Intervenire sullo spaccio a Rogoredo

pubblicato il .

Intervento in Senato (video).

A Milano, c’è una grande area che si chiama “Porto di Mare”, si tratta di 34 ettari abbandonati da molti anni che il Comune di Milano insieme a Italia Nostra, in questi ultimi anni, ha provveduto a risanare e risistemare, realizzando un parco.
Restano 2 ettari da sistemare, il tristemente noto alle cronache “boschetto di Rogoredo”. Una realtà che nasconde due piazze di spaccio di riferimento per tutta la Regione Lombardia. Uno spettacolo inaccettabile in qualunque luogo, non solo di una città.
Per consentire il risanamento di quest’ultima parte, gli ultimi 2 ettari di terreno, e mettere a disposizione dei cittadini anche l’intero parco di Rogoredo, abbiamo chiesto al Ministro degli Interni di mettere a disposizione le forze dell’ordine necessarie per consentire il risanamento di quel territorio. Lo hanno chiesto anche il Sindaco di Milano, gli assessori e le forze politiche. Si chiede quindi di distruggere il “boschetto di Rogoredo”, risanarlo e che ci sia la possibilità di espellere lo spaccio da quella zona.
Allo stesso tempo, il Ministro degli Interni, rispondendo ad un’interrogazione alla Camera dei Deputati, si era impegnato a garantire un presidio della polizia ferroviaria per garantire la sicurezza nella stazione di Rogoredo, interessata dai traffici dello spaccio.

Gli emendamenti presentati al Decreto Sicurezza

pubblicato il .

In Commissione Affari Costituzionali del Senato abbiamo fatto un lungo lavoro sul “Decreto Sicurezza”. Molti, infatti, sono gli emendamenti riguardanti diverse tematiche che ho presentato, insieme ai colleghi del Partito Democratico, e discusso in Commissione.

Tra gli emendamenti presentati e discussi, ci sono quelli per aumentare le risorse destinate ai rimpatri

Questo l'intervento svolto in Commissione Affari Costituzionali su questo tema:

Chiedo che il mio emendamento 6.3 al “Decreto Sicurezza” venga messo in votazione, nonostante il parere negativo del Relatore della Legge e del Governo, e pur sapendo che si tratta di provvedimenti costosi quelli contenuti nei due testi che ho presentato perché pongono un problema politico rispetto a come funziona la normativa sui rimpatri.

Il decreto sicurezza è inutile e dannoso

pubblicato il .

Intervento in Senato nella replica in qualità di Relatore di minoranza del Decreto Sicurezza (video).

Una veloce replica per ribadire il giudizio che abbiamo dato sul decreto sicurezza e che non cambia dopo la discussione a cui abbiamo assistito in Senato.
Mi pare che, al di là di polemiche fondate sul passato, le critiche che abbiamo avanzato su questo decreto restano valide e, in particolare, l’assenza di misure nuove e cogenti per garantire davvero più sicurezza ai cittadini e la critica che ci fa dire che le norme introdotte sulla questione migratoria sono norme che renderanno più insicuro il Paese perché aumenteranno la dimensione della clandestinità e infieriscono su figure che non hanno colpe.
Non hanno colpe i ragazzi che sono nati qui e che per avere la cittadinanza dopo i 18 anni dovranno attendere altri 4 anni e non più 2.

Il decreto sicurezza è il manifesto della Lega

pubblicato il .

Intervento in Conferenza Stampa sul Decreto Sicurezza (video).

Consideriamo il “decreto sicurezza” una legge manifesto, che non dà più sicurezza ai cittadini perché non ci sono norme per questo, anzi, rischia di peggiorare la situazione perché aumenta i margini per la clandestinità e le irregolarità.
Voglio dire con chiarezza che è il manifesto di una parte di questa maggioranza e credo che da lì derivino molte delle difficoltà che oggi sta incontrando il decreto e anche il Governo.
Questo è il manifesto della Lega, sono sufficienti pochi esempi a dimostrarlo e per mostrare cosa deve ingoiare più o meno volentieri M5S e quale incoerenza ha il Movimento 5 Stelle nel sostenere questo decreto rispetto al passato.
Faccio tre esempi: nella scorsa legislatura il PD è stato messo alla gogna sullo Ius Soli, oggi M5S vota un decreto che dice che i giovani nati in Italia, che hanno vissuto e studiato in Italia, per avere la cittadinanza italiana, quando compiranno i 18 anni dovranno aspettare altri 4 anni e non più 2 come era fino ad ora. Questo credo che sia un dato significativo.