La situazione dell'Ilva

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Adesione ad un'interpellanza sull'Ilva di Taranto.

Testo dell'interpellanza:

Atto n. 2-00021 (procedura abbreviata) - Pubblicato il 5 febbraio 2019, nella seduta n. 87

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Premesso che:

avviata la nuova gestione Arcelor-Mittal Italia degli stabilimenti Ilva ed in particolare quella dello stabilimento jonico di Taranto, con l'obbligo per il nuovo gestore di attuare nei tempi previsti e comunque nel minor tempo possibile le misure ambientali contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2017 e successivi addendum, è ferma opinione degli interpellanti che occorra ora procedere speditamente sul terreno delle bonifiche delle aree tarantine e limitrofe, oggettivamente interessate da decenni di inquinamento con rischi gravi per la salute delle popolazioni residenti ed impossibilità di procedere a utilizzo e valorizzazione, anche economica;

in tal senso è noto che la legislazione speciale relativa all'Ilva contenga specifiche disposizioni che prevedono la programmazione e la realizzazione di interventi sia su aree oggetto di trasferimento al nuovo gestore Arcelor-Mittal Italia, sia su aree non oggetto di trasferimento (cosiddette aree escluse) che permangono nella disponibilità della gestione commissariale di Ilva SpA in amministrazione straordinaria;

a tal fine la legislazione speciale, sin dal decreto-legge n. 1 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 20 del 2015, ha introdotto un sistema complesso tramite il quale l'amministrazione straordinaria di Ilva può disporre di significative risorse attribuitele per tramite del Fondo unico giustizia a valere sulle provviste sequestrate alla famiglia Riva e rientrate in Italia a seguito delle iniziative cautelari poste in essere dalla Procura della Repubblica di Milano e dalle stesse autorità giudiziarie successivamente assentite per l'uso di interesse pubblico alla bonifica tarantina per mezzo e sotto la responsabilità dell'amministrazione straordinaria di Ilva SpA, risorse da quest'ultima allocate in apposito patrimonio destinato ai sensi dell'art. 2447-bis e seguenti del codice civile;

tale quadro è reso ancor più rilevante ma complesso dall'insistere sull'area tarantina sia dell'opera del commissario straordinario di governo per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di cui al decreto-legge n. 129 del 2012, convertito dalla legge n. 171 del 2012, sia dell'intervento statale straordinario tramite lo specifico contratto istituzionale di sviluppo (CIS) istituito sempre in forza del decreto-legge n. 1 del 2015 (art. 5), con competenza per gli interventi funzionali a risolvere le situazioni di criticità ambientale, socio-economica e di riqualificazione urbana riguardanti la città e l'area di Taranto;

da ultimo, la legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019) ha previsto due novelle: al comma 735 dell'art. 1 l'istituzione di una "Commissione speciale per la riconversione economica della Città di Taranto", finalizzata ad assicurare un indirizzo strategico unitario per lo sviluppo delle aree ex Ilva che ricadono sotto la gestione commissariale nell'ambito di un piano strategico di riconversione produttiva in raccordo con il CIS, e, al comma 737, la partecipazione dei commissari straordinari Ilva in amministrazione straordinaria al tavolo istituzionale permanente per l'area tarantina in ambito CIS;

una simile situazione per molti versi unica, che indubbiamente testimonia un impegno di estrema rilevanza dello Stato sul tema della bonifica e della riconversione dell'area tarantina ormai pluriennale e dotato di significative risorse, a parere degli interpellanti postula un raccordo ed un coordinamento tra tutti gli attori istituzionali, ordinari e straordinari, coinvolti e a vario titolo portatori di prerogative, funzioni e risorse;

la questione tarantina nel suo complesso, dall'attuazione del piano di adeguamento tecnologico alle prescrizioni ambientali interessanti gli impianti produttivi in esercizio previsti dal piano ambientale ex decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014 e 29 settembre 2017, nonché alle misure atte a rimediare alle situazioni pregresse di contaminazione delle matrici suolo ed acque, è oggetto di interesse e procedura di infrazione (n. 2013/2077) da parte della Commissione europea;

considerato che ad oggi non si ha notizia né della necessaria opera di coordinamento e raccordo, né di un concreto attivarsi del Governo nel suo complesso e dei singoli dicasteri in tal senso, né della riattivazione delle importanti funzioni attribuite al tavolo istituzionale permanente per l'attuazione del contratto istituzionale di sviluppo,

si chiede di sapere:

quali iniziative e con che tempi i competenti Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare intendano porre in essere per avviare la nuova fase di risanamento ambientale, sicurezza per la salute dei cittadini, riconversione produttiva e rilancio del comprensorio jonico, ed in particolare delle aree necessitanti di bonifica e messa in sicurezza, alla luce del mutato assetto gestionale di Ilva SpA in amministrazione straordinaria e dell'affittuaria Arcelor-Mittal Italia e delle norme recentemente introdotte, in un quadro normativo già di per sé estremamente complesso e frammentato;

se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga non solo utile bensì necessario svolgere sul tema un ruolo attivo di coordinamento e promozione dell'intera azione di governo al fine di garantire al comprensorio tarantino unitarietà efficacia e speditezza, anche alla luce degli evidenti interessi di rango nazionale coinvolti e della complessa e articolata normativa speciale d'interesse, oggetto peraltro di attenzione e di procedure di infrazione pendenti in sede di Unione europea.


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