vicende sono in corso incontri e negoziati fra UE e USA finalizzati a superare, per la prima volta dopo molti anni, le difficoltà commerciali tra parti da sempre alleate anche nel campo commerciale. Allo stato attuale, nonostante alcune dichiarazioni distensive del mese di luglio, non sembrano ancora raggiunti risultati soddisfacenti;

considerato che:

i dati sull'export italiano sono migliorati sensibilmente nel corso degli ultimi 4 anni, tanto che il 2017 si è chiuso con un saldo positivo di oltre 42 miliardi di euro. Gli ultimi dati Istat confermano un buon andamento dell'export nei primi mesi dell'anno in corso;

gli Stati Uniti d'America rappresentano il principale Paese importatore di prodotti made in Italy e il mancato superamento delle misure protezionistiche rischia di produrre effetti negativi sull'export italiano;

la produzione industriale del nostro Paese ha registrato a luglio un calo dell'1,8 per cento su mese e dell'1,3 per cento su anno, risultando per la prima volta in calo da giugno 2016 e ampiamente sotto le attese. L'eventuale mancato superamento delle politiche protezionistiche USA nei confronti di taluni prodotti del nostro Paese rischia di aggravare la situazione in essere,

si chiede di sapere:

quali iniziative siano state adottate dal Governo italiano in sede UE sulle vicende di cui in premessa e a che punto siano le trattative tra UE e USA al fine di superare l'aumento delle tariffe doganali USA sulle importazioni di determinati prodotti provenienti dai Paesi europei;

quali iniziative siano state adottate, a seguito dell'incontro informale tra Trump e Juncker del mese di luglio 2018, per rendere effettivo l'incremento degli acquisti dagli USA di prodotti provenienti dai Paesi europei, con particolare riguardo a quelli dell'agricoltura e dell'energia.

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