Il Governo spieghi chi ha dato gli ordini alla nave Asso28

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"Il Governo risponda su quanto accaduto con la nave italiana Asso 28, rientrata nel porto di Tripoli dopo aver partecipato al soccorso in mare di alcuni migranti. Tripoli è un 'porto non sicuro' e quindi non si possono sbarcare lì migranti che possono avere diritto alla protezione internazionale". E' quanto chiede un'interrogazione dei senatori dem Laura Garavini, Franco Mirabelli e Alan Ferrari, al ministro delle Infrastrutture e trasporti Toninelli. "Il Ministro dica chiaramente - si chiede nell'interrogazione - chi ha dato indicazione di rivolgersi alla Libia invece che a un altro 'porto sicuro' del Mediterraneo. Esiste il fondato sospetto che siano state violate le norme di ordinaria solidarietà e siano stati favoriti i persecutori dei migranti nei Paesi di provenienza. Gli unici che fanno realmente affari sulla pelle di chi fugge da guerre e carestie".

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00147 - Pubblicato il 2 agosto 2018, nella seduta n. 30

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

nella giornata di lunedì 30 luglio 2018, la nave italiana "ASSO 28" ha partecipato alle operazioni di soccorso in mare di alcuni migranti nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia;

le operazioni di soccorso in mare in quel tratto avvengono in coordinamento internazionale, ma ordinariamente le navi italiane segnalano le emergenze alla sala operativa della Guardia costiera italiana;

alle ore 19 del 30 luglio 2018, la nave "ASSO 28" risulta aver attraccato nel porto di Tripoli, che anche recentemente è stato definito come "porto non sicuro" e dove, dunque, non possono essere sbarcati migranti che possono avere diritto alla protezione internazionale,

si chiede di sapere:


se la nave ASSO 28 abbia comunicato alla sala operativa italiana la propria partecipazione ad un'operazione di soccorso in mare di migranti, nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia;

se il Ministro in indirizzo intenda rendere noto chi abbia dato disposizioni alla nave di dirigersi verso il porto di Tripoli e non verso un altro dei "porti sicuri" presenti nel Mediterraneo;

se qualcuno dei migranti soccorsi sia stato in qualsiasi modo identificato a bordo della nave ASSO 28 e se sia stato accertato che gli stessi non avessero diritto a nessuna forma di protezione internazionale,

prevista dai trattati e dalle leggi in vigore in Italia;

se non si ritenga che siano state violate norme e comportamenti di ordinaria solidarietà con chi fugge da guerre, carestie, violenze politiche e di genere, favorendo così i persecutori dei migranti nei vari Paesi di provenienza.

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