Con la legge sulla legittima difesa ci saranno più armi e più morti

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Intervento in Senato in dichiarazione di voto per il PD sulle modifiche alla legge per la legittima difesa (video).

In un recente dibattito televisivo ho sentito alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle sostenere che la questione della cittadinanza ai bambini che nascono in Italia da coppie straniere non è una priorità. Io trovo che sia un'opinione legittima, ma che sia un'opinione espressa in un Paese in cui 70.000 bambini l'anno nascono da coppie straniere. Mi domando però perché, allora, in questi anni è diventata una priorità la legittima difesa, questione assolutamente marginale.
Negli ultimi dieci anni non sono mai stati più di dieci l'anno i procedimenti per abuso o abuso colposo di legittima difesa.
Perché diventa un tema su cui mobilitare l'informazione, le Camere, il lavoro del Parlamento.
La risposta è semplice: si usa questa questione per cavalcare paure legittime e fare propaganda per mascherare l'incapacità di rispondere alla domanda di sicurezza che c'è nel Paese. Questa è una legge che cancella uno dei fondamenti della nostra Costituzione e dello Stato di diritto, quello della proporzionalità tra offesa e reazione difensiva.
La legge dice infatti che la reazione difensiva è sempre a priori proporzionata e quindi si può sparare a una persona che sta scappando dopo essere stata scoperta o solo perché si trova all'interno del proprio giardino.
Nonostante ci abbiate provato, non siete riusciti però ad evitare che comunque ci sia una valutazione da parte della magistratura, ma cancellare il principio di proporzionalità è un'aberrazione. Come abbiamo già dimostrato nella scorsa legislatura, noi condividiamo la necessità di stare a fianco delle vittime di reato che sono state costrette a difendersi, arrivando a introdurre il concetto di grave turbamento e riconoscendo il risarcimento delle spese processuali per chi si è difeso legittimamente, ma cancellare il principio di proporzionalità cambia tutto.
Mi preoccupa questo principio di proporzionalità cancellato, se associato a un'affermazione che il Ministro dell'interno ripete spesso quando siamo di fronte a episodi di questo tipo: se la sono cercata.
Quel «se la sono cercata» giustifica qualunque comportamento, domando? Quel «se la sono cercata» che cosa vuol dire? Che si può fare qualunque cosa a una persona che se lo sia meritato? Non c'è nessuna pietà umana, non c'è nessuna valutazione sul valore di una vita umana.
«Se la sono cercata» non può essere una categoria che usano le istituzioni. Non può esserlo.
La pericolosità di questo provvedimento sta qui. Non sta solo nel merito, ma nel messaggio che incentiva i cittadini a difendersi da soli e che propone un modello di società pericoloso. Questo provvedimento, associato a quello che avete voluto e che ha recepito in modo estensivo la direttiva europea sulle armi, consentendo la libera vendita di armi più pericolose di quelle che erano consentite prima e riducendo i requisiti per l'acquisto, rischia di aprire una strada a quella cultura che mi pare sia il riferimento di molti degli argomenti che ho sentito pronunciare. Quella cultura che ha portato alcuni Paesi che hanno adottato questa linea, come gli Stati Uniti, a contare nel 2017 40.000 morti uccisi da armi da fuoco. In un anno solo, due terzi dei morti che ci sono stati nel Vietnam.
Tenete conto che l'Italia, già oggi, è il primo Paese per morti ammazzati da armi da fuoco in Europa, nonostante siamo il quindicesimo per armi possedute. È la cifra più alta in Europa.
Ho detto che questa legge interviene su una questione marginale. Negli ultimi anni i processi per abuso di legittima difesa o abuso colposo sono stati pochissimi. E ciò rende evidente che ciò che conta per voi, per chi l'ha proposta, sono i messaggi potenti e dannosi che volete trasmettere: armatevi per difendervi, perché le istituzioni non sono in grado di tutelare le persone. Questo è il messaggio. Non solo non c'è più sicurezza dopo questo manifesto sulla legittima difesa, ma, anzi, i cittadini si sentiranno più soli e abbandonati a se stessi da un Governo che, anziché investire per rendere più sicure le nostre città, preferisce alimentare le paure e dire: difendetevi da soli noi. Noi no siamo capaci di garantire la sicurezza.
Il fatto che sia il Ministro dell'interno e non quello della giustizia a intestarsi questa norma la dice lunga. Chi deve garantire sicurezza dà ai cittadini un messaggio di impotenza. Dice: fate voi.
Arrangiatevi. Noi ve lo consentiamo. E se questa scelta comporterà più vittime si dirà che se la sono cercata, come si dice troppo spesso, e chi se ne frega se stiamo parlando comunque di vite umane.
È una bandiera ideologica. Oggi la approverete e vedremo le conseguenze nei prossimi anni, ma due cose vanno dette. La prima: non ci sarà più sicurezza e i cittadini lo devono sapere. I casi qui citati, gli anziani uccisi mentre dormivano e altri casi, non si risolvono armando le persone o pensando che possano armarsi e difendersi da sole nelle case. Anzi, come dimostra la storia dei Paesi che hanno adottato queste strategie, dove questa strada è stata intrapresa ci saranno più armi e ci saranno più morti.
La seconda cosa: vi assumete in toto la responsabilità di queste scelte. Non ve l'ha chiesto il popolo.
Non è la legge che voleva il popolo. Ve lo state inventando. Il popolo non vuole la legge per potersi difendere da solo, come voi raccontate. Avete fatto di questa vicenda una bandiera ideologica. Le persone chiedono sicurezza e prevenzione, di non essere lasciate sole di fronte ai pericoli. A queste domande voi non sapete rispondere se non facendo credere loro che la soluzione è difendersi da soli.
Voteremo no per queste ragioni. Voteremo no per questo manifesto ideologico. Voteremo no per una legge che diminuirà la sicurezza in questo Paese.

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Articolo pubblicato da Democratica»
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