Interrogazione sugli atti vandalici all’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano

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Oggi, alla Camera dei Deputati e al Senato con gli altri parlamentari milanesi abbiamo presentato questa interrogazione a risposta scritta riguardante gli atti vandalici all’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano:

Al Ministro dell’Interno,

premesso che,

da notizie a mezzo Internet e stampa si è appreso che la mattina del 2 aprile i rappresentanti dell'Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano hanno trovato la loro sede di via degli Anemoni 6, nella periferia Ovest di Milano, letteralmente devastata, con porte divelte, la finestra rotta, armadi danneggiati, documenti buttati all’aria, e con danni pari a migliaia di euro;

ciò che desta preoccupazione è che secondo quanto dichiarato dal Consiglio direttivo dell’Istituto, poche sembrerebbero le cose e i documenti sottratti, mentre evidenti appaiono i danni economici arrecati ad un istituto la cui attività si fonda sul solo impegno dei volontari;
va peraltro ricordato che non è la prima volta che un simile danno viene arrecato a quest’istituto -, che non ha fini di lucro e i cui obiettivi risiedono nella documentazione e diffusione dei valori espressi dalla Resistenza - e che due episodi analoghi si erano già verificati a settembre e novembre del 2015;

tali fatti destano particolare allarme sociale, specie se collegati ad altri fatti di cronaca come il recente incendio al Circolo Pd della Barona, o la rievocazione nazista a Cologno Monzese che sembrano delineare una vera e propria escalation nel clima di odio e violenza, in prossimità del 25 aprile, ricorrenza della festa della Liberazione dal fascismo e dal nazismo,

per sapere:

quali iniziative intenda adottare al fine di scongiurare un ulteriore deterioramento del clima politico con l’approssimarsi del 25 aprile nonché per evitare che simili gravi episodi di minacce e danneggiamento possano nuovamente ripetersi ai danni di persone o istituti la cui attività sia rivolta a riaffermare il valore storico, politico e sociale della Resistenza o, come nel caso dell’Istituto Pedagogico di Milano, a contribuire allo sviluppo antifascista, democratico e pluralista della scuola e della società civile.

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